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Exteryo: quando l’innovazione incontra la sicurezza sul lavoro

Exteryo: quando l’innovazione incontra la sicurezza sul lavoro

Exteryo si occupa di sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate con l'obiettivo di migliorare e ottimizzare i processi aziendali. Fondata nel 2016 dalla volontà di Davide e Michele Zanesi, si distingue per un approccio non convenzionale e per la capacità di combinare hardware e software per affrontare le sfide delle aziende in modo innovativo ed efficace. E questo particolare modus operandi è diventato in breve tempo il principale valore aziendale, nonché il più apprezzato da chi decide di lavorare con Exteryo. “Alla base di questo metodo - argomenta Michele Zanesi, Project Manager Exteryo e responsabile del Progetto Digital Safety - è necessario un corretto grado di determinazione e passione che sono la benzina del motore aziendale e sono i valori che sono ogni giorno trasmessi al nostro team per affrontare nel migliore dei modi le sfide del mercato”. Attraverso il progetto Digital Safety, l'azienda fornisce strumenti digitali e tecnologie come tag NFC e piattaforme cloud per migliorare la gestione della sicurezza e garantire la conformità normativa.

In che modo Exteryo riesce a bilanciare la diversificazione tra consulenza, ricerca e sviluppo, e fornitura di servizi per soddisfare le esigenze di settori così diversi?

“La capacità di poter sfruttare il concetto di innovazione al di fuori dei classici paradigmi ha permesso a Exteryo di poter spaziare in diversi ambiti, potendo così specializzarci in aree e attività diverse che spaziano dalla consulenza, alla fornitura di servizi o di attività di Ricerca e Sviluppo. Quello che facciamo ogni giorno è quindi progettare e sviluppare soluzioni tecnologiche che combinano hardware e software in modo intelligente. Usiamo tecnologie di ultima generazione come l’intelligenza artificiale per rendere più semplice il controllo e la gestione di dati all’interno delle aziende, oppure tecnologie a radiofrequenza come NFC e RFID per rendere oggetti e servizi più smart, più connessi, più semplici da gestire. A prescindere dal tipo di strumento tecnologico utilizzato, l’obiettivo è fornire il nostro contributo all’innovazione in generale. Ad esempio, abbiamo brevettato il primo tag NFC resistente a lavaggi, stirature e stress meccanici. È un piccolo pezzo di tecnologia, ma con potenzialità enormi”.

Come il mix di competenze all’interno del team di Exteryo contribuisce al processo di innovazione e alla creazione di soluzioni brevettate? Quali strategie adottate per mantenere il vostro know-how sempre aggiornato?

“Un aspetto fondamentale che ci rende unici è il nostro team. Exteryo è fatta di persone dinamiche, appassionate e altamente competenti. Il nostro know-how spazia dall'elettronica allo sviluppo software, fino a un costante aggiornamento sulle tecnologie più recenti. Questo mix di competenze ci permette di essere sempre un passo avanti, pronti a cogliere ogni nuova opportunità e trasformarla in soluzioni concrete. Ed è proprio questa capacità di trasformare idee in realtà che ci ha portato a ottenere diversi brevetti riconosciuti sia in Europa che negli Stati Uniti. Ogni brevetto rappresenta un traguardo, ma anche una conferma del nostro impegno nell’innovazione. Abbiamo creato prodotti unici, come il nostro tag NFC brevettato, resistente a lavaggi, stirature e stress meccanici. Sono risultati di cui siamo estremamente orgogliosi e che testimoniano la nostra capacità di innovare concretamente. Un altro elemento chiave della nostra forza sono le partnership strategiche. Collaboriamo con aziende leader mondiali nei settori della produzione e della consulenza. Questi partner ci permettono di portare le nostre soluzioni su scala globale, garantendone una diffusione capillare e un impatto reale. È grazie a queste collaborazioni che oggi i nostri prodotti sono presenti in oltre 70 Paesi, coprendo tutti i continenti. Una rete globale che testimonia la fiducia che i nostri partner e clienti ripongono in noi. Questo insieme di fattori rappresenta il cuore di ciò che rende Exteryo una realtà unica nel suo genere. È così che affrontiamo ogni sfida, con passione, competenza e la determinazione di lasciare un segno nel mondo della tecnologia e dell’innovazione”.

In che modo il progetto Digital Safety e il concetto di Digital Safety Environment rivoluzionano la gestione della sicurezza sul lavoro, rispetto ai metodi tradizionali ancora diffusi in molte aziende?

“Tra i diversi settori in cui siamo attivi, sicuramente quello della Safety è quello in cui ci sentiamo maggiormente coinvolti, in quanto la sicurezza sul lavoro non è solo un requisito normativo, ma un imperativo etico che dovrebbe guidare ogni azienda. È in questo ambito che Exteryo ha scelto di concentrare il proprio maggiore impegno con il progetto Digital Safety, consapevole dell’impatto positivo che le sue soluzioni possono generare non solo per i clienti, ma soprattutto per la tutela e la protezione di ogni singolo lavoratore. Il nostro obiettivo non è semplicemente quello di conformarci alle norme, ma di contribuire attivamente a creare ambienti di lavoro sicuri e sostenibili, dove la salute e la sicurezza degli operatori siano sempre al centro. Proprio da questa visione nasce il Digital Safety Environment (DSE), un concetto che va oltre la semplice tecnologia: è una filosofia operativa che mira a digitalizzare completamente gli ambienti lavorativi, introducendo strumenti all’avanguardia a supporto della salute e della sicurezza dei lavoratori. Attraverso il DSE, puntiamo a rivoluzionare il modo in cui le aziende gestiscono la sicurezza sul lavoro, rendendolo più efficace, trasparente e accessibile. Tuttavia, ci siamo resi conto che molte aziende, nonostante le possibilità offerte dalla tecnologia, sono ancora lontane dal raggiungere un livello adeguato di digitalizzazione in questo campo. Troppo spesso, i processi legati alla sicurezza sono frammentati, manuali e inefficaci, esponendo i lavoratori a rischi evitabili e le imprese a sanzioni costose. È qui che Digital Safety entra in gioco, con l’obiettivo di colmare questo divario, fornendo alle aziende non solo soluzioni tecnologiche, ma anche un supporto consulenziale completo per guidarle in questo processo di trasformazione. La nostra piattaforma digitale è il cuore pulsante del sistema, una soluzione centralizzata che integra tutti gli aspetti della sicurezza aziendale, dalle scadenze normative alla gestione dei DPI, fino al monitoraggio delle attrezzature. Ma non ci fermiamo qui: offriamo anche sistemi hardware avanzati, come tag NFC per la tracciabilità e il controllo in tempo reale delle attrezzature e dei dispositivi di protezione. Questo approccio consente alle aziende di avere un controllo puntuale e proattivo su ogni elemento critico per la sicurezza, eliminando le inefficienze e migliorando le condizioni di lavoro. In definitiva, il nostro obiettivo è duplice: da un lato, garantire la conformità normativa delle aziende, sollevandole dal peso della gestione manuale; dall’altro, contribuire a un cambiamento culturale che ponga la sicurezza dei lavoratori al centro delle strategie aziendali. Digital Safety è più di un progetto: è un impegno verso un futuro in cui la tecnologia e l’innovazione lavorano insieme per proteggere ciò che conta di più, le persone.

In che modo Digital Safety riesce a semplificare la gestione della sicurezza sul lavoro in settori complessi come edilizia, logistica o sanità, e quali vantaggi offre alle piccole e medie imprese?

“La sicurezza sul lavoro è un tema che richiede oggi più che mai soluzioni innovative e strumenti in grado di rispondere a sfide crescenti. Settori come edilizia, logistica, manifatturiero e sanità, caratterizzati da un’elevata intensità normativa e complessità organizzativa, si trovano spesso a fronteggiare problematiche che vanno oltre la semplice gestione delle attività. Queste includono difficoltà nel monitorare scadenze, frammentazione nella gestione dei dati e un sovraccarico amministrativo che limita l’efficienza operativa. In parallelo, queste lacune espongono i lavoratori a rischi ormai non accettabili, compromettendo la loro sicurezza e il benessere generale sul luogo di lavoro. Digital Safety nasce come risposta concreta e visionaria a queste esigenze. La piattaforma proposta da Exteryo si pone l’obiettivo di diventare un vero e proprio partner strategico per la gestione della sicurezza, ottimizzando i processi aziendali attraverso una soluzione digitale completa e altamente integrata. Con Digital Safety, ogni attività legata alla sicurezza sul lavoro – dalla gestione dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) alla pianificazione delle ispezioni, fino al monitoraggio delle scadenze normative – è centralizzata e automatizzata. Questo approccio elimina la frammentazione gestionale, potenzia il controllo e riduce al minimo le possibilità di errore umano. Un elemento distintivo del progetto è la capacità di Exteryo di fungere da mediatore tra le aziende e una rete consolidata di fornitori specializzati in ambito Safety. Questo servizio, particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, consente di esternalizzare la gestione delle obbligatorietà normative e delle scadenze, garantendo conformità e serenità operativa. Ogni cliente può così concentrarsi sul proprio core business, sapendo di essere pienamente in linea con gli standard di sicurezza richiesti dalla legge. Digital Safety si distingue anche per l’innovazione tecnologica alla base della sua offerta. Exteryo è stata tra le prime aziende a livello internazionale a introdurre l’utilizzo della tecnologia NFC nella gestione e tracciabilità dei DPI e delle attrezzature aziendali. Questa tecnologia, la stessa impiegata per i pagamenti contactless, permette di accedere alle informazioni critiche dei dispositivi in modo immediato e intuitivo, utilizzando semplicemente uno smartphone. L’introduzione degli Smart DPI, dispositivi intelligenti in grado di memorizzare e mostrare digitalmente dati tecnici, informazioni di utilizzo e date di scadenza, ha già rivoluzionato il settore, rendendo le operazioni più efficienti e trasparenti. La piattaforma Digital Safety non rappresenta solo un sistema di gestione, ma una nuova filosofia operativa: quella del Digital Safety Environment. Questa visione integra tecnologia, innovazione e semplicità d’uso per fornire una soluzione che non solo facilita la compliance normativa, ma eleva la sicurezza sul lavoro a un livello superiore. È un passo avanti per le aziende che desiderano non solo essere conformi, ma anche creare un ambiente di lavoro più sicuro, organizzato e sostenibile. In breve, Digital Safety non è solo una piattaforma: è il futuro della sicurezza sul lavoro”.

Come le collaborazioni con aziende come Kong, CAMP, Irudek e Sirti hanno contribuito a rendere Digital Safety una soluzione innovativa e universale per la sicurezza aziendale? E qual è stato il ruolo del bando BIT di INAIL e ARTES 4.0 nel processo di evoluzione e scalabilità del progetto Digital Safety, sia a livello nazionale che internazionale?

“Il progetto Digital Safety ha visto nel corso degli anni il rafforzarsi di partnership e collaborazioni senza le quali non sarebbe stato possibile raggiungere il livello di completezza e di maturità che oggi contraddistinguono il nostro prodotto. Le prime collaborazioni hanno coinvolto alcuni tra i principali fabbricanti di dispositivi di protezione individuale a livello mondiale: in particolare le italiane Kong e CAMP e l’azienda spagnola Irudek. Grazie al loro contributo è stato possibile integrare la tecnologia NFC all’interno dei prodotti sin dalla fase di fabbricazione, permettendo così alle aziende clienti di dotarsi di dispositivi già digitalizzati e di garantire una diffusione della soluzione a livello mondiale. Nel 2020 è stata siglata un’altra collaborazione fondamentale con l’azienda Sirti Spa che ha scelto Exteryo come partner per promuovere una soluzione di potenziamento della gestione della Safety aziendale. Proprio in questo frangente il progetto Digital Safety ha potuto elevarsi ad un livello di universalità di gestione della sicurezza aziendale, potendo essere testato ed infine approvato per l’utilizzo giornaliero all’interno di una corporate di oltre 3000 operatori con necessità di controllo e di organizzazione estremamente elevato. A compimento dell’evoluzione del progetto Digital Safety, è doveroso sottolineare il fondamentale contributo apportato dal bando BIT, promosso da INAIL in collaborazione con ARTES 4.0. L’essere stati selezionati a luglio 2023, insieme ad altre sedici aziende italiane, rappresenta un riconoscimento significativo per il valore innovativo della nostra soluzione e per i vantaggi che questa può apportare nel contesto della sicurezza sul lavoro. INAIL ha dimostrato un forte impegno verso l'innovazione e la trasformazione digitale, sposando il nostro progetto e riconoscendolo come uno strumento capace di elevare gli standard di sicurezza aziendale. Questo supporto è stato determinante per permetterci di testare la piattaforma in un ambiente reale, coinvolgendo un pool di aziende che ha contribuito attivamente al raggiungimento del grado di maturità necessario per affrontare le sfide del mercato e garantire la scalabilità del prodotto, sia a livello nazionale che internazionale. La collaborazione con INAIL rappresenta non solo un’importante pietra miliare per Exteryo, ma anche l’inizio di un percorso che auspichiamo possa consolidarsi nel tempo. Siamo infatti confidenti che il successo di questa prima iniziativa possa aprire la strada a ulteriori progetti con INAIL, con l’obiettivo di promuovere l’adozione di soluzioni digitali come Digital Safety, capaci di diventare uno standard per le aziende italiane. Questa visione condivisa mira a facilitare il lavoro delle imprese, migliorando la sicurezza sul lavoro, e a semplificare il ruolo delle istituzioni attraverso strumenti innovativi che garantiscano maggiore trasparenza ed efficienza. Siamo convinti che la sinergia tra innovazione tecnologica e supporto istituzionale possa dare vita a un ecosistema in cui la sicurezza non sia solo un obbligo normativo, ma un valore centrale nella strategia aziendale e nella cultura operativa del Paese. Infine tra le partnership che contraddistinguono il progetto Digital Safety è d’obbligo citare tutta la rete di aziende e professionisti che forniscono servizi per la Safety e che costituiscono la nostra linfa vitale per promuovere tutta una serie di servizi a supporto delle aziende e che spaziando dalla fornitura e revisione dei DPI alla formazione o alla sorveglianza sanitaria. Uno dei punti di forza del digitale è infatti l’interconnessione tramite piattaforma di azienda e fornitori mediante la quale è possibile condividere dati e documentazione necessarie per garantire la sicurezza di lavoratori e stabilimenti. In questo frangente Digital Safety è il perimetro di gestione tramite la piattaforma, ma è necessaria la professionalità e l’esperienza dei nostri fornitori per garantire il livello di qualità ottimale affinché la sicurezza aziendale raggiunga determinati standard”.

In che modo Digital Safety trasforma la gestione della sicurezza sul lavoro da un obbligo burocratico a un vantaggio competitivo per le aziende?

“Digital Safety rappresenta un punto di svolta per tutte le aziende che desiderano trasformare la gestione della sicurezza sul lavoro da un obbligo burocratico a un vantaggio competitivo. L’obiettivo principale è semplificare, automatizzare e ottimizzare tutti i processi legati alla sicurezza, generando impatti concreti sia sul piano operativo che su quello economico e sociale. Grazie alla piattaforma Digital Safety, le aziende possono finalmente liberarsi dalla complessità della gestione manuale. La tecnologia avanzata, basata su tag NFC e connettività cloud, consente di monitorare in tempo reale ogni aspetto della sicurezza: dalla gestione dei DPI alla pianificazione della formazione, fino al controllo delle visite mediche obbligatorie. Ciò significa che i responsabili della sicurezza non dovranno più preoccuparsi di scadenze dimenticate o documentazione frammentata, ma potranno contare su un sistema che segnala tempestivamente ogni necessità. Digital Safety migliora la sicurezza reale dei lavoratori, riducendo il rischio di incidenti e creando ambienti di lavoro più sani e organizzati. I dipendenti, avendo accesso diretto alle loro informazioni di sicurezza, si sentono più protetti e coinvolti, con un conseguente aumento della consapevolezza e della partecipazione attiva. Questo approccio non solo riduce il turnover, ma eleva il livello di competenze digitali all’interno dell’organizzazione, rendendo l’intera forza lavoro più versatile e preparata. I vantaggi non si fermano qui. Infatti l’adozione di Digital Safety porta risultati tangibili. Per molte aziende, questo si traduce in una drastica riduzione dei costi operativi. Le risorse che un tempo venivano dedicate alla sorveglianza manuale possono ora essere reindirizzate verso attività strategiche. La precisione e l’affidabilità del sistema riducono inoltre il rischio di sanzioni, garantendo una compliance normativa impeccabile. Questo non solo tutela l’azienda dal punto di vista legale, ma contribuisce a migliorare la sua reputazione sul mercato, rendendola più attraente per clienti, partner e talenti. Le testimonianze delle aziende che hanno già adottato Digital Safety parlano chiaro. Dalla semplificazione dei processi alla riduzione degli sprechi, passando per una maggiore efficienza operativa, ogni cliente ha trovato nella piattaforma e nei servizi connessi una soluzione capace di adattarsi perfettamente alle proprie esigenze. Non importa che si tratti di una piccola azienda manifatturiera o di un grande operatore logistico: la piattaforma si è dimostrata flessibile e scalabile, in grado di offrire valore aggiunto indipendentemente dalla complessità organizzativa. In definitiva, Digital Safety non è solo uno strumento, ma un partner tecnologico che accompagna le aziende verso un futuro più sicuro, efficiente e sostenibile. È la dimostrazione che l’innovazione non deve essere complicata per essere rivoluzionaria: deve semplicemente funzionare.

Come Digital Safety mira a creare un ecosistema interconnesso che coinvolga aziende, istituzioni ed enti normativi per una gestione della sicurezza più trasparente ed efficace? E quali sono le tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale e l’IoT, che Digital Safety intende integrare per migliorare il monitoraggio e l’analisi predittiva dei rischi nei luoghi di lavoro?

“Digital Safety non si ferma alla gestione operativa della sicurezza aziendale. La visione futura di Exteryo è ambiziosa: creare un ecosistema interconnesso che coinvolga non solo le aziende, ma anche le istituzioni, gli enti normativi e i lavoratori. L'obiettivo è costruire una rete in grado di garantire una gestione sempre più puntuale, trasparente ed efficace della sicurezza sul lavoro, promuovendo al contempo una cultura aziendale che premi le realtà più virtuose. Immaginiamo un futuro in cui le aziende, attraverso la piattaforma Digital Safety, possano interfacciarsi direttamente con le istituzioni per condividere dati e ottenere certificazioni di virtuosità. Questo sistema non solo consentirebbe una supervisione più accurata da parte degli enti regolatori, ma fornirebbe anche incentivi concreti per le imprese che dimostrano di adottare pratiche eccellenti nella gestione della sicurezza. Le aziende più virtuose potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali, premi assicurativi ridotti o accesso facilitato a finanziamenti dedicati all’innovazione. Parallelamente, Digital Safety ambisce a esportare questo modello in altri paesi, ampliando la diffusione del concetto e della filosofia del Digital Safety Environment. L'internazionalizzazione rappresenta una naturale evoluzione per il progetto: i principi di una gestione centralizzata, digitale e proattiva della sicurezza sono universali e possono essere adattati alle specificità normative di ogni contesto. Con una strategia mirata, Digital Safety punta a diventare il punto di riferimento globale per la sicurezza sul lavoro, contribuendo a ridurre gli infortuni e le morti nei luoghi di lavoro in tutto il mondo. A supportare questa visione vi è l’avvento di tecnologie sempre più performanti e accessibili. La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, dell’IoT e dei big data consentirà un monitoraggio in tempo reale ancora più preciso e un’analisi predittiva dei rischi. La piattaforma potrà integrare sistemi avanzati che analizzano i comportamenti, le condizioni ambientali e le prestazioni degli strumenti di lavoro, anticipando potenziali problemi prima che si trasformino in incidenti. Il futuro delineato da Exteryo non è solo tecnologico, ma profondamente umano. L’obiettivo ultimo è creare luoghi di lavoro più sicuri, dove il rischio di infortuni e morti sia ridotto al minimo, se non completamente eliminato. È un futuro in cui l’innovazione tecnologica e l’etica si intrecciano, garantendo che ogni lavoratore possa svolgere il proprio compito con serenità e dignità. Digital Safety si propone quindi come un modello di riferimento per un nuovo paradigma globale: una sicurezza sul lavoro integrata, digitale e orientata al benessere collettivo, capace di coniugare tecnologia, sostenibilità e responsabilità sociale. Questa è la visione che guida Exteryo: non solo creare soluzioni, ma ispirare un cambiamento”.

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Relatori di primo piano e competenze complementari

Il corso riunisce ricercatori, rappresentanti dei costruttori, specialisti di sicurezza e normazione ed esperti di trasferimento tecnologico. Tra le personalità coinvolte figurano due vincitori del premio Engelberger, il più prestigioso riconoscimento internazionale nel campo della robotica: tra questi Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 ed Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna. Il programma comprende contributi di CNR e INAIL, ricercatori dell’Istituto di BioRobotica e di altri atenei italiani, insieme a rappresentanti di aziende quali ABB Robotics, KUKA, Mitsubishi Electric, FANUC e Oversonic Robotics. Questa pluralità di competenze consente di esaminare le applicazioni dal punto di vista di chi sviluppa le tecnologie, di chi le integra e di chi ne valuta prestazioni, sicurezza e impiego nei luoghi di lavoro. RoboSiri

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4 novembre, ARTES 4.0: sicurezza, normazione e dimostrazioni RoboCom

La seconda giornata sarà ospitata nell’Hub ARTES 4.0. Dopo l’introduzione al Centro di Competenza e a RoboCom, il corso entrerà nel merito delle condizioni di sicurezza delle applicazioni robotiche. I contenuti riguarderanno l’evoluzione normativa della robotica industriale e collaborativa, le norme EN ISO 10218-1:2025 e EN ISO 10218-2:2025, la sicurezza funzionale, la cyber safety e l’interazione fisica tra persone e robot. Con il contributo di INAIL saranno affrontati anche gli sviluppi della normazione per umanoidi e robot mobili, la certificazione delle applicazioni innovative e i rischi introdotti dai sistemi cyberfisici. Il pomeriggio comprenderà la visita ad ARTES 4.0 e le dimostrazioni presso RoboCom: un’occasione per conoscere le piattaforme del Centro e approfondire il rapporto tra sperimentazione, valutazione delle tecnologie e adozione nelle imprese.

5 novembre, Istituto di BioRobotica e ARTES 4.0: dalla ricerca alle tecnologie per il lavoro

La terza giornata inizierà all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con approfondimenti sull’AI per la manipolazione, sui sistemi robotici indossabili, sulla robotica tessile, sull’autonomia condivisa per il controllo delle mani artificiali e sui sensori tattili per robot collaborativi e umanoidi. Le visite ai laboratori consentiranno di osservare da vicino attività di ricerca dedicate alla soft robotics, alle mani artificiali e al tatto robotico. Nel pomeriggio il percorso proseguirà in ARTES 4.0, con interventi sulle tecnologie tattili, sugli esoscheletri occupazionali, sull’ergonomia e sulla progettazione centrata sulla persona. La conclusione sarà dedicata alla visita all’Innovation Mile di Pontedera, per conoscere più da vicino l’ecosistema locale della ricerca e dell’innovazione.

Un percorso per imprese, professionisti e formazione

Il valore delle tre giornate risiede nella possibilità di collegare capacità delle tecnologie, requisiti di sicurezza, integrazione nei processi e risultati della ricerca, affiancando all’approfondimento teorico il confronto con esperti e l’osservazione diretta di laboratori e dimostratori. Il corso si rivolge a operatori industriali, tecnici, professionisti, ricercatori, docenti delle scuole superiori, studenti universitari e studenti ITS. È possibile iscriversi all’intero percorso oppure alle singole giornate.
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ARTES 4.0 parteciperà al Festival delle Regioni e delle Province autonome, in programma a Firenze dal 25 al 27 ottobre 2026, con le piattaforme e le attività di RoboCom, il Center on Robot Companions del Centro di Competenza. Le dimostrazioni si svolgeranno nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, in Piazza Duomo 10, all’interno dell’esposizione “Eccellenze digitali nelle Regioni”. La partecipazione porterà all’interno della quinta edizione del Festival un percorso dedicato al controllo dei robot e all’interazione con le persone. Umanoidi, interfacce per la teleoperazione e tecnologie per acquisire i movimenti dell’operatore permetteranno di presentare il lavoro di sperimentazione e trasferimento tecnologico che ARTES 4.0 svolge con imprese e organizzazioni.

Umanoidi, teleoperazione e tecnologie per acquisire il movimento

Il programma comprenderà un robot umanoide su base mobile a ruote, affiancato da una workstation di controllo e da un sistema di teleoperazione. Una postazione di comando a due bracci permetterà di illustrare il controllo a distanza dell’umanoide. Altri appuntamenti saranno dedicati ai guanti sensorizzati wireless, per il tracciamento di precisione delle dita, e a una tuta di motion capture inerziale con 17 sensori, per acquisire i movimenti dell’operatore. Accanto alle piattaforme saranno presentati una mano robotica di Prensilia, spin-off italiana della Scuola Superiore Sant’Anna, e un sistema di presa deformabile sviluppato dalla stessa Scuola. Gli organi di presa saranno integrati sul robot oppure esposti separatamente, come previsto dal programma delle dimostrazioni. Nelle attività di accoglienza delle tre giornate sarà presente anche un busto robotico umanoide con mimica facciale e intelligenza artificiale conversazionale. Il sistema, collegato a un modello linguistico di grandi dimensioni, formulerà risposte sulla base del dialogo con l’interlocutore, così da presentare una modalità di interazione tra persone e sistemi robotici.

Il metodo RoboCom: provare prima di investire

Le dimostrazioni racconteranno il principio su cui lavora RoboCom: consentire alle imprese di provare le tecnologie prima di investire nella loro adozione. Il percorso parte da un’esigenza operativa, definisce requisiti e indicatori e mette a confronto le configurazioni rispetto al compito richiesto. Le prove raccolgono evidenze su prestazioni, sicurezza, usabilità e condizioni di integrazione. Per un’applicazione di manipolazione, per esempio, la valutazione riguarda gli oggetti da gestire, gli spazi disponibili e i tempi richiesti dal processo. In un sistema di teleoperazione entrano nella prova la precisione del controllo e l’interazione con l’operatore. I risultati aiutano l’organizzazione a individuare limiti, adattamenti e requisiti per l’impiego della tecnologia, prima di procedere con l’investimento. L’hub di Pontedera mette a disposizione 520 metri quadrati per le attività di sperimentazione, all’interno di una rete che comprende le sedi RoboCom di Palermo, Olbia e Jesi e il laboratorio congiunto CIM–ARTES 4.0 a Torino. Le diverse specializzazioni consentono di costruire percorsi di prova attorno alle applicazioni e ai vincoli delle imprese.

Indipendenza tecnologica e legame con la ricerca

RoboCom adotta un approccio indipendente rispetto a singoli produttori, piattaforme e provenienze nazionali. Il confronto tra tecnologie diverse serve a orientare la scelta sulla base delle esigenze dell’utilizzatore. La valutazione considera, insieme alle prestazioni, origine e tracciabilità della tecnologia, programmabilità e modalità di gestione del suo impiego. Il legame con la Scuola Superiore Sant’Anna, Socio fondatore di ARTES 4.0, collega le competenze in robotica, biorobotica e intelligenza artificiale allo studio delle implicazioni giuridiche, filosofiche e sociali dell’interazione tra persone e macchine. La sperimentazione comprende così l’analisi delle condizioni tecniche e del contesto umano e organizzativo in cui una soluzione sarà utilizzata.

Il programma di ARTES 4.0 in Sala Pegaso

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, in Piazza Duomo 10 a Firenze.
Giorno Orario Attività
Domenica 25 ottobre 11.40–12.10 Dimostrazione del robot umanoide su base mobile, con workstation di controllo e sistema di teleoperazione. Presentazione della mano robotica Prensilia e del sistema di presa deformabile sviluppato dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
Domenica 25 ottobre 17.50–18.20 Seconda dimostrazione dell’umanoide, della teleoperazione e dei sistemi di presa.
Lunedì 26 ottobre 12.40–13.00 Guanti sensorizzati wireless per il tracciamento di precisione delle dita.
Martedì 27 ottobre 11.30–11.50 Guanti sensorizzati wireless per il tracciamento di precisione delle dita.
Martedì 27 ottobre 11.50–12.20 Postazione di comando a due bracci per la teleoperazione del robot umanoide.
Martedì 27 ottobre 12.40–13.00 Tuta di motion capture inerziale con 17 sensori per acquisire i movimenti dell’operatore.
Le mattine di lunedì 26 e martedì 27 ottobre sono riservate alle scuole. Il busto robotico conversazionale sarà inserito nelle attività di accoglienza delle tre giornate. robocom festival regioni
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Ferrari Hypersail porta nella vela le tecnologie delle auto sportive
Ferrari Hypersail porta nella vela le tecnologie delle auto sportive
Lo scafo di Ferrari Hypersail, il monoscafo oceanico da 100 piedi, è completato, con verniciatura e livrea. L’arrivo in cantiere delle appendici avvicina il progetto alla fase di integrazione del sistema che dovrà consentire alla barca di navigare sollevata sull’acqua. Nel cuore di questa architettura c’è il Flight Control, sviluppato anche attraverso il trasferimento delle competenze Ferrari sui sistemi elettronici e sul controllo dinamico delle vetture sportive. La costruzione a Pisa e la base operativa prevista a Livorno collocano questo passaggio dall’automotive alla nautica nel territorio in cui opera anche ARTES 4.0. Il Centro di Competenza, con sede a Pontedera, lavora su un problema che riguarda imprese di settori diversi: individuare una tecnologia, adattarla a un compito e verificarne il comportamento prima di introdurla nel processo aziendale.

Il Flight Control collega sensori dati e movimento

Per sollevare lo scafo e mantenerlo stabile, Hypersail combina foil, chiglia e timone con un sistema di regolazione automatica dell’assetto. I foil sono superfici immerse che generano portanza. Il loro funzionamento deve essere coordinato con le altre appendici e con le variazioni delle condizioni di navigazione: il controllo del movimento diventa parte della progettazione dell’imbarcazione. Il Flight Control collega tre componenti. Una rete di sensori rileva le condizioni di navigazione e i movimenti dello scafo. Un computer di bordo elabora i dati e calcola le correzioni. Gli attuatori intervengono sulle appendici per regolare l’assetto. Il sistema svolge queste regolazioni automatiche, mentre l’equipaggio mantiene la conduzione della barca e le scelte strategiche di navigazione. Il collegamento tra auto e vela riguarda la capacità di misurare il comportamento di un sistema fisico e correggerlo attraverso l’elettronica e il controllo. Le competenze sviluppate nell’automotive forniscono strumenti e metodi da adattare a un mezzo diverso. Cambiano le forze in gioco, le condizioni ambientali, le sollecitazioni e i requisiti di funzionamento: il trasferimento richiede progettazione e validazione riferite alla nuova applicazione. È questo il passaggio che rende Hypersail un caso utile per raccontare il trasferimento tecnologico. Una competenza maturata in un settore viene rielaborata per rispondere a un problema in un altro. La verifica riguarda il sistema nel suo insieme: la qualità dei dati acquisiti, i modelli impiegati per interpretarli, il comportamento dei componenti e i risultati nelle condizioni d’uso. Ferrari_Hypersail

Il legame con il territorio pisano e livornese

La costruzione dell’imbarcazione si svolge a Pisa. A Livorno, negli spazi Azimut Yachts, è prevista la base operativa a supporto dello sviluppo e dei test. Azimut, Technical Partner e Official Yachting Partner di Ferrari Hypersail, ha sviluppato anche una barca di supporto dedicata alle prime prove del prototipo senza albero e vele. A Pontedera, nella sede di Viale Piaggio, operano ARTES 4.0 e il Centro RoboCom. Il Centro di Competenza mette a disposizione delle imprese competenze specialistiche e infrastrutture per la sperimentazione, anche attraverso il rapporto con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Socio Fondatore di ARTES 4.0. Per un’azienda, il punto di partenza può essere un controllo qualità da automatizzare, un componente da manipolare o un’attività di ispezione da svolgere con un robot. Ogni applicazione richiede di definire il compito da eseguire e i requisiti da rispettare: precisione, tempi di esecuzione, carichi, spazi disponibili e interazione con gli operatori. ARTES 4.0 accompagna le imprese attraverso servizi di scouting tecnologico, prototipazione, test e validazione. Il lavoro comprende l’individuazione di tecnologie e partner, la verifica della fattibilità e l’accesso a laboratori e piattaforme per sperimentare nuovi prodotti o processi. Le prove consentono di raccogliere elementi su cui fondare le scelte di investimento e di individuare gli adattamenti richiesti dall’applicazione. Il Center on Robot Companions di ARTES 4.0, già operativo a Pontedera, applica questo approccio alla robotica e all’intelligenza artificiale. Le imprese possono sperimentare e confrontare piattaforme differenti, valutandone prestazioni, sicurezza e usabilità rispetto al compito previsto. Una prova può riguardare, per esempio, la stabilità di una presa o la capacità di eseguire un’attività nello spazio disponibile. Definire prima gli indicatori di valutazione permette di confrontare le soluzioni e capire quali modifiche servono per integrarle. Il principio del test before invest collega così la scelta della tecnologia alle condizioni del suo impiego. Le imprese interessate a valutare un’applicazione robotica possono approfondire i servizi del Centro RoboCom e descrivere le proprie esigenze scrivendo a robocom@artes4.it.  
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Robot Companion e alimentazione: ARTES 4.0 dialoga con Dola alla Scuola Superiore Sant’Anna
Robot Companion e alimentazione: ARTES 4.0 dialoga con Dola alla Scuola Superiore Sant’Anna

Come può un robot companion aiutare una persona a comprendere le indicazioni alimentari, orientarsi tra i piatti di un menu o seguire una ricetta? E quali caratteristiche deve avere l’interazione per rendere questo supporto comprensibile e utilizzabile anche da chi vive una condizione di fragilità?

ARTES 4.0 ha portato queste domande nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna, durante la giornata “L’arte di nutrire la vita”, svoltasi il 14 ottobre 2026 e dedicata ai dieci anni della ristoceutica. Al centro del contributo del Centro di Competenza, il rapporto tra contenuti scientifici, robotica e qualità dell’interazione con le persone.

La ristoceutica: studiare il pasto nel suo insieme

Ideata nel 2016 da Vincenzo Lionetti, medico e professore associato della Scuola Superiore Sant’Anna, la ristoceutica studia il pasto considerando l’interazione tra gli ingredienti, i processi di trasformazione e preparazione e gli effetti sull’organismo. In questo ambito, il contributo della robotica può essere esplorato sul piano della comunicazione delle informazioni e dell’accompagnamento nelle attività quotidiane: aiutare una persona a comprendere un’indicazione ricevuta, conoscere le caratteristiche di una preparazione o seguire una sequenza di istruzioni.

“Io e Dola”: un dialogo pubblico sui possibili impieghi della robotica

Con l’intervento “Io e Dola”, Clementina Cruceli, Vicedirettrice Esecutiva di ARTES 4.0, ha esplorato questi scenari dialogando con Dola, il mezzobusto robotico del Centro RoboCom, e coinvolgendo i presenti nello scambio di domande e risposte. Il dialogo ha affrontato la possibilità di preparare le piattaforme robotiche a utilizzare contenuti scientifici rigorosi, con l’obiettivo di fornire informazioni coerenti con le indicazioni di medici e nutrizionisti. Il tema riguarda sia la scelta dei contenuti sia il modo in cui il robot li rende accessibili attraverso la conversazione. Come ha spiegato Clementina Cruceli, la scelta dei compiti da affidare al robot e delle informazioni con cui prepararlo spetta alle persone. Medici e nutrizionisti definiscono i contenuti di riferimento sugli alimenti, sulle esigenze nutrizionali e sulla salute della persona. Chi progetta l’interazione stabilisce come comunicarli attraverso la voce, lo sguardo e le espressioni.

Dal menu alla preparazione di un piatto

Nella ristorazione, uno degli impieghi da esplorare riguarda la possibilità di rispondere alle domande sugli ingredienti e sulle caratteristiche dei piatti. Un robot companion potrebbe aiutare a comprendere le informazioni del menu e a orientarsi nella scelta in relazione alle indicazioni alimentari ricevute. Nella vita quotidiana, il supporto può riguardare la comprensione delle indicazioni di medici e nutrizionisti e la preparazione di una ricetta. Il robot potrebbe accompagnare la persona nei diversi passaggi, comunicando le istruzioni necessarie allo svolgimento del compito. Queste applicazioni possono essere sperimentate anche con persone con ridotta autonomia o altre condizioni di fragilità. La progettazione deve quindi tenere conto delle esigenze di chi utilizza il sistema, della comprensibilità delle informazioni e del supporto richiesto durante l’attività.

RoboCom: verificare la comprensione e l’usabilità

Al Centro RoboCom di ARTES 4.0, questi temi incontrano il lavoro dei tecnici sulla qualità dell’interazione e sull’usabilità dei robot. Le prove verificano se le persone comprendono le risposte, riescono a seguire le istruzioni e hanno bisogno dell’aiuto di un operatore. La valutazione collega il comportamento del robot al compito da svolgere e alle esigenze della persona: un’informazione deve essere compresa, un’istruzione deve poter essere seguita e l’eventuale necessità di assistenza deve emergere durante la prova. L’obiettivo è capire se e a quali condizioni il robot aiuta a svolgere l’attività prevista, individuando gli aspetti dell’interazione che richiedono modifiche o approfondimenti.

Scopri il Centro RoboCom di ARTES 4.0

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Digital Tech Warriors: ARTES 4.0 partecipa all’hackathon contro la violenza sulle donne
Digital Tech Warriors: ARTES 4.0 partecipa all’hackathon contro la violenza sulle donne

Come utilizzare dati, intelligenza artificiale e realtà virtuale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne? È la domanda al centro di Digital Tech Warriors, l’hackathon in programma il 16 e 17 ottobre 2026 a Vicenza, negli spazi de La Centrale, ex Centrale del Latte. Per 36 ore, sviluppatori e sviluppatrici, ricercatrici e ricercatori, designer, studenti e studentesse lavoreranno in gruppi multidisciplinari per progettare strumenti di prevenzione, educazione e supporto.

L’iniziativa è promossa dal Movimento Donne Impresa e dal Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Vicenza, insieme a Cre-ta Innovation Hub, e mette in relazione competenze tecnologiche, progettazione, comunicazione e conoscenza dei contesti nei quali si manifestano violenza e discriminazioni.

Il contributo di ARTES 4.0 e ARTES4Women

ARTES 4.0 partecipa al progetto con ARTES4Women, il gruppo di lavoro sull’equità di genere coordinato da Enza Spadoni, Responsabile della sede di Palermo del Centro di Competenza. Il gruppo promuove la parità di genere nei contesti della ricerca applicata, dell’impresa e dell’innovazione tecnologica. Il Centro ha contribuito ai lavori del Comitato tecnico-scientifico dell’iniziativa promossa da DIH Vicenza, Socio Fondatore di ARTES 4.0, con l’obiettivo di selezionare idee e soluzioni tecnologiche per contrastare la violenza sulle donne. Per le idee più meritevoli, ARTES 4.0 potrà valutare percorsi di approfondimento progettuale.

Nove ambiti di lavoro: dal digitale all’autonomia economica

Le attività dell’hackathon si collocano in nove ambiti tematici, che affrontano il fenomeno attraverso la prevenzione, l’educazione, l’accesso alle informazioni e l’autonomia delle persone. Le sfide specifiche saranno presentate all’apertura dei lavori. Accanto all’ambito informatico e digitale, le categorie comprendono i linguaggi culturali e comunicativi, la scuola e il benessere, la cultura finanziaria e legale, i contesti aziendali e la leadership femminile. Completano il quadro l’ambito urbanistico, la salute e la medicina di genere e l’equilibrio tra vita e lavoro. I gruppi potranno quindi confrontarsi con problemi diversi: riconoscere la violenza online, rendere più accessibili le conoscenze utili all’indipendenza economica, individuare discriminazioni nei luoghi di lavoro, sviluppare percorsi educativi per le scuole e affrontare il tema della sicurezza degli spazi urbani.

Dall’analisi dei dati alle esperienze in realtà virtuale

Le proposte potranno assumere la forma di prototipi digitali, applicazioni, strumenti di analisi dei dati, servizi e progetti di comunicazione. L’impiego dell’intelligenza artificiale potrà essere esplorato per studiare i comportamenti violenti e progettare strumenti di prevenzione; la realtà virtuale potrà essere utilizzata per costruire esperienze formative rivolte alle scuole e ai contesti di formazione professionale. Un altro campo di lavoro riguarda la comunicazione, con proposte per campagne di sensibilizzazione ed educazione che aiutino a riconoscere stereotipi, discriminazioni e comportamenti violenti. Al termine delle attività, ogni squadra presenterà la propria proposta alla giuria. Il programma prevede i pitch sabato 17 ottobre, dalle 15 alle 17, seguiti dalle premiazioni e dalla chiusura dei lavori, dalle 17 alle 18. La partecipazione è gratuita e aperta alle persone dai 16 anni in su, con candidatura individuale o in squadra.

Consulta il programma e le informazioni per partecipare a Digital Tech Warriors.

ARTES Hackaton
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IL CASO GLAYX | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano
IL CASO GLAYX | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano

Quale carico dovrà gestire un impianto domani? Quali consumi possono essere spostati durante la giornata, rispettando i vincoli di esercizio? La piattaforma energetica Pshave di Glayx affronta queste domande con nuove funzioni di previsione e pianificazione, realizzate con il supporto del Centro di Competenza ARTES 4.0 e gli interventi software del Socio AIM.

Il lavoro ha riguardato sia il back-end, dove operano gli algoritmi e i sistemi di analisi dei dati, sia il front-end, attraverso cui gli utenti consultano le informazioni e selezionano impianti, servizi e stabilimenti. Le attività, svolte tra gennaio e ottobre 2025, hanno prodotto moduli software, dashboard per il monitoraggio energetico e ambientale e componenti aggiornati dell’interfaccia.

Prevedere i carichi del giorno successivo e pianificare lo spostamento dei carichi flessibili

La prima area di sviluppo riguarda la stima delle condizioni di carico del giorno successivo. Gli algoritmi predittivi utilizzano dati storici e variabili esterne, tra cui le condizioni ambientali e i profili di consumo, per anticipare le richieste che gli impianti energetici dovranno gestire. La previsione fornisce una base per pianificare il funzionamento degli impianti. I dati già raccolti dalla piattaforma entrano in un’elaborazione che guarda alla giornata seguente, collegando l’andamento passato dei carichi alle condizioni considerate dai modelli. Alla previsione si affianca la pianificazione dei carichi flessibili, ossia quelli il cui impiego può essere collocato in momenti diversi entro i vincoli operativi del sistema. AIM ha implementato modelli MILP, acronimo di Mixed Integer Linear Programming, cioè programmazione lineare intera mista. Questi modelli gestiscono lo spostamento dei carichi tra diverse fasce orarie della giornata, tenendo conto delle condizioni di esercizio. La loro funzione è determinare una pianificazione compatibile con i vincoli definiti per gli impianti, anziché limitarsi a restituire una previsione del carico. Previsione e ottimizzazione svolgono così due compiti distinti nella piattaforma: la prima stima le condizioni attese; la seconda elabora la distribuzione temporale dei carichi flessibili. Il lavoro su Pshave ha sviluppato entrambe le componenti, mettendo a disposizione strumenti per anticipare il fabbisogno e pianificare l’impiego dell’energia.

Analizzare i rendimenti e individuare le inefficienze e valutare l’impatto ambientale

Una terza area di intervento riguarda l’analisi sistematica dei dati raccolti da Pshave. AIM ha sviluppato e integrato modelli di intelligenza artificiale destinati a individuare variazioni nel rendimento dei macro-componenti e inefficienze nei processi. L’analisi considera sia le riduzioni sia gli incrementi di rendimento. Comprende anche la stima dei potenziali risparmi energetici differenziali, per fornire elementi di valutazione sulla gestione degli impianti. Gli output del progetto includono report di analisi e risultati delle elaborazioni, insieme alla documentazione tecnica e funzionale degli sviluppi. La stima dei risparmi resta riferita a un potenziale energetico individuato dall’analisi. La sua quantificazione e la verifica dei risultati ottenuti dall’impiego negli impianti sono passaggi distinti dallo sviluppo delle funzionalità software. Il lavoro su Pshave ha incluso sistemi di acquisizione in tempo reale dei dati sul mix di produzione elettrica per zona geografica. Queste informazioni alimentano la valutazione dell’impatto ambientale dell’energia prelevata dalla rete e di quella autoprodotta dagli impianti. Tra gli output realizzati figurano dashboard dedicate al monitoraggio energetico e ambientale. La consultazione riunisce così due ambiti presenti nel progetto: la gestione dei consumi e la valutazione dell’impatto associato all’energia.

Selezionare impianti e stabilimenti dalla stessa interfaccia e collegare gli algoritmi alle schermate di monitoraggio

L’intervento sul front-end ha riguardato l’architettura dell’informazione, la navigazione e la fruizione da dispositivi diversi. AIM ha riorganizzato l’alberatura della piattaforma e introdotto un menu laterale per selezionare l’impianto, il servizio e lo stabilimento. Questa struttura organizza l’accesso alle informazioni attorno agli elementi che l’utente deve scegliere durante il monitoraggio. La selezione dello stabilimento e dell’impianto è integrata nella navigazione, insieme alla scelta del servizio da consultare. Il lavoro sull’interfaccia ha considerato accessibilità e usabilità dei contenuti, con una fruizione prevista da computer, tablet e smartphone. Gli aggiornamenti hanno quindi riguardato sia l’organizzazione delle schermate sia le modalità con cui gli utenti accedono ai dati dai diversi dispositivi. Per integrare front-end e back-end, AIM ha analizzato i requisiti funzionali e tecnici e realizzato nuovi servizi REST. Questi servizi gestiscono lo scambio di informazioni tra le componenti applicative, collegando l’interfaccia ai moduli software che elaborano i dati. La relazione finale indica, tra i risultati, una maggiore integrazione e scalabilità del sistema, legata all’introduzione dei servizi REST e delle architetture modulari.

Sviluppo progressivo e verifica delle funzionalità

AIM ha condotto le attività con un approccio iterativo e incrementale, attraverso rilasci progressivi delle funzionalità. Il lavoro ha utilizzato ambienti separati di sviluppo, test e produzione e procedure di integrazione e distribuzione continua, indicate con la sigla CI/CD. Il confronto con il committente ha accompagnato la validazione dei requisiti e l’avanzamento delle attività. Sono stati svolti test funzionali e verifiche delle prestazioni degli algoritmi sviluppati, insieme alla produzione della documentazione tecnica e funzionale. Gli output consegnati comprendono i moduli di previsione dei carichi, i modelli MILP, i sistemi di analisi basati sull’intelligenza artificiale e i servizi REST. A questi si aggiungono l’interfaccia aggiornata, le dashboard e i report delle elaborazioni.

Il servizio attivato da ARTES 4.0 per Glayx

ARTES 4.0 ha attivato il servizio per Glayx, azienda beneficiaria, affidando ad AIM gli interventi software. Il servizio ha riguardato le nuove funzionalità di Pshave per la gestione degli impianti energetici e gli aggiornamenti dell’interfaccia attraverso cui gli utenti consultano i dati. Il servizio è stato realizzato nell’ambito del progetto ARTES 4.0 Advanced Robotics and enabling digital TEchnologies & Systems – Linea B2, finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR, Missione 4, Componente 2, Investimento 2.3, dedicato al potenziamento e all’estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria.
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IL CASO TOSCHINA | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano
IL CASO TOSCHINA | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano

Come si rende una macchina per la trasformazione casearia più semplice da utilizzare, più facile da manutenere e pronta per le successive fasi di industrializzazione? È la sfida affrontata da MMC Italy con TOSCHINA, una soluzione compatta per la produzione di mozzarella e altri derivati caseari. Attraverso i servizi di ARTES 4.0 e il contributo tecnico del Socio Sigma Ingegneria, l’impresa ha sottoposto il prototipo a un percorso di revisione progettuale, sviluppo e validazione.

Una macchina per la trasformazione casearia su piccola scala

TOSCHINA nasce dall’esperienza di MMC Italy nello sviluppo di macchine per la produzione casearia. Il progetto si rivolge a laboratori gastronomici, cucine professionali e attività di ristorazione che hanno bisogno di gestire lavorazioni di piccola scala con un maggiore controllo dei parametri e dei cicli produttivi. Portare una soluzione di questo tipo verso la produzione richiede di considerare la macchina come un sistema unitario. Il risultato della lavorazione dipende dall’interazione tra meccanica, circuiti idraulici e termici, sensori, elettronica di controllo e operatore. La progettazione deve quindi tenere insieme qualità del prodotto, ripetibilità del processo, igiene e semplicità d’uso.

La revisione meccanica, idraulica e termica

Una parte del lavoro ha riguardato l’architettura fisica di TOSCHINA. Sigma Ingegneria ha rivisto il layout costruttivo per ridurre gli ingombri, migliorare l’accessibilità dei componenti e semplificare le operazioni di assemblaggio e manutenzione. La possibilità di intervenire rapidamente sulle parti a contatto con il prodotto assume un rilievo particolare in una macchina destinata alla lavorazione alimentare. La revisione ha interessato anche i circuiti dell’acqua e del vapore. La razionalizzazione dell’impianto e l’attenzione alla distribuzione del calore rispondono a due esigenze collegate: rendere più stabile il processo e agevolare pulizia e manutenzione. Sono aspetti che incidono sulla gestione quotidiana della macchina e sulla possibilità di riprodurre le condizioni di lavorazione.

Elettronica modulare e controllo dei dati di processo

L’evoluzione in chiave Industria 4.0 passa dall’architettura elettronica e software. Il progetto ha introdotto una soluzione di controllo modulare, con schede elettroniche interconnesse tramite CAN-bus per la gestione di motori, ingressi e uscite e sonde di temperatura. L’integrazione di queste informazioni permette alla macchina di acquisire i parametri necessari al governo del ciclo produttivo. Lo sviluppo ha compreso firmware dedicati, software di controllo e una nuova interfaccia uomo-macchina. La dashboard semplificata consente di visualizzare lo stato della macchina e di gestire i comandi attraverso un’interazione pensata per l’uso operativo. Ricette preimpostate, monitoraggio dei parametri e automazione del ciclo aiutano a trasferire le conoscenze di processo in procedure ripetibili, riducendo la dipendenza da regolazioni affidate esclusivamente all’esperienza del singolo utilizzatore.

Validare l’integrazione prima di industrializzare

Il percorso di Prova prima dell’investimento ha previsto la realizzazione di un Proof of Concept funzionale. Sul prototipo sono state integrate le soluzioni meccaniche, idrauliche, elettroniche e software sviluppate nel progetto, così da verificarne il funzionamento congiunto in condizioni realistiche di utilizzo. Le prove hanno riguardato i cicli di lavorazione, le sequenze di avviamento e arresto, i sistemi termici e idraulici, la continuità operativa e l’usabilità dell’interfaccia. I test hanno fornito elementi per valutare il comportamento della macchina e affinare le soluzioni progettuali. Da queste attività è derivato anche un piano di collaudo destinato alle successive fasi produttive, con procedure di verifica da applicare ai macchinari realizzati. La preparazione all’industrializzazione comprende la documentazione. Il progetto ha incluso l’aggiornamento del fascicolo tecnico e del manuale d’uso e manutenzione, insieme alle attività di verifica necessarie per la nuova configurazione della macchina. Questo lavoro costruisce una base tecnica e procedurale per affrontare i passaggi successivi verso il mercato.

La formazione come parte dello sviluppo del prodotto

Una macchina più evoluta richiede competenze adeguate per essere utilizzata e mantenuta nel tempo. Per questo il progetto ha affiancato alla validazione tecnica un’attività di formazione rivolta a operatori, installatori, manutentori e distributori. Le sessioni hanno trattato il funzionamento di TOSCHINA, l’impostazione dei parametri, l’uso dell’interfaccia e le procedure di manutenzione. La formazione completa il trasferimento tecnologico: rende accessibili le logiche del sistema a chi dovrà lavorare con la macchina e contribuisce a portare le scelte progettuali nella pratica quotidiana.

Il ruolo di ARTES 4.0, MMC Italy e Sigma Ingegneria

MMC Italy è l’impresa beneficiaria e promotrice del progetto TOSCHINA. Sigma Ingegneria, Socio tecnico di ARTES 4.0, ha messo a disposizione competenze di progettazione meccanica, elettronica, automazione e software, intervenendo sul prototipo, sulle prove funzionali e sulla documentazione. ARTES 4.0 ha raccordato il fabbisogno dell’impresa con le competenze della propria rete e strutturato il percorso attraverso i servizi di Prova prima dell’investimento e Formazione. Il caso mostra il valore di un intervento che accompagna lo sviluppo del prodotto dalla revisione delle sue componenti alla verifica del sistema integrato, fino alla preparazione di chi lo utilizzerà. TOSCHINA esce da questo percorso come un prototipo ingegnerizzato e validato, con una base più solida per le successive fasi di industrializzazione. Nel video, MMC Italy e Sigma Ingegneria raccontano le scelte tecniche e il lavoro che hanno guidato questa evoluzione.
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STS Forum 2026 di Kyoto: intelligenza artificiale e tecnologie per l’inclusione
STS Forum 2026 di Kyoto: intelligenza artificiale e tecnologie per l’inclusione

Il Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 ed Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna, e il Prof. Eugenio Guglielmelli, Scientific Advisor del Centro di Competenza, sono stati invitati a intervenire all’STS Forum 2026 di Kyoto, appuntamento di alto profilo nel dibattito internazionale sul futuro della scienza, della tecnologia e della società. L’incontro, giunto alla ventitreesima edizione, si è svolto dal 4 al 6 ottobre al Kyoto International Conference Center. Con loro la Prof.ssa Sara Ramella, Prorettrice alla Terza Missione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Socio Fondatore di ARTES 4.0.

L’autorevolezza del Science and Technology in Society forum nasce dall’incontro tra scienziati, Premi Nobel, ministri, vertici aziendali, rettori e responsabili di enti di ricerca. Il forum mette in dialogo ricerca, industria e istituzioni per esaminare i benefici e le responsabilità del progresso tecnologico, con uno sguardo rivolto alle conseguenze delle scelte di oggi sulle generazioni future. Un confronto che supera i confini delle singole discipline e collega lo sviluppo scientifico alle grandi questioni della società: sostenibilità, accesso alla conoscenza, disuguaglianze e qualità della vita. Il Prof. Paolo Dario ha partecipato alla sessione dedicata alle tecnologie assistive basate sull’intelligenza artificiale per le persone con disabilità, in programma il 5 ottobre. Il tema porta al centro del dibattito il rapporto tra avanzamento della ricerca e bisogni delle persone, aprendo una riflessione su come orientare lo sviluppo tecnologico verso una maggiore autonomia e una più ampia partecipazione alla vita sociale. La prospettiva delle tecnologie assistive invita a considerare insieme le prestazioni degli strumenti e la loro capacità di inserirsi nella quotidianità. Progettare soluzioni per le persone con disabilità significa partire dalla varietà delle esigenze, dalle caratteristiche degli ambienti e dalle attività che ciascuno desidera svolgere. In questa visione, accessibilità e usabilità diventano criteri di progettazione da integrare fin dalle prime fasi, attraverso l’ascolto e il coinvolgimento delle persone cui le tecnologie sono destinate. Il passaggio dalla ricerca all’applicazione richiede anche un dialogo continuo tra competenze scientifiche, imprese e utilizzatori. La qualità di una soluzione si misura nella capacità di rispondere a un bisogno concreto, nella semplicità d’impiego e nella sua integrazione nei contesti reali. Sperimentazione e verifica sul campo assumono quindi un ruolo centrale nel percorso che trasforma un risultato scientifico in uno strumento utilizzabile. Per ARTES 4.0, il confronto di Kyoto richiama il legame tra trasferimento tecnologico e impatto sociale: accompagnare l’innovazione verso applicazioni concrete significa considerare sia le opportunità per il sistema produttivo sia i benefici per le persone. Il dialogo internazionale offre una cornice nella quale mettere in relazione sviluppo industriale, responsabilità e inclusione, riconoscendo la pluralità dei bisogni cui la tecnologia può rispondere. Il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità di trasformare i risultati della ricerca in strumenti che migliorano la vita quotidiana e ampliano le opportunità di partecipazione alla vita sociale. È su questo terreno che intelligenza artificiale e tecnologie assistive possono contribuire a un progresso orientato all’autonomia, alla dignità e alle possibilità di scelta delle persone. STS Forum 2026 Dario
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EuAReman 2026: ​primo workshop Europa-Africa sul Remanufacturing
EuAReman 2026: ​primo workshop Europa-Africa sul Remanufacturing

Venerdì 9 ottobre, a Palermo, una giornata aperta gratuitamente alle aziende per costruire nuove collaborazioni tra Europa e Africa.

ARTES 4.0 invita le imprese alla giornata conclusiva di EuAReman - 1st International Europe-Africa Workshop on Remanufacturing, dedicata al confronto tra ricerca e industria sulle opportunità della rigenerazione industriale. L’appuntamento è a Palazzo Chiaramonte-Steri, Piazza Marina 60, Palermo, con lavori in programma dalle 8:30 alle 17:00. Le aziende potranno incontrare imprese, ricercatori e organizzazioni dei due continenti, approfondire strumenti di supporto all’innovazione e confrontarsi su competenze, finanziamenti e modelli di business. Per ARTES 4.0, questo dialogo ha un valore strategico. La Sicilia è una frontiera tecnologica tra Europa e Africa, un punto di accesso a conoscenze, infrastrutture e collaborazioni capaci di sostenere nuovi percorsi di sviluppo. Avvicinare le aziende africane alle tecnologie e costruire progetti insieme alle imprese europee significa dare prospettive concrete alla cooperazione industriale. Il programma di venerdì 9 ottobre
  • 8:30–10:00: apertura e introduzione ai lavori.
  • 10:00–13:00: sviluppo delle competenze, formazione e finanziamenti.
  • 14:00–15:30: modelli di business e trasferimento verso il mercato.
  • 15:30–17:00: comunicazione e adozione sociale del remanufacturing.
Nella sessione della mattina interverrà, alle 11:50, il Prof. Adriano Fagiolini, Responsabile del Macronodo UniPA@ARTES 4.0. ARTES 4.0 sostiene l’iniziativa attraverso il patrocinio e la collaborazione all’organizzazione, insieme al CNR, all’Università di Palermo e alla Società Italiana di Remanufacturing. Il Centro parteciperà anche ai saluti di apertura del Congresso, mercoledì 7 ottobre, con Enza Spadoni, Responsabile ARTES a Palermo e il Presidente Antonio Frisoli. L’accesso gratuito è riservato alla sola giornata di venerdì 9 ottobre. Per partecipare, invia la richiesta attraverso il modulo dedicato: RICHIEDI L’ACCESSO GRATUITO Consulta il programma completo
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IL CASO ALILASER | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano
IL CASO ALILASER | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano

Come si digitalizza un’impresa manifatturiera che ha già investito in macchinari e automazione, ma gestisce le informazioni attraverso strumenti separati? È la domanda da cui è partito il progetto sviluppato da Alilaser con ARTES 4.0 e AIM. Il risultato è una piattaforma gestionale costruita attorno ai processi dell’azienda: dalla formulazione dell’offerta alla pianificazione delle lavorazioni, fino alla spedizione e alla preparazione dei dati per la fatturazione.

Il problema: macchine evolute, informazioni frammentate

Alilaser è un’impresa di Pontedera specializzata nel taglio laser. Negli anni ha ampliato la propria capacità produttiva e investito in macchinari, automazione industriale e sistemi di magazzino. La crescita ha reso più evidente un limite organizzativo: le diverse fasi del lavoro erano supportate da applicativi e procedure che non componevano un quadro unitario. Un preventivo, un disegno tecnico, la disponibilità del materiale e il carico di una macchina sono informazioni strettamente collegate. Se rimangono distribuite tra strumenti distinti, ricostruire lo stato di una commessa richiede passaggi manuali e confronti tra reparti. Diventa più complesso anche misurare i tempi effettivi di lavorazione, valutare i costi e usare i dati raccolti per formulare offerte successive. A questa esigenza si è aggiunto il passaggio generazionale. Per Alilaser, trasferire l’esperienza maturata in azienda dentro procedure e strumenti condivisi significava conservare la qualità del lavoro e, allo stesso tempo, dare alla nuova gestione una base informativa più solida per decidere. IL CASO ALILASER | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano

Dall’analisi dei processi ai requisiti della piattaforma

Il percorso avviato con ARTES 4.0 ha preso le mosse dallo studio di fattibilità della piattaforma operativa. L’analisi ha seguito il ciclo della commessa e messo a confronto le esigenze espresse dalla direzione con le attività svolte nei reparti: acquisizione della richiesta, preventivazione, definizione tecnica, programmazione, lavorazione e consegna. Questa ricognizione è un passaggio tecnico decisivo. Prima di automatizzare un’attività occorre stabilire quali informazioni la avviano, chi le modifica, quali decisioni ne dipendono e dove si interrompe il flusso dei dati. Il lavoro sui requisiti ha permesso di progettare moduli coerenti con le responsabilità degli utenti commerciali, tecnici e produttivi, anziché trasferire le procedure esistenti in un nuovo software senza rivederle. AIM, Socio di ARTES 4.0 e partner tecnologico del progetto, ha svolto l’analisi funzionale e sviluppato la soluzione per Alilaser. La progettazione ha previsto il confronto con i referenti aziendali, la definizione dell’architettura e delle interfacce e il rilascio progressivo delle funzionalità da verificare con gli utenti.

Un sistema che segue il ciclo della commessa

La piattaforma ERP personalizzata riunisce in un ambiente applicativo le informazioni che accompagnano una lavorazione. Le anagrafiche di clienti e fornitori si collegano a ordini e preventivi; i disegni e i cicli di lavorazione definiscono materiali, operazioni e tempi; le commesse alimentano la pianificazione delle attività produttive. Il sistema comprende funzioni dedicate all’organizzazione degli ordini, al nesting delle lamiere, alla schedulazione della produzione e all’assegnazione delle lavorazioni agli operatori. La gestione prosegue con i materiali in entrata e in uscita, le lavorazioni esterne, i documenti di trasporto e i dati necessari alla fatturazione. L’obiettivo dell’architettura è fare in modo che ogni fase utilizzi e aggiorni informazioni condivise, riducendo la necessità di ricostruirle a posteriori. Un aspetto del progetto riguarda il collegamento tra gestione amministrativa e attività di fabbrica. La mappatura di macchine, materiali e lavorazioni consente di leggere le commesse anche in termini di capacità disponibile e carico produttivo. Nel disegno funzionale, la rilevazione dei tempi effettivi attraverso codici associati a macchine e lavorazioni offre una base per confrontare la pianificazione con quanto avviene in produzione e affinare le stime dei costi.

L’algoritmo al servizio delle decisioni

Al centro della soluzione descritta nel video c’è un algoritmo proprietario realizzato da AIM su misura per Alilaser, destinato a organizzare i flussi produttivi interni. Il valore della piattaforma non risiede soltanto nell’esecuzione delle singole operazioni: i dati generati lungo il processo diventano consultabili in un contesto comune, utile per seguire l’avanzamento delle commesse e individuare tempestivamente le criticità. La scelta di un software personalizzato comporta un impegno di sviluppo e una manutenzione continuativa. Risponde, però, alla necessità di adattare le funzioni alle lavorazioni, ai ruoli e alle priorità dell’impresa. Nel caso di Alilaser, il progetto ha cercato di trasformare conoscenze maturate sul campo in regole operative accessibili e aggiornabili. I materiali disponibili descrivono le funzionalità e i benefici osservati dai protagonisti; non riportano indicatori quantitativi che permettano di misurare l’incremento di produttività.

Il ruolo di ARTES 4.0 nel trasferimento tecnologico

Alilaser è l’impresa beneficiaria del percorso; AIM è il socio che ha apportato le competenze di analisi e sviluppo software. ARTES 4.0 ha reso possibile l’incontro tra il fabbisogno industriale e le competenze della propria rete, accompagnando la definizione di una soluzione legata ai processi reali dell’azienda. È il ruolo di trasferimento tecnologico che il Centro di Competenza svolge a favore delle imprese: partire da una criticità concreta, esaminarla con competenze specialistiche e tradurre l’analisi in un progetto applicabile. Nel caso di Alilaser, la digitalizzazione riguarda tanto il software quanto la capacità di rendere leggibile l’intero ciclo produttivo, dall’offerta alla consegna. Il progetto rientra nei servizi agevolati erogati da ARTES 4.0 nell’ambito del PNRR, Missione 4, Componente 2, Investimento 2.3, con risorse messe a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Mostra come un’impresa manifatturiera possa costruire nuovi strumenti di governo dei processi a partire dal proprio patrimonio di competenze e dalle esigenze quotidiane della produzione.
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Il trasferimento tecnologico che funziona: al MIMIT i dati sull’attività dei Competence Center italiani
Il trasferimento tecnologico che funziona: al MIMIT i dati sull’attività dei Competence Center italiani
Il 28 settembre 2026 nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono stati presentati i risultati dell’azione di trasferimento tecnologico e formazione realizzata con le imprese italiane, nell’ambito della misura PNRR M4C2 Inv. 2.3. L’appuntamento, dal titolo «Competence Center Impatti e Best Practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità», ha messo a confronto istituzioni, centri di competenza e imprese sul tema del trasferimento tecnologico in Italia e sulla sua evoluzione oltre l’orizzonte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono stati resi pubblici i dati raccolti presso le aziende che hanno beneficiato dei servizi dei Centri: una rilevazione condotta dall’Università di Padova con il Consiglio Nazionale delle Ricerche tra settembre 2025 e giugno 2026, attraverso circa 1.200 questionari e interviste dirette alle imprese e agli stessi Centri. Una misurazione indipendente degli impatti sui processi produttivi, sulle competenze interne e sulla capacità di innovare delle imprese. Alcuni degli elementi emersi:
  • I 180 milioni di euro di aiuti concessi alle imprese hanno attivato progetti e servizi per 320 milioni: un effetto leva di 1,8 euro per ogni euro pubblico;
  • 700 servizi di orientamento, formazione e innovazione erogati alle imprese, per l’84% PMI; 733 le imprese beneficiarie dei bandi per ricerca e innovazione;
  • 000 persone formate in 1.460 percorsi, per oltre 1,1 milioni di ore-persona; 1.550 eventi gratuiti di orientamento che hanno raggiunto 40.000 imprese;
  • Il 93,3% delle imprese ha dichiarato che l’intervento ha fatto la differenza e una su quattro non avrebbe realizzato affatto l’iniziativa senza il Competence Center;
  • Il 70% delle imprese ha continuato ad alzare in autonomia il livello di maturità tecnologica raggiunto con il Centro: l’effetto è proseguito oltre il progetto;
  • Giudizio positivo su tutti i servizi (nessuno sotto il 4,2 su 5) e il 96,2% delle imprese potrebbe tornare a rivolgersi ai Centri nei prossimi tre anni.
È emerso inoltre un dato di sistema: a fronte di 114 milioni di euro di bandi emessi, il fabbisogno espresso dalle imprese ha superato i 211 milioni. In un’ottica futura, il vincolo non sarà quindi la domanda, ma la capacità di risposta, che dovrà mantenersi efficace. Attraverso i Competence Center, gli incentivi del PNRR hanno riguardato primariamente le persone e la crescita di competenze, oltre alla realizzazione di progetti pilota attraverso l’impiego di tecnologie 4.0, e lo hanno fatto in relazione a tecnologie che stanno ridisegnando la manifattura: intelligenza artificiale applicata ai processi, gemelli digitali, IoT industriale e analisi dei dati di produzione, robotica collaborativa, cybersicurezza, manifattura additiva, tecnologie per la sostenibilità e l’efficienza. Ogni Centro ha costruito un modello di trasferimento sulle singole filiere, sulle specializzazioni e sul tessuto produttivo del proprio territorio, operando però all’interno di un catalogo comune di servizi condiviso da tutta la rete. Le imprese che si sono rivolte a più di un Centro lo hanno fatto soprattutto per competenze tecnologiche specifiche ed esigenze di progetto: una conferma che gli otto Centri funzionano come una rete nazionale, non esclusivamente come presidi territoriali. In questa direzione è andata anche la firma, avvenuta nel corso dell’incontro, dell’Associazione Competence Center Italia. Associazione competence center Chi è intervenuto Hanno aperto i lavori Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, e Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le politiche e per le imprese del MIMIT, seguiti da Raffaele Spallone, Dirigente della Divisione II - Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e l’analisi dei settori produttivi. I risultati della ricerca sono stati illustrati da Eleonora Di Maria, Presidente CdG SMACT Competence Center, Prof.ssa ordinaria di Economia e gestione delle imprese dell'Università di Padova e da Andrea Filippetti, Dirigente di Ricerca del CNR - Istituto sui Sistemi Territoriali e di Governo. È seguita la voce diretta delle imprese, con Marco Nocivelli, Vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche Industriali e Made in Italy, Marco Grillo, Vice Direttore Generale di Ansaldo Energia, Guido Perricone Project Financing and Institutional Relations Manager Brembo, Francesco Crupi, Group General Manager di Poggipolini, e Matteo Careddu, COO e Co-Founder di Ohmspace, Cosimo Musca, Italy Public Affairs Director STMicroelectronics Le conclusioni, dedicate alla strategia nazionale e al ruolo dei Competence Center nel trasferimento tecnologico oltre l’orizzonte del PNRR, sono state affidate a Davide Amorosi, Vice Capo di Gabinetto Vicario del MIMIT. I lavori si sono chiusi con la firma dell’Associazione Competence Center Italia e un momento di networking. L’appuntamento è stato aperto ai giornalisti e agli operatori dell’informazione, oltre che alle imprese interessate a conoscere i servizi della rete e le opportunità ancora disponibili. È stato possibile confrontarsi direttamente con i referenti degli otto Competence Center e con le aziende che ne hanno già beneficiato. Gli otto Competence Center: ARTES 4.0, BI-REX, CIM, Cyber 4.0, MADE4.0, MedITech, SMACT, START 4.0.
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ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole
ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole

Un cento scritto sul diploma racconta molte ore di studio e apre a una domanda: quale strada percorrere dopo la maturità? A Villa Crastan, a Pontedera, la cerimonia dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori di Pontedera e della Valdera che hanno superato l’esame di Stato con 100 o 100 e lode, ha affiancato al riconoscimento del risultato uno sguardo sulle opportunità offerte dal territorio.

Il giardino della storica villa ha ospitato la tradizionale premiazione dei centisti, alla presenza degli studenti, delle famiglie e dei rappresentanti dei Comuni di residenza. I premiati sono stati 66, in maggioranza ragazze, provenienti da diversi centri della Valdera. La consegna delle pergamene, celebrata da oltre vent’anni, ha riunito dirigenti scolastici, docenti, amministratori e alcune delle realtà che animano il sistema locale della ricerca e della formazione, tra cui il Centro di Competenza ARTES 4.0. Accanto ai voti e ai nomi dei premiati è emersa così una domanda: che cosa può offrire il territorio a chi, conclusa la scuola, deve scegliere dove studiare, lavorare o mettere alla prova le proprie capacità?

ARTES 4.0 e il legame con Pontedera

Centisti 2026

A portare il punto di vista di ARTES 4.0 è stata Clementina Cruceli, Coordinatrice e Vicedirettrice Esecutiva del Centro di Competenza. Il suo intervento è partito da una vicenda personale legata alla storia scientifica del territorio: gli studi in Ingegneria Biomedica a Pisa, la formazione e il lavoro alla Scuola Superiore Sant’Anna, fino all’incarico assunto in ARTES 4.0. Il percorso raccontato ai neodiplomati mostra come Pontedera possa offrire le condizioni per costruire una carriera scientifica e professionale, valorizzando competenze maturate nelle scuole, nelle università, nei laboratori e nelle imprese locali.

ARTES 4.0 è uno degli otto Centri di Competenza italiani nati, nell’ambito del Piano Industria 4.0, per accompagnare le imprese nell’adozione delle tecnologie digitali avanzate. La collocazione della sede nel territorio pontederese deriva dalla concentrazione, in uno spazio ristretto ma incredibilmente prolifico, di competenze nella robotica, nell’intelligenza artificiale, nella bioingegneria, nel design e nei processi industriali. Un patrimonio che colloca l’area tra i principali poli italiani dedicati allo sviluppo e all’applicazione delle tecnologie avanzate.

Clementina Cruceli ha descritto questo sistema attraverso il concetto di Innovation Mile: un miglio dell’innovazione nel quale convivono Il Centro di Competenza ARTES 4.0, l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, l’incubatore Pont-Tech, Piaggio, imprese tecnologiche, startup fondate da giovani imprenditori e realtà formative come l’Istituto Modartech.

La forza dell’Innovation Mile supera la vicinanza geografica. Laboratori, aziende e percorsi di formazione alimentano una circolazione di persone e conoscenze che consente a un progetto di ricerca di incontrare un’applicazione industriale, a uno studente o a una studentessa di entrare in contatto con un’impresa e a una giovane iniziativa imprenditoriale di accedere a competenze specialistiche.

Studiare l’intelligenza artificiale per guidarne l’uso

Nel dialogo con i centisti ha trovato spazio anche l’intelligenza artificiale, spesso osservata attraverso due reazioni opposte: la paura e un entusiasmo privo di riserve. Entrambi gli atteggiamenti possono lasciare in secondo piano la comprensione reale della tecnologia. Studiare l’IA, ha spiegato Clementina Cruceli, significa imparare a riconoscerne capacità, limiti e conseguenze. Alla competenza tecnica devono affiancarsi consapevolezza, senso etico e capacità di valutare gli scopi per i quali viene impiegato uno strumento tanto potente. Per i ragazzi e le ragazze che si preparano a entrare nell’università o nel mondo del lavoro, questa alfabetizzazione attraverserà quasi ogni ambito professionale, dalla medicina alla manifattura, dalla comunicazione alla progettazione.

L’invito rivolto ai premiati e alla premiate è stato quindi a proseguire la propria formazione mantenendo lo sguardo su ciò che già esiste intorno a loro. Pontedera ospita laboratori, imprese e centri nei quali la conoscenza può tradursi in tecnologie, servizi e nuovi mestieri. Il miglio evocato da Clementina Cruceli misura la breve distanza che separa le scuole da alcuni dei luoghi più avanzati della ricerca italiana e indica ai neodiplomati uno spazio vero nel quale mettere a frutto competenze, curiosità e aspirazioni.

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