Tra motori, piattaforme petrolifere e robotica, la vita di una ingegnera che ha sfidato gli stereotipi [....]
https://www.vanityfair.it/article/francesca-tonini-intervista

12/03/24 15:22
Tra motori, piattaforme petrolifere e robotica, la vita di una ingegnera che ha sfidato gli stereotipi [....]
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La Nazione racconta la nascita di Musai, un robot subacqueo sviluppato da Cubit Innovation Labs insieme al Centro di Competenza ARTES 4.0, Unipi e all’azienda 3Logic, che è in grado di osservare, riconoscere e analizzare autonomamente ciò che si trova sui fondali marini, individuando rifiuti, reti abbandonate, oggetti e anomalie invisibili all’occhio umano.
--- di Mario Alberto Ferrari C’è un nuovo occhio che monitora il mare, e lo fa da dove nessuno guarda mai: dal fondo. Non è un sub, né un sottomarino, ma un robot. Si chiama Musai ed è la nuova creazione made in Cascina - sviluppato da Cubit Innovation Labs insieme al Centro di Competenza ARTES 4.0, Unipi e all’azienda 3Logic - che nasce per un compito che sembra semplice ma non lo è affatto: vedere quello che l’uomo non vede e farlo da solo. Rifiuti sepolti nella sabbia, reti fantasma che uccidono la fauna, oggetti metallici, anomalie del fondale, tracce che possono sfuggire perfino agli esperti. Lui le trova, le riconosce, le classifica. Il progetto, finanziato dal Pnrr, ha superato in queste settimane tutte le fasi di collaudo: prima in vasca, poi i test in mare aperto e infine le immersioni in profondità. Musai ha operato in condizioni reali, tra correnti, torbidità e scarsa luminosità, confermando la stabilità del sistema. La novità non è solo nella qualità delle immagini, ma nella capacità del robot di analizzarle da solo. Sott’acqua la trasmissione dei dati è lenta e spesso inaffidabile e Musai è stato progettato proprio per aggirare questo limite, elaborando direttamente sul posto ciò che registra. Caratteristica che lo rende un potenziale protagonista per il monitoraggio marino del futuro.
Il quotidiano Milano Finanza, nell'edizione del 28 novembre 2025, ha pubblicato un approfondimento che riportiamo qui di seguito
Si è svolta di recente a Beijing e Hangzhou la XIV edizione della Settimana dell'Innovazione Cina-Italia, una piattaforma istituzionale fondamentale per lo scambio scientifico-tecnologico che ha promosso una collaborazione più profonda tra enti di ricerca, università e imprese, raggiungendo risultati concreti attraverso consultazioni e condivisione dei benefici.
Il ministro della Scienza e Tecnologia cinese, Yin Hejun, ha sottolineato che gli scambi culturali sino-italiani hanno creato una solida base per la cooperazione scientifica e tecnologica. Negli ultimi anni, i frequenti scambi di alto livello hanno approfondito la partnership strategica globale tra i due Paesi. In occasione del 55º anniversario delle relazioni diplomatiche, i dipartimenti scientifico-tecnologici hanno realizzato le intese dei leader, rafforzando il dialogo attraverso meccanismi quali il Comitato intergovernativo Cina-Italia.

L’articolo pubblicato da Viviana Luisa Montaldo sull’Unione Sarda racconta il ruolo sempre più centrale di Olbia nello sviluppo dell’innovazione tecnologica e della robotica in Sardegna, grazie all’arrivo del Centro di Competenza ARTES 4.0 nella Piattaforma Tecnologica Europea del Cipnes Gallura. Durante il workshop dedicato agli hub sperimentali per nautica, turismo e sanità, il Direttore Scientifico, Prof. Paolo Dario, ha rilanciato l’apertura di un laboratorio di robotica focalizzato inizialmente sul settore nautico. L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di sviluppo territoriale che coinvolge università, istituzioni e imprese, con l’obiettivo di rafforzare il trasferimento tecnologico, sostenere le PMI e creare nuove opportunità occupazionali qualificate. L’articolo evidenzia inoltre il sostegno di Regione, Comune di Olbia e Università di Sassari alla nascita del Dipartimento dell’Innovazione e alla creazione di un ecosistema capace di attrarre talenti, favorire la formazione avanzata e rendere la Gallura un polo strategico per l’innovazione applicata. Di seguito l'articolo:


Il quotidiano Repubblica che nel 2024 gli infortuni sul lavoro in Italia hanno raggiunto livelli da emergenza sociale, con oltre 592 mila denunce e più di 1.200 morti, concentrati soprattutto nei settori Industria e Servizi. Per rispondere a questa criticità, INAIL e ARTES 4.0 hanno avviato un percorso congiunto di prevenzione basato sull’innovazione tecnologica, presentando a Roma i progetti vincitori del Bando BIT che impiegano robotica, intelligenza artificiale, big data e sensoristica IoT per ridurre cadute e collisioni nei luoghi di lavoro.
--- di Fabrizio D'Ascenzo Nel 2024 in Italia si sono registrate nel complesso 592.882 denunce di infortunio sul lavoro, di cui 1.202 con decessi. Numeri che rappresentano una emergenza sociale: quasi il 90% degli incidenti si concentra nel settore Industria e Servizi, con un quarto dei casi nel comparto manifatturiero e un’incidenza particolarmente alta nelle Costruzioni, Sanità e Trasporti. Le cadute dall’alto e gli incidenti con veicoli in movimento costituiscono alcune delle più rilevanti cause di morte o invalidità grave. Di fronte a questi dati, INAIL e ARTES 4.0 raccontano oggi l’esperienza di un percorso congiunto per la progettazione della prevenzione attraverso la tecnologia. Nel corso dell’incontro odierno a Roma, promosso dai due enti, sono stati presentati i progetti vincitori del Bando BIT (Bando Innovazione Tecnologica), esempi concreti di come robotica, intelligenza artificiale, big data e sensoristica IoT possano trasformarsi in strumenti di tutela quotidiana per i lavoratori. Nel dettaglio: VLAB (Timelapse Lab) ha sviluppato un sistema di monitoraggio AI e big data che rileva in tempo reale il mancato utilizzo di imbracature in cantiere, riducendo il rischio di cadute. A.M.E. – Advanced Microwave Engineering ha presentato una piattaforma di proximity safety con sensori IoTcapace di prevenire collisioni uomo-macchina e anomalie nei percorsi dei veicoli. UBIQUICOM e Smart Track hanno illustrato sistemi intelligenti per proteggere i lavoratori negli spazi condivisi da pedoni e mezzi di movimentazione. “La prevenzione è il terreno su cui si gioca il futuro del lavoro sicuro. I numeri ci dicono che non basta applicare le norme: serve un cambio di passo. Con il Bando BIT abbiamo dimostrato che mettere insieme ricerca, imprese e istituzioni può generare soluzioni concrete, capaci di agire sulle cause principali degli infortuni mortali, come le cadute e le collisioni. L’innovazione non è un concetto astratto: è una cintura di sicurezza invisibile che lavora ogni giorno per salvare vite”, ha dichiarato Paolo Dario, Direttore scientifico di ARTES 4.0. “La missione dell’Inail è quella di promuovere una cultura della sicurezza che vada oltre il semplice rispetto delle regole, per puntare alla prevenzione come valore sociale condiviso e investimento strategico per le imprese. In questo percorso, la tecnologia può rappresentare un alleato straordinario e sistemi basati su intelligenza artificiale, sensoristica e analisi dei dati possono tradursi in strumenti concreti di tutela capaci di ridurre drasticamente i rischi nei luoghi di lavoro e prevenire gli infortuni. La collaborazione con ARTES 4.0 dimostra che il futuro della sicurezza passa dall’investimento in innovazione - ha sottolineato il Presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo. I competence center, come ARTES 4.0, rappresentano un’occasione straordinaria di collaborazione tra Inail, università e imprese: è grazie a questa rete che i progetti del Bando BIT diventano atti concreti di prevenzione - ha aggiunto D’Ascenzo -”. Con questo incontro, INAIL e ARTES 4.0 "rafforzano una partnership strategica: mettere al centro la prevenzione come priorità nazionale, accelerando la diffusione di tecnologie 4.0 in tutti i settori più a rischio. Una sfida che riguarda non solo le imprese, ma l’intero sistema Paese".
L’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore racconta l'impatto della collaborazione tra Inail e ARTES 4.0, concretizzata nel Bando BIT, nel miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro attraverso tecnologie innovative che utilizzano robotica, intelligenza artificiale, big data e sensoristica IoT
---di Cristina Casadei
Robotica, intelligenza artificiale, big data e sensoristica IoT sono tra le tecnologie più efficaci per prevenire gli incidenti sul lavoro, soprattutto nei cantieri dove si concentra una parte consistente degli eventi più gravi. Inail e Artes 4.0 hanno presentato a Roma i tre progetti che hanno vinto il Bando Bit (Bando Innovazione Tecnologica). A dispetto dei titoli difficili da decifrare promettono semplicemente di prevenire quella parte degli incidenti più frequenti nei cantieri e cioè le cadute dall’alto e gli scontri con i mezzi di movimentazione che sono due delle più rilevanti cause di morte o invalidità grave.
Così VLAB (Timelapse Lab) ha sviluppato un sistema di monitoraggio AI e big data che rileva in tempo reale il mancato utilizzo di imbracature in cantiere, riducendo il rischio di cadute, A.M.E. – Advanced Microwave Engineering ha ideato una piattaforma di proximity safety con sensori IoT per prevenire collisioni uomo-macchina e anomalie nei percorsi dei veicoli, mentre UBIQUICOM e Smart Track hanno creato sistemi intelligenti per proteggere i lavoratori negli spazi condivisi da pedoni e mezzi di movimentazione. Tre storie diverse con il comune obiettivo di prevenire gli incidenti, un tema sempre molto critico, come dimostrano i numeri stessi ricordati ieri. Nel 2024 in Italia si sono registrate nel complesso 592.882 denunce di infortunio sul lavoro, di cui 1.202 con decessi. Quasi il 90% degli incidenti si concentra nel settore Industria e Servizi, con un quarto dei casi nel comparto manifatturiero e un’incidenza particolarmente alta nelle Costruzioni, sanità e trasporti.
“La missione dell’Inail è quella di promuovere una cultura della sicurezza che vada oltre il semplice rispetto delle regole, per puntare alla prevenzione come valore sociale condiviso e investimento strategico per le imprese – spiega il presidente dell’Istituto Fabrizio D’Ascenzo –. In questo percorso, la tecnologia può rappresentare un alleato straordinario e sistemi basati su intelligenza artificiale, sensoristica e analisi dei dati possono tradursi in strumenti concreti di tutela capaci di ridurre drasticamente i rischi nei luoghi di lavoro e prevenire gli infortuni. La collaborazione con Artes 4.0 dimostra che il futuro della sicurezza passa dall’investimento in innovazione”.
A questo si aggiunge che “Artes 4.0 e lo sviluppo di progetti concreti basati sull’uso di tecnologie avanzate ha l’obiettivo di creare un circolo virtuoso di sinergia tra ricerca e imprese e per i lavoratori”. “La prevenzione è il terreno su cui si gioca il futuro del lavoro sicuro – dichiara Paolo Dario, direttore scientifico di Artes 4.0 –. I numeri ci dicono che non basta applicare le norme: serve un cambio di passo. Con il Bando Bit abbiamo dimostrato che mettere insieme ricerca, imprese e istituzioni può generare soluzioni concrete, capaci di agire sulle cause principali degli infortuni mortali, come le cadute e le collisioni. L’innovazione non è un concetto astratto: è una cintura di sicurezza invisibile che lavora ogni giorno per salvare vite”.

A SAMAB, la tavola rotonda “Formazione tessile e abbigliamento. Carriere che parlano al futuro” ha acceso i riflettori sulla sfida chiave del settore: formare figure tecniche ibride in grado di dialogare con processi produttivi, innovazione digitale e sostenibilità in un’industria in evoluzione accelerata.
Da questi presupposti Francesca Tuzzeo firma sul numero di settembre 2025 della rivista Techno Fashion un approfondimento sul cambiamento strutturale che sta ridisegnando il settore moda e sulle nuove sfide che ne derivano per i profili tecnici del comparto. Tra gli speaker alla tavola rotonda - moderata da Alessandro Garnero, Direttore Editoriale Divisione Manufacturing del Gruppo Tecniche Nuove - c'è stata anche Francesca Tonini, Direttrice Esecutiva di ARTES 4.0 insieme a Chiara Dussini, Presidente di ANTIA Tecnici Sistema Moda; Ettore Pellegrini, Presidente Industrial Members IACDE Italia; Matteo Secoli, Presidente di Piattaforma Sistema Formativo Moda; Roberto Peverelli, Ambassador di rete tam tessile abbigliamento e moda.Nel suo intervento, la Direttrice Esecutiva di ARTES 4.0 ha ripercorso la missione dei Competence Center - nati per accompagnare imprese e pubblica amministrazione nella transizione digitale e rafforzati dal PNRR - sottolineandone la funzione di ponte tra ricerca, industria e competenze. E ha aggiunto: "Il mio consiglio per i giovani che si stanno formando è quello di puntare sulla multidisciplinarietà e sviluppare competenze trasversali, aprirsi a tutto ciò che riguarda l'innovazione, abbracciare le sfide (tecnologiche e non) con coraggio e curiosità".
Per colmare il divario di competenze ARTES 4.0 organizza corsi di formazione su IoT, AI ed economia circolare, trasformando la domanda delle aziende in programmi di formazione mirati e immediatamente spendibili.

Dalla collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Università Federale di Uberlândia in Brasile nasce una pelle artificiale capace di percepire il tocco, localizzarlo e misurarne l’intensità grazie a sensori innovativi e algoritmi di intelligenza artificiale ispirati al sistema nervoso umano. Lo studio, pubblicato su Nature Machine Intelligence, apre nuove prospettive per protesi bioniche, robot collaborativi e dispositivi indossabili intelligenti. La ricerca si inserisce nel percorso di sviluppo già avviato nel 2022, quando - anche grazie al contributo di ARTES 4.0 - era stata creata la prima pelle artificiale con sensori tattili capaci di rilevare e localizzare la forza di contatto, a conferma il ruolo del Centro di Competenza nella valorizzazione e nel trasferimento di tecnologie ad alto impatto per l’industria.
Di seguito l'articolo pubblicato dalla edizione online della Gazzetta di Parma il 4 agosto 2025.
È in grado di 'sentire' come quella umana, localizzando con precisione il tocco e calcolando l'intensità dello stimolo, la nuova pelle artificiale nata dalla collaborazione tra la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l'Università Federale di Uberlândia in Brasile. Come riporta lo studio pubblicato sulla rivista Nature Machine Intelligence, la pelle integra sensori innovativi e algoritmi di Intelligenza Artificiale che si ispirano al sistema nervoso umano, in modo da avvicinarsi il più possibile al nostro senso del tatto. Il risultato apre nuove prospettive per molte applicazioni: da dispositivi indossabili intelligenti a protesi in grado di restituire informazioni tattili, fino a robot capaci di percepire e interagire con l’ambiente circostante.
La ricerca si inserisce nel solco tracciato da alcuni studi recenti, come quello pubblicato lo scorso giugno sulla rivista Science Robotics: in quel caso, ricercatori guidati dall’Università britannica di Cambridge sono riusciti a mettere a punto una pelle elettronica capace di percepire il tocco delle dita, i danni inferti da un taglio e il contatto con superfici fredde o calde. L’obiettivo era analogo: dare ai robot un senso del tatto molto simile a quello umano. Risale invece a maggio 2022 una prima pelle artificiale nata sempre nella Scuola Sant'Anna, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, le Università Sapienza di Roma e Cà Foscari di Venezia, il Campus Bio-Medico di Roma e il Centro di Competenza Artes 4.0: la pelle, come riportato su Nature Machine Intelligence, era dotata di sensori tattili capaci di localizzare e rilevare l’intensità della forza di contatto.
«La percezione del tatto è una funzione essenziale per gli esseri umani», commenta Calogero Oddo dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant'Anna, che ha coordinato i ricercatori: «Permette di riconoscere e localizzare stimoli fisici, di esplorare l’ambiente e di interagire in modo sicuro con il mondo esterno. Riprodurre artificialmente questo senso complesso - aggiunge Oddo - è una delle sfide principali nella progettazione di robot collaborativi e di protesi bioniche».
Gli autori dello studio sono riusciti a riprodurre non solo la sensibilità della pelle umana, ma anche il modo con il quale il cervello interpreta e localizza gli stimoli del tatto. Il cuore della tecnologia sono i sensori in fibra ottica, capaci di rilevare in tempo reale pressioni e sfioramenti, ma a rendere questa pelle 'intelligentè è una rete di neuroni artificiali progettata per imitare i meccanismi del sistema nervoso umano. «Questo approccio - commenta Mariangela Filosa del Sant'Anna, co-autrice dello studio - consente alla pelle artificiale di identificare il punto di contatto e decodificare l’intensità dello stimolo».
«L'interazione tra persone e macchine è diventata un elemento chiave in molti settori della robotica», dice ancora Oddo: «La possibilità di dotare i robot di un senso del tatto artificiale ispirato a quello umano fa sì che questa interazione avvenga in maniera sicura, intuitiva ed efficace, mitigando il rischio di infortuni per gli operatori».
Il Quotidiano di Sicilia racconta l’avvio della collaborazione operativa tra ARTES 4.0 e l’Università di Palermo finalizzata a creare in Sicilia una piattaforma dell’innovazione per sostenere la trasformazione digitale e tecnologica delle imprese, con focus su robotica avanzata, intelligenza artificiale e tecnologie digitali applicate ai processi produttivi.
Il progetto prevede l’apertura di una nuova sede di ARTES 4.0 nel Campus universitario di viale delle Scienze, in stretto collegamento con il Centro per il Trasferimento Tecnologico, e l’attivazione di uno sportello one stop shop per supportare le aziende nello sviluppo di progetti, nell’accesso a competenze scientifiche e nell’adozione di soluzioni innovative.
L’obiettivo strategico, condiviso da Istituzioni, Università e Ministero, è mettere in rete le eccellenze locali, valorizzare la ricerca siciliana e favorire la nascita di un ecosistema di micro imprese innovative orientate ai mercati globali, in settori come economia del mare, sanità e produzioni ad alto contenuto tecnologico, contribuendo così alla competitività e allo sviluppo sostenibile del territorio.
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di Antonio SchembriCreare una piattaforma dell’innovazione che diventi leva per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia, attraverso gli studi e le applicazioni in ambito della robotica, l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali a servizio delle imprese. È la missione annunciata da Artes 4.0, centro di competenza nazionale con sede centrale in Toscana, Pontedera, e specializzato in tecnologie avanzate per l’avanzamento sia della rivoluzione industriale detta quarta rivoluzione industriale - detta Industria 4.0 in quanto riferita all’integrazione di tecnologie digitali nei processi produttivi -, sia per quello del nuovo paradigma che integra l’automazione avanzata e la collaborazione uomo-macchina per creare un ambiente di lavoro innovativo, efficiente e sostenibile che prende il nome di Industria 5.0.
In Sicilia questo centro per la transizione tecnologica aveva già in effetti stabilito nel 2019 la sua sede presso quella del Cnr, nel capoluogo siciliano, da dove aveva avviato un’importante collaborazione con la Fondazione Ri.Med: uno snodo strategico per connettere ricerca e impresa nel territorio con l’obiettivo di accompagnare le imprese isolane nel percorso di trasformazione digitale sostenibile e inclusiva. Adesso, con il recente stanziamento da parte del Governo regionale di 283 milioni di euro a sostegno della trasformazione digitale delle imprese, il nuovo passo è l’avvio di una collaborazione operativa tra Artes 4.0 e l’Università di Palermo, recentemente divenuto socio ordinario del Centro di Competenza. Dunque, una nuova sede all’interno del Campus universitario di viale delle Scienze, a stretto contatto con il neonato centro per il Trasferimento Tecnologico.
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina nella sala Magna di Palazzo Steri, nel corso di un meeting tra la governance, sia a livello siciliano che nazionale, che ha posto l’accento su un passo da considerarsi altamente strategico per la diffusione della trasformazione digitale nelle realtà territoriali. Un’occasione anche per presentare diverse tecnologie nei campi della robotica avanzata, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi digitali intelligenti e sostenibili, con casi d’uso concreti e le testimonianze dirette delle imprese coinvolte.
“Abbiamo avviato – ha spiegato Enza Spadoni, ricercatrice con oltre un ventennio di esperienza nel settore del trasferimento tecnologico alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatrice dell’evento palermitano – un modello in cui la partnership con l’Università contribuirà alle attività con ‘co persona’ di docenti e ricercatori, i quali attraverso Artes 4.0 finanziamo l’acquisto di attrezzature che supportano le operazioni e le prime sperimentazioni per l’integrazione, prima di procedere all’implementazione di questo genere di investimenti”.
Un percorso che punta a consolidare prossimità territoriale e valorizzazione delle competenze scientifiche con un accesso facilitato alle conoscenze, tecnologie, metodi di produzione, prototipi e servizi sviluppati da governi, università, aziende e centri di ricerca.
“Siamo impegnati a sostenerlo – ha detto Raffaele Spallone, dirigente della divisione digitalizzazione e innovazione dei settori produttivi del ministero delle Imprese e del Made in Italy – rafforzando la presenza di infrastrutture avanzate nel Mezzogiorno. Si tratta di creare condizioni favorevoli affinché le imprese locali possano arrivare preparate alla sfida dell’innovazione e della competitività”.
La sede palermitana di Artes 4.0, cosciente con l’Ateneo, offrirà in particolare uno sportello one stop shop per le imprese, capace di attivare progetti e soluzioni anche grazie all’ecosistema del partenariato di Artes 4.0 che comprende grandi imprese, Pmi, startup, fondazioni, Università e centri di ricerca, tra cui 13 tra Atenei e dipartimenti di eccellenza riconosciuti dal Mur e istituti di ricerca di livello internazionale.
Un accordo, questo tra Artes 4.0 e Università di Palermo, funzionale in particolare all’agevolazione di comparti imprenditoriali di alta tecnologia che operano in diversi ambiti del mercato internazionale e tra i quali quello dei prodotti di consumo ad alto contenuto tecnologico, l’economia del mare e la sanità. Un modello virtuoso di innovazione guidata dalla scienza per dare risposte alle esigenze di innovazione anche delle imprese attive nel campo ingegneristico e agrario.
“In questo modo – ha rimarcato il professor Paolo Dario, direttore scientifico di Artes 4.0 – sarà possibile mettere in rete le eccellenze locali e creare nuove opportunità concrete per le imprese siciliane che vogliono affrontare le sfide dell’Industria, valorizzando le competenze locali che nel mondo della ricerca siciliana che attraverso Artes potranno essere applicate alle esigenze concrete del contesto produttivo”.
Un “ponte” operativo, dunque, tra competenze scientifiche, eccellenze anche al Sud, e bisogni di innovazione, nella logica della prossimità. “Lo scopo di questa collaborazione – ha detto il rettore di UniPa, Massimo Midiri – non si limita all’intento di assumere i nostri laureati, il cui numero continua purtroppo a far registrare una gravissima emorragia verso il Nord in cerca di lavoro, ma è piuttosto quello di creare un ecosistema di micro imprese innovative che guardano a un mercato mondiale. Una piattaforma che, auspicabilmente, dovrà essere operativa anche nell’ambito dell’imprenditorialità femminile”.

Il futuro della robotica industriale è sempre più legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che trasforma i robot in agenti intelligenti, capaci di percepire, elaborare e agire in modo autonomo. Questo nuovo paradigma, noto come Embodied AI, segna una svolta nella relazione tra macchine e persone.
L’AI sta rivoluzionando tutte le componenti del robot: la percezione, grazie a computer vision e sensoristica avanzata; la comprensione, potenziata da NLP e AI generativa; e l’azione, resa sempre più autonoma grazie all’apprendimento in ambienti simulati. I robot non vengono più programmati movimento per movimento, ma addestrati a raggiungere obiettivi, proprio come fanno gli esseri umani.
Un’applicazione strategica di questa evoluzione è la sicurezza sul lavoro: grazie a iniziative come i bandi di ARTES 4.0 e INAIL, l’AI permette manutenzione predittiva, monitoraggio ambientale e utilizzo di esoscheletri intelligenti che aiutano gli operatori e prevengono infortuni.
Il Prof. Frisoli lancia un appello all’Europa: in un contesto dominato da giganti globali come Google, Nvidia e aziende cinesi, è fondamentale che l’Italia e l’Europa non perdano il treno dell’intelligenza artificiale nella robotica. Serve fare sistema, investire nel software e garantire un futuro in cui anche i robot intelligenti parlino europeo.

CORRIERE DELL'UMBRIA 28/05/2025[/caption]
QN - 28 maggio 2025

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