Il Quotidiano di Sicilia racconta l’avvio della collaborazione operativa tra ARTES 4.0 e l’Università di Palermo finalizzata a creare in Sicilia una piattaforma dell’innovazione per sostenere la trasformazione digitale e tecnologica delle imprese, con focus su robotica avanzata, intelligenza artificiale e tecnologie digitali applicate ai processi produttivi.
Il progetto prevede l’apertura di una nuova sede di ARTES 4.0 nel Campus universitario di viale delle Scienze, in stretto collegamento con il Centro per il Trasferimento Tecnologico, e l’attivazione di uno sportello one stop shop per supportare le aziende nello sviluppo di progetti, nell’accesso a competenze scientifiche e nell’adozione di soluzioni innovative.
L’obiettivo strategico, condiviso da Istituzioni, Università e Ministero, è mettere in rete le eccellenze locali, valorizzare la ricerca siciliana e favorire la nascita di un ecosistema di micro imprese innovative orientate ai mercati globali, in settori come economia del mare, sanità e produzioni ad alto contenuto tecnologico, contribuendo così alla competitività e allo sviluppo sostenibile del territorio.
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di Antonio Schembri
Creare una piattaforma dell’innovazione che diventi leva per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia, attraverso gli studi e le applicazioni in ambito della robotica, l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali a servizio delle imprese. È la missione annunciata da Artes 4.0, centro di competenza nazionale con sede centrale in Toscana, Pontedera, e specializzato in tecnologie avanzate per l’avanzamento sia della rivoluzione industriale detta quarta rivoluzione industriale - detta Industria 4.0 in quanto riferita all’integrazione di tecnologie digitali nei processi produttivi -, sia per quello del nuovo paradigma che integra l’automazione avanzata e la collaborazione uomo-macchina per creare un ambiente di lavoro innovativo, efficiente e sostenibile che prende il nome di Industria 5.0.
In Sicilia questo centro per la transizione tecnologica aveva già in effetti stabilito nel 2019 la sua sede presso quella del Cnr, nel capoluogo siciliano, da dove aveva avviato un’importante collaborazione con la Fondazione Ri.Med: uno snodo strategico per connettere ricerca e impresa nel territorio con l’obiettivo di accompagnare le imprese isolane nel percorso di trasformazione digitale sostenibile e inclusiva. Adesso, con il recente stanziamento da parte del Governo regionale di 283 milioni di euro a sostegno della trasformazione digitale delle imprese, il nuovo passo è l’avvio di una collaborazione operativa tra Artes 4.0 e l’Università di Palermo, recentemente divenuto socio ordinario del Centro di Competenza. Dunque, una nuova sede all’interno del Campus universitario di viale delle Scienze, a stretto contatto con il neonato centro per il Trasferimento Tecnologico.
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina nella sala Magna di Palazzo Steri, nel corso di un meeting tra la governance, sia a livello siciliano che nazionale, che ha posto l’accento su un passo da considerarsi altamente strategico per la diffusione della trasformazione digitale nelle realtà territoriali. Un’occasione anche per presentare diverse tecnologie nei campi della robotica avanzata, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi digitali intelligenti e sostenibili, con casi d’uso concreti e le testimonianze dirette delle imprese coinvolte.
“Abbiamo avviato – ha spiegato Enza Spadoni, ricercatrice con oltre un ventennio di esperienza nel settore del trasferimento tecnologico alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatrice dell’evento palermitano – un modello in cui la partnership con l’Università contribuirà alle attività con ‘co persona’ di docenti e ricercatori, i quali attraverso Artes 4.0 finanziamo l’acquisto di attrezzature che supportano le operazioni e le prime sperimentazioni per l’integrazione, prima di procedere all’implementazione di questo genere di investimenti”.
Un percorso che punta a consolidare prossimità territoriale e valorizzazione delle competenze scientifiche con un accesso facilitato alle conoscenze, tecnologie, metodi di produzione, prototipi e servizi sviluppati da governi, università, aziende e centri di ricerca.
“Siamo impegnati a sostenerlo – ha detto Raffaele Spallone, dirigente della divisione digitalizzazione e innovazione dei settori produttivi del ministero delle Imprese e del Made in Italy – rafforzando la presenza di infrastrutture avanzate nel Mezzogiorno. Si tratta di creare condizioni favorevoli affinché le imprese locali possano arrivare preparate alla sfida dell’innovazione e della competitività”.
La sede palermitana di Artes 4.0, cosciente con l’Ateneo, offrirà in particolare uno sportello one stop shop per le imprese, capace di attivare progetti e soluzioni anche grazie all’ecosistema del partenariato di Artes 4.0 che comprende grandi imprese, Pmi, startup, fondazioni, Università e centri di ricerca, tra cui 13 tra Atenei e dipartimenti di eccellenza riconosciuti dal Mur e istituti di ricerca di livello internazionale.
Un accordo, questo tra Artes 4.0 e Università di Palermo, funzionale in particolare all’agevolazione di comparti imprenditoriali di alta tecnologia che operano in diversi ambiti del mercato internazionale e tra i quali quello dei prodotti di consumo ad alto contenuto tecnologico, l’economia del mare e la sanità. Un modello virtuoso di innovazione guidata dalla scienza per dare risposte alle esigenze di innovazione anche delle imprese attive nel campo ingegneristico e agrario.
“In questo modo – ha rimarcato il professor Paolo Dario, direttore scientifico di Artes 4.0 – sarà possibile mettere in rete le eccellenze locali e creare nuove opportunità concrete per le imprese siciliane che vogliono affrontare le sfide dell’Industria, valorizzando le competenze locali che nel mondo della ricerca siciliana che attraverso Artes potranno essere applicate alle esigenze concrete del contesto produttivo”.
Un “ponte” operativo, dunque, tra competenze scientifiche, eccellenze anche al Sud, e bisogni di innovazione, nella logica della prossimità. “Lo scopo di questa collaborazione – ha detto il rettore di UniPa, Massimo Midiri – non si limita all’intento di assumere i nostri laureati, il cui numero continua purtroppo a far registrare una gravissima emorragia verso il Nord in cerca di lavoro, ma è piuttosto quello di creare un ecosistema di micro imprese innovative che guardano a un mercato mondiale. Una piattaforma che, auspicabilmente, dovrà essere operativa anche nell’ambito dell’imprenditorialità femminile”.




















