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dalila cera

Exteryo Safety 4.0: Digitalizzazione della Sicurezza sul Lavoro

Persona ben vestita con un focus evidente sulla sicurezza sul lavoro.

Giugno 18, 2024

Exteryo srl, un innovation integrator per soluzioni hardware e software nella digitalizzazione smart di oggetti, servizi e processi, si trova  al centro di una visione ambiziosa: guidare la trasformazione digitale nella gestione della sicurezza sul lavoro. Exteryo, attraverso il suo progetto dedicato, Digital Safety 4.0, si impegna a diventare un leader riconosciuto in questo processo innovativo. L’aspirazione dell’azienda non è soltanto quella di fornire soluzioni tecnologiche avanzate ma di creare un ecosistema dove la sicurezza del lavoratore diventa il fulcro intorno al quale ruotano tutte le attività. Exteryo srl è una azienda tecnologica che crea, progetta e rende disponibili servizi e prodotti innovativi per aziende e privati, attraverso l’utilizzo di hardware a elettronici e piattaforme software proprietarie. L’elevato know-how nell'elettronica di ultima generazione e nello sviluppo di software consente a Exteryo srl di tessere una correlazione vincente tra tutti gli attori del mondo della safety. La missione è chiara: sfruttare la tecnologia per creare ambienti di lavoro più sicuri, supportando aziende e lavoratori nella gestione quotidiana della sicurezza. Implementazione del Progetto DIGITAL SAFETY per ARTES 4.0 Il Progetto Digital Safety rappresenta il cuore pulsante dell'innovazione dell’azienda. Con l'obiettivo di essere pioniere nella digitalizzazione della sicurezza sul lavoro, Exteryo srl ha sviluppato una piattaforma che si adatta perfettamente alle esigenze delle aziende moderne, cogliendo l'opportunità di partecipare al bando di innovazione tecnologica BIT con un progetto finanziato da INAIL, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, e cogestito da ARTES 4.0, che ha segnato un momento decisivo nella missione e negli obiettivi aziendali. Collaborando strettamente con alcuni Soci del Centro di Competenza in qualità di aziende pilota, Nuova Simat, Scapigliato e Idrotherm 2000, è stata avviata un'ambiziosa fase di test della piattaforma Digital Safety, spaziando dal livello di maturità tecnologica TRL5 fino al TRL8. Questo percorso è stato caratterizzato da un approccio meticoloso alla personalizzazione e all'integrazione dei dati aziendali, evidenziando la dedizione dell’azienda nel fornire soluzioni che rispondano precisamente alle esigenze specifiche di ciascuna azienda. Sono pertanto state introdotte avanzate misure di sicurezza, sfruttata l'importazione di dati tramite Excel o API, e adottate tecnologie come il NFC per la gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): passi che hanno consentito di migliorare significativamente l'efficienza dei processi di sicurezza, dimostrando come la tecnologia possa essere un alleato prezioso nella gestione della sicurezza sul lavoro. Il Progetto Digital Safety conferma giorno dopo giorno che l'innovazione tecnologica è essenziale per costruire luoghi di lavoro più sicuri e produttivi. Il feedback positivo e le collaborazioni strette con le aziende Socie di ARTES 4.0 partecipanti al progetto promosso e sviluppato da Exteryo sono testimonianza del potenziale di crescita e miglioramento continuo: una testimonianza dell’impegno a proseguire su questa strada, guidando l'innovazione e fornendo soluzioni concrete per un futuro in cui la sicurezza sul lavoro sia garantita dalla tecnologia avanzata.

ALBERO Home: Il purificatore d’aria a fotocalisi di Compolab

Giugno 18, 2024

Compolab, socio sostenitore di ARTES 4.0 per contribuire al piano delle attività del Centro di Competenza, ha progettato e industrializzato ALBERO Home (brevettato Dirac Nanotechnology), un dispositivo che simula il “respiro” delle piante. La tecnologia di purificazione di ALBERO Home si ispira alla fotosintesi clorofilliana ed emula il respiro degli alberi naturali in quanto distrugge gli inquinanti trasformandoli in sostanze innocue; la tecnologia di purificazione di ALBERO Home è chiamata fotocatalisi. Le nanotecnologie ERA applicate sulla superficie del filtro rilasciano un gran numero di radicali liberi altamente reattivi dall’elevato potere ossidativo. Le molecole inquinanti che passano attraverso la struttura alveolare del filtro vengono quindi intercettate e attaccate dai radicali liberi che le trasformano in sostanze innocue che si depositano sulla superficie del filtro. 1 DISPOSITIVO, 3 FUNZIONI ALBERO Home è un purificatore d’aria intelligente 3-in-1 ultra silenzioso. É pensato per qualsiasi casa, ufficio o spazi interni di media grandezza. Utilizza l’innovativa tecnologia di nano-purificazione per rilevare e distruggere allergeni, batteri, odori e sostanze chimiche tossiche - trasformandoli in acqua, anidride carbonica e composti base innocui per la salute umana. Le funzioni di ALBERO Home, che è anche una delicata soft-light, sono dunque quelle di purificatore: studiato per migliorare l’ambiente, il cuore fotocatalitico di ALBERO Home cattura e neutralizza gli inquinanti senza lasciare traccia, e con le quattro differenti modalità di purificazione il dispositivo è configurabile per ogni esigenza; e di Air Quality Monitor: per le quali il dispositivo ha un ruolo di monitoraggio attraverso i sensori di massima precisione che individuano costantemente la presenza di sostanze nocive e misurano la quantità di inquinanti rimossi, monitorando tutti i livelli nella sezione dedicata, in tempo reale e attraverso i grafici basati sullo storico dei dati. LA TECNOLOGIA ALBERO Home è progettato per distruggere in particolare i seguenti inquinanti: IL SISTEMA DI FILTRAGGIO Il sistema di filtraggio di ALBERO Home è a zero costi, zero manutenzione, zero impatto ambientale e garantisce massima efficienza offrendo una soluzione avanzata e affidabile per la purificazione dell’aria. É dotato di due filtri alveolari in ceramica trattati con nanotecnologie fotocatalitiche ad alte prestazioni, superiori rispetto ai filtri convenzionali. La tecnologia fotocatalitica distrugge gli inquinanti invece di intrappolarli garantendo dei filtri che non si intasano e non necessitano di sostituzione. COME FUNZIONA Il core tecnologico di ALBERO Home è stato progettato per garantire un elevato flusso dell’aria e un’alta efficienza di purificazione, consentendo di rimuovere efficacemente tutti gli inquinanti. 360 ° AIR IN Gli inquinanti vengono aspirati all’interno del core attraverso la prima ventola silenziosa a basso consumo energetico. PRE-FILTRO L’aria passa attraverso un pre-filtro che intrappola le particelle di maggiori dimensioni come pollini, peli e polvere. DOPPI FILTRI Il filtro nanotecnologico viene attivato dalle potenti luci UV, la fotocatalisi distrugge istantaneamente tutti gli inquinanti. ANALISI Dopo la reazione di fotocatalisi, Albero misura la qualità dell’aria e invia i risultati ai server centrali, dove i dati vengono analizzati e inviati all’utente. ARIA PURA L’aria purificata viene rilasciata nell’ambiente dalla seconda ventola. CONTROLLI DA SMARTPHONE ALBERO Home è un dispositivo smart con connessione WiFi/Bluetooth e un’app mobile per il controllo e la gestione da remoto. L’app è disponibile su iOS e Android.

Tecnologie IoT e RTLS

Giugno 13, 2024

BlueUp, affiliata al Centro di Competenza ARTES 4.0, è una PMI Innovativa fondata nel 2014 nel settore delle Tecnologie IoT e RTLS (Real Time Locating Systems). Specializzata in dispositivi avanzati come iBeacon, Eddystone di Google, Quuppa e Wirepas, BlueUp offre soluzioni integrate per il monitoraggio e il tracciamento in vari settori industriali e servizi. DISPOSITIVI HARDWARE AVANZATI e soluzioni RTLS integrate BlueUp è il principale produttore italiano di tag, beacon e gateway con tecnologia Bluetooth Low Energy. Offriamo soluzioni RTLS integrate hardware/software personalizzate, basate su tecnologie IoT. Con l’acronimo RTLS (Real-Time Location System), si intende una infrastruttura hardware/software basata su tecnologie IoT (Internet of Things) che permette di identificare, localizzare e tracciare singoli oggetti o persone presenti in un determinato contesto operativo (ad esempio, un sito logistico, una fabbrica o un ospedale). Un RTLS non si limita a tracciare la posizione: grazie a sensori installati sui dispositivi può acquisire anche altre informazioni, ad esempio lo stato di ciò che viene tracciato (quiete/movimento, eventi di allarme) o parametri ambientali (temperatura, umidità). Digital Twin per test e simulazioni L'acquisizione in tempo reale di dati permette di creare un Digital Twin, una rappresentazione virtuale di un ambiente fisico. Nell'Industria 4.0, sviluppare un Digital Twin implica testare e simulare il comportamento dei sistemi monitorati, ottimizzando l'efficienza e la gestione operativa. Le applicazioni delle soluzioni RTLS dalla logistica alla sicurezza sul lavoro Le soluzioni RTLS trovano applicazioni in svariati ambiti: industria manifatturiera, logistica, sanità, edifici intelligenti, GDO, e sono molteplici i vantaggi apportati dall’adozione di soluzioni RTLS. Miglioramento delle attività logistiche: attraverso il monitoraggio della posizione e degli spostamenti di asset e persone è possibile ottenere un netto miglioramento nelle attività logistiche, riducendo i tempi di ricerca, eliminando le perdite di utensili e materiali, automatizzando l’inventario. Monitoraggio delle attività produttive: la raccolta di dati durante il processo produttivo permette di controllare lo stato di avanzamento, prevenire gli errori, eliminare i colli di bottiglia, con l’obiettivo di incrementare la produttività e il livello di trasparenza dei servizi erogati ai clienti. Maggiore sicurezza sul lavoro: grazie agli RTLS è possibile rendere i luoghi di lavoro più sicuri, monitorando posizione e stato dei lavoratori solitari oppure verificando l’accesso non autorizzato ad aree a rischio sicurezza. Grazie all’integrazione di sensori, è possibile rilevare e notificare in tempo reale eventi di allarme, come urti o cadute. Monitoraggio dei parametri ambientali: un RTLS può diventare una rete distribuita di sensori wireless, in grado di stimare non solo la posizione, ma anche di monitorare parametri fisici o ambientali: ad esempio, è possibile tenere sotto controllo il clima indoor e la qualità dell'aria per garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro salubre e confortevole. La collaborazione di BlueUp con il Centro di Competenza ARTES 4.0 BlueUp ha compiuto un passo significativo nel proprio percorso di crescita entrando a far parte del Centro di Competenza ARTES 4.0. ARTES 4.0 si distingue per promuovere l'innovazione e l'adozione delle Tecnologie 4.0 nell'industria italiana, offrendo soluzioni avanzate e supportando la trasformazione digitale. L'integrazione delle competenze di BlueUp con ARTES 4.0 favorisce una maggiore sinergia nelle Tecnologie IoT, risolvendo problemi industriali cruciali. Questa partnership arricchisce l'offerta di servizi e soluzioni, fornendo alle imprese italiane accesso privilegiato a piattaforme e Tecnologie IoT avanzate.

Manutenzione preventiva e predittiva con K4ASSET & SAFETY

Giugno 13, 2024

Kiwibit, azienda di consulenza e sviluppo in ambito ICT recentemente giunta in ARTES 4.0 come Socio Affiliato, si è costantemente dedicata alla digitalizzazione dei processi aziendali, con lo scopo di consentire alle imprese di concentrarsi sulle attività ad alto valore aggiunto. Sviluppo del progetto K4ASSET & SAFETY per ARTES 4.0 Negli ultimi anni Kiwibit si è focalizzata sullo sviluppo di OmniaK, uno strumento che sfrutta appieno le potenzialità delle tecnologie Industria 4.0. Il suo modulo principale, K4asset, è un CMMS (Computerized Maintenance Management System) appositamente progettato per gestire, monitorare e mantenere gli asset aziendali, quali impianti industriali, edifici, macchinari o infrastrutture. Attraverso la partecipazione e alla vincita del Bando di Innovazione Tecnologica BIT con un progetto finanziato da INAIL, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, e cogestito da ARTES 4.0, Kiwibit si è posta l’intento di far diventare k4asset una soluzione integrata per la prevenzione di malfunzionamenti di macchinari industriali che possono generare rischi per la sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo del progetto K4ASSET & SAFETY è consentire all’azienda di eseguire azioni di manutenzione preventiva e predittiva sui macchinari, integrando tecnologie IoT, realtà virtuale e AI con la piattaforma k4asset. K4ASSET & SAFETY sarà quindi una soluzione innovativa poichè si tratta di uno strumento “all- in-one” che integra una piattaforma web con tecnologie IoT, algoritmi di machine learning e per la realtà virtuale, generando un prodotto specificatamente declinato ai fini della prevenzione degli incidenti sul lavoro ed alla formazione dei lavoratori per la tutela della salute e della sicurezza. L’obiettivo è quello di sviluppare uno strumento altamente flessibile ed adattabile a qualsiasi contesto aziendale, indipendentemente dal settore operativo e dalla dimensione. La sensoristica di campo sarà fortemente eterogenea in modo da poter strutturare l’architettura di recupero dati in base alla numerosità e alla tipologia di macchine di volta in volta presenti nelle aziende interessate alla soluzione. Allo stesso modo, anche la generazione dei gemelli digitali dei macchinari, mediante strumenti di scansione 3D, sarà calibrata rispetto alle reali esigenze aziendali. Ad esempio, in taluni casi si opererà la virtualizzazione dell’intero capannone e di tutte le macchine, in altri casi si opterà invece per la generazione del modello virtuale unicamente delle macchine più impegnative in termini di interventi manutentivi.Ed è grazie alla vincita del Bando BiT che Kiwibit ha potuto instaurare importanti partnership con i soci di ARTES 4.0 specializzati nell’integrazione delle suddette tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0. In particolare Zerynth per Iot, R&D Telecommunication and Energy per la realtà virtuale, e Daxo Group per l’AI. Al completamento del progetto, attraverso l'integrazione di tecnologie quali IoT, VR e AI, la piattaforma sarà in grado di monitorare in tempo reale i macchinari, generare piani di manutenzione e fornire modelli tridimensionali interattivi delle aree di lavoro e dei macchinari stessi.  L'obiettivo è prevenire gli infortuni, posizionando la piattaforma su un livello di maturità tecnologica pari a TRL8. La fase finale del progetto K4ASSET & SAFETY prevede la realizzazione di un PoC presso un’industria chimica per la validazione del sistema e delle sue componenti per poi rilasciare le innovazioni del prodotto in commercio. Per maggiori dettagli e informazioni su k4asset www.omniak.it

Trasferimento Tecnologico al Festival della Robotica- Pisa

Giugno 13, 2024

Dal 24 al 26 maggio 2024 a Pisa, ARTES 4.0 ha presentato attività e servizi per il Trasferimento Tecnologico insieme alle Università pisane nel contesto del Festival Internazionale della Robotica, affrontando un tema le cui opportunità non sono ancora del tutto valorizzate dalle comunità. L’obiettivo ARTES 4.0 vuole favorire l'innovazione guidata dalla scienza: quella cioè che usa la conoscenza prodotta dalle università per guidare la realizzazione di soluzioni innovative ad alta tecnologia che rispondono alle esigenze competitive delle imprese. Il Centro di Competenza favorisce il trasferimento tecnologico fungendo da ponte tra il mondo accademico e l’industria, formando il mondo del lavoro e collegando le PMI alle grandi imprese al fine di aumentare la loro competitività attraverso il suo network (141 Soci tra Università con Dipartimenti di Eccellenza, imprese, associazioni e fondazioni, e 11 progetti attivi a livello nazionale e internazionale con il compito di erogare servizi innovativi al tessuto imprenditoriale in gran parte con finanziamenti pubblici). Focus sul trasferimento Tecnologico Il focus sul Trasferimento Tecnologico nel contesto del Festival Internazionale della Robotica, meta da sempre del mondo delle startup e delle spinoff della città universitaria per eccellenza, Pisa, ha avuto l’obiettivo di mettere a sistema azioni e strategie a favore della valorizzazione della ricerca e del successivo sviluppo produttivo e innovativo delle aziende a forte contenuto di conoscenza. In particolare ARTES 4.0 ha organizzato una Tavola Rotonda sul tema del Trasferimento Tecnologico a cui ha preso parte e che ha moderato Enza Spadoni, responsabile dell’Area Trasferimento Tecnologico del Centro di Competenza, insieme ai referenti delle Istituzioni coinvolte: Riccardo Apreda, Technology and Innovation Leader di ErreQuadro srl; Lucia Arcarisi, CEO & Co-Founder Weabios; Damiano Bolognesi, Presidente Incubatore Pont-Tech, CEO AIM Consulting e Piccolo Teatro Digitale; Gastone Ciuti, Professore di Bioingegneria e Vicedirettore Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna, Coordinatore di Nodo ARTES 4.0, Scientific Advisor Mediate srl; Daniele Mazzei, Professore Associato Università di Pisa, Chief Product Officer Zerynth srl; Annarosa Mezzasalma, Responsabile Ufficio Valorizzazione Ricerca, Area Terza Missione, Scuola Superiore Sant’Anna; Alessandra Patrono, Collaboratrice NETVAL, Responsabile Knowledge Transfer Office, Scuola Normale Superiore; Pasqualantonio Pingue, Responsabile Area Ricerca e Innovazione, Scuola Normale Superiore; Manuele Bonaccorsi, Coordinatore R&D Co-Robotics. Gli approfondimenti “Nel contesto del Festival della Robotica,” afferma Enza Spadoni di ARTES 4.0, “ho voluto approfondire il Trasferimento Tecnologico sia come uno strumento strategico, nell’ottica di chi produce la conoscenza e forma competenze in grado di generare cambiamento, dal punto di vista della società, dell’economia, del lavoro; sia come uno strumento tecnico per l’offerta di servizi molto concreti in grado di supportare l’azienda nel superare la “valle della morte”, azione necessaria per riuscire a entrare nel mercato ed essere competitiva. In questa visione, la collaborazione tra enti e istituzioni è di fondamentale importanza per intervenire a supporto delle aziende nelle varie fasi del TRL, il Technology Readiness Level, dall’idea di impresa e lo sviluppo del prototipo fino all’ingresso sul mercato: sia dal punto di vista delle Università, che realizzano la conoscenza e la valorizzano con gli strumenti propri della Terza Missione universitaria quali brevetti e spinoff, sia da quello degli incubatori che si occupano di animazione e accelerazione delle spin off, sia dal punto di vista del Centro di Competenza, che finanzia e accompagna lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi verso mercati competitivi”. Parole chiave e concetti base: le 5C del Trasferimento Tecnologico Il Trasferimento Tecnologico, è emerso, si basa su alcune parole chiave che sono: Conoscenza, Competenza, Contaminazione, Capitali, Connettività. Conoscenza Tutto ciò che connota la catena del valore che dall’idea progettuale sviluppata all’università realizza un prototipo, ne fa un brevetto, crea la spin off e prova a saltare la valle della morte per arrivare al mercato, dal punto di vista universitario, è senz’altro caratterizzato dalla parola chiave “Conoscenza”, che riveste, come afferma Gastone Ciuti della Scuola Superiore Sant’Anna, una fondamentale influenza nella creazione di ecosistemi innovativi che generino nuova crescita e nuovo lavoro. L’Università ha il compito precipuo di educare i giovani e le giovani al futuro che vorranno, orientandoli al mondo del lavoro e fornendo loro tutti gli strumenti con i quali valorizzare la conoscenza, come ad esempio brevetti e spin off. La proprietà intellettuale Riccardo Apreda di ErreQuadro, che si occupa di Intellectual Property quale fonte di dati di posizionamento delle tecnologie in specifici scenari, per facilitarne il trasferimento, sostiene che l’IP sia effettivamente un fattore abilitante per la crescita di un’azienda. “La percezione comune è che la proprietà intellettuale sia unicamente una tattica difensiva, di cui preoccuparsi solo dopo che l’idea inventiva è stata realizzata”, afferma. “Al contrario, la proprietà intellettuale è principalmente uno strumento di business, che andrebbe utilizzato in tutte le fasi del processo di innovazione e che può giocare un ruolo fondamentale nella crescita delle imprese (e di conseguenza anche nel trasferimento tecnologico). In realtà già anche il semplice aspetto legale e difensivo è spesso trascurato: una azienda ogni quattro incorre in danni economici dovuti a una non corretta gestione della proprietà intellettuale, con gravi conseguenze soprattutto per le piccole imprese e le startup. Per non parlare dei numerosi casi in cui i risultati di una ricerca innovativa sono pubblicati troppo presto, rendendo impossibile il deposito di un brevetto e vedendo così sfumare la possibilità di valorizzarli economicamente da parte degli inventori o dell’università. In questo senso i centri di trasferimento tecnologico e i centri di competenza possono sicuramente collaborare con ricercatori e spinoff per indirizzarli verso corrette strategie di tutela. Il secondo importante ruolo che la proprietà intellettuale può svolgere è quello di leva di mercato, economica o finanziaria. Grazie a brevetti, marchi e design è possibile ampliare la propria quota di mercato, aumentare il valore della propria impresa, attrarre investimenti, e in certi casi abilitare tout court la nascita di un business, anche nel caso di trasferimento tecnologico. Un esempio a livello globale è dato dai vaccini a mRNA che tanto ruolo hanno avuto durante la pandemia del Covid19. La tecnologia di base per tali vaccini è stata sviluppata da due professori dell’Università della Pennsylvania, Dr. Karikò e Dr. Weissman, brevettata dalla stessa Università e data in licenza a una sua spinoff. BioNTech, all’epoca una piccola startup, ha sub-licenziato i diritti da questa spinoff, e con essi ha potuto in seguito entrare in un accordo con un colosso farmaceutico come Pfizer. Il brevetto è stato quindi la base per una intera catena di valore, che è comunque partita dalla ricerca accademica. Infine il terzo ruolo della proprietà intellettuale, altrettanto importante dei primi due, è quello informativo: i brevetti rivelano le reali strategie delle imprese in termini innovazione, e evidenziano le varie problematiche, industriali o di utilizzo, su cui si concentra l’attività inventiva. In tal senso, uno studio della documentazione esistente in letteratura serve sia a guidare la ricerca verso problemi di interesse per il mercato (e quindi dal grande potenziale in termini di trasferimento tecnologico), sia a trovare nuovi campi di applicazione, potenziali clienti o possibili acquirenti per le tecnologie sviluppate. Una delle criticità principali infatti delle spinoff (e in realtà di tutte le imprese) è quello di riuscire a trovare un adeguato sbocco commerciale per i propri prodotti, anche perché, come già evidenziato da altri relatori, spesso la ricerca accademica è brava a generare nuove idee, ma il mercato ragiona principalmente in termini di problemi e bisogni degli utenti. Anche in questo caso i centri di trasferimento tecnologico e i centri di competenza come ARTES possono giocare un ruolo fondamentale, sia tramite l’informazione riguardo l’utilità di solide strategie di valorizzazione, sia tramite il matchmaking fra le spin-off e chi ha le competenze e gli strumenti per supportarle in tali percorsi strategici, sia infine tramite il finanziamento di studi e consulenze che difficilmente le startup potrebbero altrimenti permettersi. Per portare un esempio dell’ecosistema pisano, uno dei soci di ARTES è la startup Seares, che ha sviluppato un dispositivo di ormeggio per barche che sfruttando il naturale movimento causato dal moto ondoso produce energia elettrica per i sistemi di bordo. Una soluzione ecologica e innovativa che però necessità di essere messa in contatto con i mercati e ha comunque un grande potenziale anche in altri settori industriali. ARTES ha quindi creato la connessione fra Seares e un altro suo socio: Erre Quadro, spinoff dell’Università di Pisa specializzata in analisi di valorizzazione della proprietà intellettuale; successivamente il Centro di Competenza ha abilitato la collaborazione fra le due PMI finanziando uno studio per l’individuazione di ulteriori soluzioni tecniche e soprattutto di nuove opportunità di business per la startup green. Dalla realizzazione del prototipo alla creazione di una spin off, l’università riveste un ruolo di fondamentale e delicata importanza nella creazione di nuove opportunità. Annarosa Mezzasalma, dell’Ufficio Valorizzazione Ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna, spiega che la “Terza Missione”, successiva alle prime due missioni, rispettivamente di Educazione e Ricerca, che hanno un loro nome specifico, e nonostante sia nominata residualmente rispetto alle prime due come ‘terza’, è cruciale per dare il giusto rilievo alle politiche di Trasferimento Tecnologico nelle università, che applicano la conoscenza a dinamiche di valorizzazione e crescita necessarie a rendere le Università centri nevralgici per il futuro del Paese. Competenza La competenza è uno dei fattori attrattivi per il mondo dei Capitali, che investono soprattutto dove la trovano. Oltretutto, è uno dei fattori abilitanti il trasferimento dai laboratori di ricerca universitari al mercato, come spiega Daniele Mazzei, di Zerynth, che oltre che spin off dell’Università di Pisa è anche azienda socia affiliata al Centro di Competenza ARTES 4.0, con l’esperienza di poter guardare la tecnologia in tutte le fasi del TRL, quindi in ogni momento del suo stadio di maturità. La tecnologia di cui si occupa Zerinth, azienda attiva nelle soluzioni Industrial IoT per le aziende manifatturiere, si basa anche sull’Intelligenza Artificiale. Si parla molto oggi di IA e La competenza è uno dei fattori attrattivi per il mondo dei Capitali, che investono soprattutto dove la trovano. Oltretutto, è uno dei fattori abilitanti il trasferimento dai laboratori di ricerca universitari al mercato, come spiega Daniele Mazzei, di Zerynth, che oltre che spin off dell’Università di Pisa è anche azienda socia affiliata al Centro di Competenza ARTES 4.0, con l’esperienza di poter guardare la tecnologia in tutte le fasi del TRL, quindi in ogni momento del suo stadio di maturità. La tecnologia di cui si occupa Zerinth, azienda attiva nelle soluzioni Industrial IoT per le aziende manifatturiere, si basa anche sull’Intelligenza Artificiale. Si parla molto oggi di IA e di quanto sia importante per ottimizzare i processi produttivi, sviluppare innumerevoli soluzioni di protezione e cybersicurezza, sistemi di previsione e automazione. Portare l'intelligenza artificiale nella PMI italiana in un’epoca di grande rivoluzione dell’economia e di maggiore attenzione alla sostenibilità e ai temi sociali richiede necessariamente una più evoluta consapevolezza della conoscenza acquisita all’università, adattata alle nuove esigenze. E la competenza, come afferma Manuele Bonaccorsi di Co-Robotics, spin off della Scuola Superiore Sant’Anna – piccola curiosità con sede a Piazza Toniolo, la piazza da cui tutto ha origine in un certo senso, essendo sede della residenza universitaria, è anche quella necessaria a poter affiancare le imprese ad alto contenuto di conoscenza e tecnologia: Co-Robotics nasce partecipata da un fondo di investimenti che in un secondo momento ha voluto essere liquidato per l’“incapacità” di gestire tecnologie complesse. ARTES 4.0 – Advanced Robotics and enabling TEchnologies and Systems 4.0 è un Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l'obiettivo di finanziare e accompagnare l’innovazione guidata dalla Scienza attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie, erogando i servizi necessari a realizzare nuovi prodotti e servizi di successo nei mercati competitivi. Contaminazione Lucia Arcarisi di Weabios ha realizzato la sua Spin off a risultato dell’attività del Contamination Lab dell’Università di Pisa, grazie a un percorso intrapreso per arrivare a concretizzare l’idea di impresa. L’Università è senz’altro un primo bacino di Contaminazione ma lo scambio di buone pratiche, il confronto e la miscela di saperi restano un fattore chiave per lo sviluppo di innovazione e la crescita di impresa. Weabios è insediata all’interno dell’Incubatore tecnologico di Navacchio, dove si concretizza la cross fertilization attraverso la vicinanza fisica tra imprese. "Il Polo Tecnologico di Navacchio”, afferma Angela Calò, Direttrice Operativa, “è il più grande parco tecnologico della Toscana e uno dei più grandi in Italia. Fondato nel 2000 a pochi chilometri da Pisa, il Polo Tecnologico è una struttura multifunzionale di 20.000 mq, composta da uffici e laboratori, progettata per favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese. Attualmente ospitiamo più di 60 aziende e oltre 700 persone: un vero e proprio hub toscano per l'innovazione e la trasformazione digitale, dove la condivisione di conoscenze e competenze è all'ordine del giorno. Un network importante, formato non solo dalle aziende con sede fisica all’interno del Polo ma anche da tante realtà esterne (circa 200) che collaborano costantemente con noi. Le sinergie tra imprese, start-up, istituti di ricerca, istituzioni accademiche e centri di competenza come ARTES 4.0, sono sicuramente la chiave per offrire un supporto concreto e completo alle imprese e favorire lo sviluppo di nuove opportunità imprenditoriali". Capitali Oltre all’importanza del Venture Building, spesso di fondamentale importanza per fare accelerazione consentendo lo scaling up, il know how e i collegamenti, il “capitale” riguarda anche il corretto bilanciamento tra budget, persone, risorse, strategie – per affrontare serenamente la via imprenditoriale. Il capitale umano è sicuramente un asset strategico. Pasqualantonio Pingue, Scuola Normale Superiore, nel parlare degli strumenti di collegamento tra Ricerca e Innovazione, che legano i TRL bassi a quelli alti nel campo delle tecnologie innovative ed emergenti come quelle che sviluppa la Normale, dando un effettivo supporto in servizi al superamento della cosiddetta “valle della morte” afferma che “Come già detto dai colleghi/colleghe nel dibattito, non esistono ricette che funzionano per tutti e ogni approccio e strategia dipendono dal contesto lavorativo e dal lavoro che viene svolto. Nel caso della Scuola Normale Superiore il focus è legato al “capitale umano”, che la Normale è abituata da tempo a selezionare per scopi di didattica e ricerca e al quale noi ci rivolgiamo per innestare elementi di cultura dell’innovazione e di “terza missione” in senso lato, elementi sempre più presenti nei nostri allievi/allieve. Come “area ricerca e innovazione” della SNS, noi lavoriamo alla diffusione della cultura dell’innovazione soprattutto verso i nostri/nostre PhD, attraverso il supporto che possiamo dare come ufficio di Knowledge Transfer, e con le reti di trasferimento tecnologico locali, nazionali e internazionali alle quali partecipiamo. Tra queste vorrei citare JoTTO, la rete delle scuole universitarie superiori, che ci vede insieme al Sant’Anna, il Contamination Lab con UNIPI, l’ufficio regionale di trasferimento tecnologico con tutti gli Atenei toscani, il Centro di Competenze ARTES4.0, che ha diramazioni in tutta Italia, e anche con progetti internazionali quali l’alleanza EELISA, di cui ARTES 4.0 è partner, che ha visto in passato e vede anche oggi nella entrepreneurship degli allievi/allieve delle azioni di formazione e di collaborazione tra grandi Atenei europei tra le più sentite dell’Alleanza. Lavoriamo poi con il Polo di Navacchio, con diversi Venture Capitalist e agenzie di consulenza per supportare gli allievi/allieve, ricercatori/ricercatrici che vogliono e che hanno le competenze, le conoscenze ma soprattutto il coraggio e la passione di fare innovazione, per supportarli nel loro percorso e superare la “Valle della Morte”. Insomma, credo che occasioni come quella organizzata da ARTES 4.0 al Festival della Robotica, siano una dimostrazione del fatto che l’ecosistema pisano dell’innovazione ha delle grandi possibilità di sviluppo se si riesce a fare rete e a sfruttare tutte le straordinarie competenze e la passione che le persone del sistema universitario pisano e dei centri di mediazione dell’innovazione come ARTES4.0 mettono a disposizione". Connettività L’European Innovation Council nel III Pillar di Horizon Europe introduce la “Connectedness” come uno degli elementi chiave nella costituzione di ecosistemi dell’innovazione insieme a conoscenza e capitali, ovvero la capacità di creare connessioni, network, reti di collaborazione. ARTES 4.0 è sicuramente un brillante esempio di “connettività” ma gli ecosistemi possono riguardare interi territori votati a contribuire su più fronti alla crescita economica e sociale. Uno di questi è l’Innovation Mile di Pontedera, in provincia di Pisa, in area Piaggio riqualificata e caratterizzata dal successivo insediamento di incubatori di impresa, centri di ricerca e universitari, musei d’impresa, centri servizi, grandi aziende attirate dalle competenze generate in quest’area. Damiano Bolognesi, Presidente dell’Incubatore Pont-Tech e del Piccolo Teatro Digitale, uno spazio per coworking, servizi di formazione e altri servizi, entrambi all’interno delI’Innovation Mile, afferma che “La rete di competenze presenti in un competence center rappresenta un asset strategico per le imprese, offrendo accesso a risorse critiche per l'innovazione, la crescita e la competitività. Attraverso la collaborazione con ARTES 4.0, le imprese possono superare le sfide tecnologiche, migliorare le loro capacità operative e sfruttare nuove opportunità di mercato. In sintesi, ARTES 4.0 svolge un ruolo fondamentale nel promuovere l'ecosistema di innovazione del territorio e nello stimolare lo sviluppo economico sostenibile. Anche il reperimento di capitali è cruciale per sostenere l'impresa nelle varie fasi della propria vita a sostegno di investimenti e competitività; disporre delle risorse finanziarie permette alle imprese di innovare, migliorare la propria efficienza e rimanere competitive in un mercato in continua evoluzione. La ricerca di capitali è strettamente correlata agli obiettivi di business che l'imprenditore si prefigge che non possono prescindere dalla variabile tempo. Da questo punto di vista, l'essere socio di ARTES 4.0 permette a Pont-Tech ed a tutte le imprese aderenti non solo di avere a disposizione una importante rete di competenze ma anche accesso a strumenti di finanza agevolata; grazie a Bandi specifici che prevedono finanziamenti a fondo perduto, è possibile per l'impresa abbattere l'investimento iniziale e rendere così sostenibili investimenti che altrimenti sarebbero stati rimandati o effettuati utilizzando altre forme di finanziamento quali la cessione di una parte del proprio capitale di rischio oppure indebitando l'azienda con finanziamenti bancari con la necessità dell'imprenditore di fornire garanzie personali”. Guardando al network del Trasferimento Tecnologico, Alessandra Patrono del Knowledge Transfer Office della Scuola Normale Superiore e collaboratrice NETVAL, il Network per la valorizzazione della Ricerca creato nel 2002 al quale aderisce la gran parte delle università italiane, poi divenuto Associazione, in grado di effettuare una fotografia molto attenta del trasferimento tecnologico italiano e di indirizzarne le politiche, spiega che “I dati raccolti da Netval mostrano che le università italiane hanno compreso l'importanza della protezione della proprietà intellettuale, brevettano in modo costante e con una gestione sempre più efficace del proprio portafoglio brevettuale che nel 2023 contava circa 8000 brevetti. Sono anche in grado di valorizzare i propri brevetti generando ritorni che crescono nel tempo e ogni anno nascono circa 100 nuove spinoff. Tuttavia gli uffici di TT che gestiscono queste attività, sono ancora generalmente abbastanza piccoli e sono poche le università italiane che riescono ad avere performance di rilievo. A livello pisano le università e scuole confermano l'ottima ricerca, con un contributo complessivo sui brevetti attivi tra le università italiane di circa il 6%, sono in grado di generare un buon numero di spinoff, ma faticano a valorizzare questi brevetti. Cosa fare dunque? Cercare di tenere il passo delle università più attive su questi aspetti e continuare a fare bene alcune attività che stanno dando buoni risultati, come la creazione di imprese e il supporto alla loro crescita. Dobbiamo invece lavorare ancora per aumentare le collaborazioni con le imprese, con l'ecosistema locale e nazionale, ma anche per trovare un modello di valorizzazione della ricerca e della conoscenza che sia adatto alle peculiarità del nostro contesto, attraverso una azione di rete tra tutti gli attori locali e una sempre maggiore attenzione alle competenze formate nelle nostre università e a generare impatto”.

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