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Decolla la biblioteca diffusa: una porta virtuale su Cascina, il suo territorio e la sua cultura

Progetto ARCA

Gennaio 27, 2026

L’articolo, pubblicato su La Nazione - edizione Pisa Pontedera il 27 gennaio 2026 e firmato da Maddalena Nerini, racconta il lancio della Biblioteca Diffusa di Cascina come progetto di innovazione culturale e digitale promosso dal Comune di Cascina con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana. Il servizio descrive la trasformazione della biblioteca in ecosistema digitale aperto, capace di connettere memoria storica, tecnologie abilitanti e partecipazione civica, attraverso contenuti multimediali, archivi digitali e piattaforme di accesso online. Centrale il ruolo di ARTES 4.0 e Alkedo Produzioni nello sviluppo del progetto ARCA, presentato come modello di valorizzazione del patrimonio culturale locale mediante strumenti digitali avanzati.   di Maddalena Nerini La biblioteca di Cascina non è più solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere. Con la «Biblioteca Diffusa» le storie escono dagli scaffali e valicano i propri confini, dando vita a un luogo digitale aperto e accessibile a tutti, in qualsiasi momento. La Biblioteca di Cascina diventa «diffusa» aprendo una porta virtuale che consente a tutti di entrare in contatto con il territorio di Cascina e con le sue realtà attraverso libri, fotografie, video ed estratti musicali. Lo fa attraverso la possibilità di sfogliare alcuni libri (presenti nella sezione di storia locale della Biblioteca stessa) ma anche di ascoltare interviste a personaggi attivi nel territorio e, soprattutto, di poter vedere ed ascoltare materiale video, audio e fotografico che racconta la storia delle Associazioni. «Questo è un progetto che ci consente di comunicare la nostra storia locale anche al di fuori di questo spazio, che per noi è il simbolo della vita culturale cittadina» dichiara l’assessora alla cultura del comune di Cascina, Bice Del Giudice: «una storia che estraiamo non soltanto dai libri che popolano la biblioteca, ma anche dal corredo di conoscenza e competenza delle associazioni culturali e dai cittadini stessi, testimoni di questa storia». «Il concetto di “Biblioteca” viene così ripensato come contenitore aperto e diffuso del patrimonio culturale locale» dice Sergio Piane, Alkedo Produzioni «spazio fisico e digitale, partecipato dai cittadini, dove le esperienze culturali, passate e presenti, vengono raccolte e rese disponibili a tutti, contribuendo a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e connessa. La base di partenza che trasforma la biblioteca in un centro di cultura diffuso grazie alle nuove tecnologie abilitanti». «Si tratta di un’opportunità preziosa di valorizzazione della storia cittadina e del patrimonio custodito nella nostra biblioteca, che guarda sia a Cascina sia all’esterno» così il sindaco Michelangelo Betti «negli ultimi dieci anni un terzo dei residenti di Cascina è cambiato, e strumenti come questo sono un grande aiuto per chi ha bisogno di orientarsi in una nuova realtà e un’occasione per portare la nostra storia fuori dei luoghi in cui essa è istituzionalmente custodita». Il tutto collegandosi al sito www.bibliotecadiffusacascina.it realizzato da Alkedo Produzioni e Artes 4.0 per il Comune di Cascina nell’ambito del «Progetto Arca con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana, ai sensi della L.R. n. 4/2024». Un ponte tra memoria, storia e innovazione, che rende la biblioteca in un luogo vivo, dinamico e accessibile a tutti.

Musai spazzino del mare. Individua reti e plastica

progetto musai

Dicembre 10, 2025

La Nazione racconta la nascita di Musai, un robot subacqueo sviluppato da Cubit Innovation Labs insieme al Centro di Competenza ARTES 4.0, Unipi e all’azienda 3Logic, che è in grado di osservare, riconoscere e analizzare autonomamente ciò che si trova sui fondali marini, individuando rifiuti, reti abbandonate, oggetti e anomalie invisibili all’occhio umano. ---   di Mario Alberto Ferrari C’è un nuovo occhio che monitora il mare, e lo fa da dove nessuno guarda mai: dal fondo. Non è un sub, né un sottomarino, ma un robot. Si chiama Musai ed è la nuova creazione made in Cascina - sviluppato da Cubit Innovation Labs insieme al Centro di Competenza ARTES 4.0, Unipi e all’azienda 3Logic - che nasce per un compito che sembra semplice ma non lo è affatto: vedere quello che l’uomo non vede e farlo da solo. Rifiuti sepolti nella sabbia, reti fantasma che uccidono la fauna, oggetti metallici, anomalie del fondale, tracce che possono sfuggire perfino agli esperti. Lui le trova, le riconosce, le classifica. Il progetto, finanziato dal Pnrr, ha superato in queste settimane tutte le fasi di collaudo: prima in vasca, poi i test in mare aperto e infine le immersioni in profondità. Musai ha operato in condizioni reali, tra correnti, torbidità e scarsa luminosità, confermando la stabilità del sistema. La novità non è solo nella qualità delle immagini, ma nella capacità del robot di analizzarle da solo. Sott’acqua la trasmissione dei dati è lenta e spesso inaffidabile e Musai è stato progettato proprio per aggirare questo limite, elaborando direttamente sul posto ciò che registra. Caratteristica che lo rende un potenziale protagonista per il monitoraggio marino del futuro. Ma quali saranno le applicazioni del robot? Musai potrà essere impiegato per individuare rifiuti pericolosi depositati sul fondale, localizzare le reti da pesca abbandonate che spesso intrappolano pesci e tartarughe, verificare lo stato di porti, banchine, condotte e cavi sottomarini dopo mareggiate o incidenti. Il sistema potrà inoltre fornire dati agli studiosi che monitorano ecosistemi delicati e supportare le attività nelle aree marine protette, segnalando eventuali intrusioni, movimenti anomali o la presenza di specie in difficoltà. Il robot non ha bisogno di un team di controller che lo guida passo passo. Può essere montato su diversi mezzi subacquei, inviato in acqua e lasciato lavorare. È modulare, compatto, scalabile: significa che può adattarsi, cambiare compiti, ampliare le sue "competenze visive" a seconda di nuove esigenze nascono. In un momento storico in cui negli oceani finiscono ogni anno tonnellate di plastica e in cui le infrastrutture sottomarine sono sempre più cruciali, Musai è un’avanguardia per la tutela degli ecosistemi marini.

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