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Robo Valley o Silicon Valley? Quale modello può valorizzare la robotica italiana?

Prof Dario

Settembre 16, 2026

L’articolo raccoglie un’ampia intervista al professore Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 ed Emerito della Scuola Superiore Sant'Anna, realizzata dopo il suo intervento alla World Robot Conference 2026 di Pechino. Al centro emerge la proposta di creare in Toscana una “Robo Valley”, costruita secondo il modello italiano dei distretti industriali, anziché replicare la logica della Silicon Valley fondata sulla ricerca di poche grandi aziende e “unicorni”. Secondo il prof Dario, l’Italia possiede competenze scientifiche di livello mondiale, ma incontra difficoltà nel trasformarle in imprese capaci di crescere. La Scuola Superiore Sant’Anna ha generato quasi 80 startup dal 1989 e Pisa occupa una posizione di primo piano nella ricerca robotica; molte di queste realtà, però, restano di piccole dimensioni. La Robo Valley dovrebbe quindi mettere in rete aziende autonome, università e centri di ricerca, seguendo l’esempio della Motor Valley e dei distretti italiani del mobile, dei dispositivi medici, dell’oreficeria e delle calzature. L’intervista ripercorre anche gli oltre quarant’anni di collaborazione di Paolo Dario con la Cina. Pur riconoscendo la rapidità con cui l’ecosistema cinese sviluppa e perfeziona i robot, il Prof. Dario invita a valutare con maggiore attenzione i contesti sociali e culturali nei quali queste tecnologie vengono introdotte. La parte finale affronta il rapporto tra persone e robot. Dario propone un modello di autonomia supervisionata, nel quale un operatore interviene quando la macchina incontra problemi, e cita i robot-avatar controllati a distanza da persone con disabilità come esempio di inclusione lavorativa. I robot companion, nella sua visione, devono conquistare la fiducia nel tempo, attraverso esperienze prolungate e progettate partendo dai bisogni delle persone. Il futuro della robotica dipenderà quindi dalle tecnologie, dagli scenari applicativi e dalle caratteristiche culturali delle comunità chiamate a utilizzarle. L'INTERVISTA INTEGRALE

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