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ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole

Centisti 2026

Settembre 9, 2026

Un cento scritto sul diploma racconta molte ore di studio e apre a una domanda: quale strada percorrere dopo la maturità? A Villa Crastan, a Pontedera, la cerimonia dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori di Pontedera e della Valdera che hanno superato l’esame di Stato con 100 o 100 e lode, ha affiancato al riconoscimento del risultato uno sguardo sulle opportunità offerte dal territorio. Il giardino della storica villa ha ospitato la tradizionale premiazione dei centisti, alla presenza degli studenti, delle famiglie e dei rappresentanti dei Comuni di residenza. I premiati sono stati 66, in maggioranza ragazze, provenienti da diversi centri della Valdera. La consegna delle pergamene, celebrata da oltre vent’anni, ha riunito dirigenti scolastici, docenti, amministratori e alcune delle realtà che animano il sistema locale della ricerca e della formazione, tra cui il Centro di Competenza ARTES 4.0. Accanto ai voti e ai nomi dei premiati è emersa così una domanda: che cosa può offrire il territorio a chi, conclusa la scuola, deve scegliere dove studiare, lavorare o mettere alla prova le proprie capacità? ARTES 4.0 e il legame con Pontedera A portare il punto di vista di ARTES 4.0 è stata Clementina Cruceli, Coordinatrice e Vicedirettrice Esecutiva del Centro di Competenza. Il suo intervento è partito da una vicenda personale legata alla storia scientifica del territorio: gli studi in Ingegneria Biomedica a Pisa, la formazione e il lavoro alla Scuola Superiore Sant’Anna, fino all’incarico assunto in ARTES 4.0. Il percorso raccontato ai neodiplomati mostra come Pontedera possa offrire le condizioni per costruire una carriera scientifica e professionale, valorizzando competenze maturate nelle scuole, nelle università, nei laboratori e nelle imprese locali. ARTES 4.0 è uno degli otto Centri di Competenza italiani nati, nell’ambito del Piano Industria 4.0, per accompagnare le imprese nell’adozione delle tecnologie digitali avanzate. La collocazione della sede nel territorio pontederese deriva dalla concentrazione, in uno spazio ristretto ma incredibilmente prolifico, di competenze nella robotica, nell’intelligenza artificiale, nella bioingegneria, nel design e nei processi industriali. Un patrimonio che colloca l’area tra i principali poli italiani dedicati allo sviluppo e all’applicazione delle tecnologie avanzate. Clementina Cruceli ha descritto questo sistema attraverso il concetto di Innovation Mile: un miglio dell’innovazione nel quale convivono Il Centro di Competenza ARTES 4.0, l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, l’incubatore Pont-Tech, Piaggio, imprese tecnologiche, startup fondate da giovani imprenditori e realtà formative come l’Istituto Modartech. La forza dell’Innovation Mile supera la vicinanza geografica. Laboratori, aziende e percorsi di formazione alimentano una circolazione di persone e conoscenze che consente a un progetto di ricerca di incontrare un’applicazione industriale, a uno studente o a una studentessa di entrare in contatto con un’impresa e a una giovane iniziativa imprenditoriale di accedere a competenze specialistiche. Studiare l’intelligenza artificiale per guidarne l’uso Nel dialogo con i centisti ha trovato spazio anche l’intelligenza artificiale, spesso osservata attraverso due reazioni opposte: la paura e un entusiasmo privo di riserve. Entrambi gli atteggiamenti possono lasciare in secondo piano la comprensione reale della tecnologia. Studiare l’IA, ha spiegato Clementina Cruceli, significa imparare a riconoscerne capacità, limiti e conseguenze. Alla competenza tecnica devono affiancarsi consapevolezza, senso etico e capacità di valutare gli scopi per i quali viene impiegato uno strumento tanto potente. Per i ragazzi e le ragazze che si preparano a entrare nell’università o nel mondo del lavoro, questa alfabetizzazione attraverserà quasi ogni ambito professionale, dalla medicina alla manifattura, dalla comunicazione alla progettazione. L’invito rivolto ai premiati e alla premiate è stato quindi a proseguire la propria formazione mantenendo lo sguardo su ciò che già esiste intorno a loro. Pontedera ospita laboratori, imprese e centri nei quali la conoscenza può tradursi in tecnologie, servizi e nuovi mestieri. Il miglio evocato da Clementina Cruceli misura la breve distanza che separa le scuole da alcuni dei luoghi più avanzati della ricerca italiana e indica ai neodiplomati uno spazio vero nel quale mettere a frutto competenze, curiosità e aspirazioni.

ARTES 4.0 ottiene la certificazione ISO 9001:2015

ARTES ISO

Settembre 3, 2026

Il Centro di Competenza ARTES 4.0 ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001:2015 con riferimento ai servizi ingegneristici in ambito IT e Robotica. Rilasciata a seguito della valutazione di un organismo terzo, la certificazione attesta la conformità del sistema di gestione ai requisiti della norma internazionale. Le imprese possono utilizzare questa attestazione nella selezione e nella qualificazione di ARTES 4.0 come partner tecnologico. Quando un’azienda affida un’attività ingegneristica, valuta le competenze tecniche e il modo in cui verrà organizzato il lavoro. Definire i requisiti del progetto, assegnare le responsabilità, verificare le attività e gestire eventuali problemi sono aspetti che incidono sulla collaborazione tra le parti. La ISO 9001:2015 stabilisce requisiti per la gestione di questi aspetti, attraverso un approccio basato sull’attenzione al cliente, sul controllo dei processi, sulla valutazione dei rischi e delle opportunità e sul miglioramento continuo. Per ARTES 4.0, la qualità della gestione accompagna il trasferimento tecnologico: aiutare le imprese a individuare, sperimentare e adottare tecnologie coerenti con le proprie esigenze produttive. In questo lavoro, le scelte tecniche tengono conto degli obiettivi del progetto, dei vincoli operativi e delle condizioni di utilizzo delle soluzioni. La certificazione offre alle aziende e ai loro uffici tecnici e acquisti un riferimento documentato sul sistema di gestione dei servizi ingegneristici, da affiancare alla valutazione delle competenze e dell’esperienza del Centro.

World Robot Conference 2026: la vera innovazione non sono solo i robot

WRC 2026 Pechino

Agosto 26, 2026

Chi sta guidando la corsa mondiale agli umanoidi? Alla World Robot Conference 2026 la risposta non era soltanto nelle macchine capaci di camminare, afferrare oggetti, mantenere l’equilibrio o interagire con le persone. Era anche nei volti dei loro fondatori: una nuova generazione di imprenditori con una solida preparazione scientifica e ingegneristica, diventati protagonisti di uno dei settori tecnologici più competitivi al mondo. La presenza di ARTES 4.0 come International Supporting Organization, rafforzata dagli interventi di due plenary speaker, ha avuto l’obiettivo di osservare da vicino questa trasformazione e tradurla in opportunità reali per le imprese italiane, collegando attraverso il Centro RoboCom e ricerca, trasferimento tecnologico e validazione. ARTES 4.0 dentro il confronto internazionale ARTES 4.0 ha partecipato alla World Robot Conference tra le International Supporting Organizations e ha contribuito al programma scientifico con due plenary speaker, portando nel dibattito una presenza costruita su due piani collegati: il trasferimento tecnologico di ARTES 4.0 e del Centro RoboCom, e la ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Socio Fondatore del Centro di Competenza. Nella più recente edizione dello ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, la Scuola Sant’Anna si colloca al settimo posto a livello mondiale e al secondo in Europa nella Robotics Science & Engineering. Il Prof. Antonio Frisoli, Presidente di ARTES 4.0, è intervenuto con la plenary lecture “Embodied AI for Human Empowerment and Well-Being: From Intelligent Humanoids to Wearable Robots”. Il suo contributo ha spostato l’attenzione dalla sola autonomia delle macchine alla capacità dell’embodied AI di ampliare le possibilità delle persone, sostenere il movimento, favorire la riabilitazione e migliorare il benessere. “A Pechino - ha spiegato il Prof. Antonio Frisoli a margine del suo intervento - abbiamo visto quanto rapidamente l’intelligenza artificiale stia entrando nei corpi dei robot. La maturità di queste tecnologie si misura nella capacità di utilizzare nuovi foundational models l’acquisizione di nuove competenze da parte dei sistemi robotici sempre più avanzati, misurabile nella loro capacità di generalizzare a situazioni nuove e ad interagire con ambienti non strutturati e persone”. Il Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0, Professore Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna e Chief Scientist dei Dubai Future Laboratories, ha presentato “Application Scenarios Define the Future Form of Robot Companions”. La sua tesi indica un cambio di prospettiva: non esiste una forma robotica valida per ogni bisogno. Sono gli scenari d’uso a definire il corpo, i sensi, l’interfaccia e il grado di autonomia più adatti. “Seguendo la World Robot Conference sin dalla prima edizione - ha fatto presente il Prof. Dario - il cambiamento più evidente è il passaggio dai singoli prototipi a un ecosistema capace di sviluppare, produrre e migliorare i robot con una velocità straordinaria. Il futuro non sarà però definito da un’unica forma robotica: saranno le applicazioni, gli ambienti e i bisogni delle persone a determinare il corpo, i sensi e il livello di autonomia dei robot companion”. Il Prof. Dario partecipa infatti alla World Robot Conference sin dalla prima edizione del 2015, quando l’appuntamento non aveva ancora raggiunto l’eco industriale e mediatica di oggi. Questa continuità consente di leggere la trasformazione della WRC lungo un arco di oltre dieci anni: dai prototipi di ricerca a un ecosistema nel quale tecnologia, produzione, investimenti e applicazioni si influenzano a vicenda. Il programma ha ospitato anche gli interventi dei vertici delle principali aziende di humanoid robotics. Wang Xingxing ha discusso il passaggio dagli exhibit ai prodotti, mentre Juha Röning, Vice President Research di euRobotics, ha affrontato opportunità e criticità dell’era dell’embodied AI dal punto di vista europeo. Röning ha richiamato i principi di una robotica incentrata sulla persona, sostenibile e responsabile, capace di lavorare con l’essere umano senza ridurre l’innovazione a una semplice sostituzione del lavoro. La Formula 1 della robotica Dal 19 al 23 agosto, il distretto tecnologico di Yizhuang a Pechino ha ospitato 373 imprese nazionali e internazionali, 3.000 prodotti e 311 novità. La dimensione internazionale ha coinvolto organizzazioni, delegazioni e partecipanti provenienti da 26 Paesi. Numeri che descrivono la scala raggiunta dalla World Robot Conference, ma che non bastano a raccontarne il valore. Per densità di ricerca, componentistica, capitali e velocità di sviluppo, la manifestazione può essere letta come una sorta di Formula 1 della robotica. Nei padiglioni si sono incontrati umanoidi, quadrupedi, mani robotiche, sensori tattili, attuatori, sistemi di visione, piattaforme di addestramento e soluzioni già pensate per la fabbrica, la logistica, la sanità, l’assistenza e i servizi. Il paragone non significa che ogni dimostrazione sia già pronta a trasformarsi in un prodotto. Come nelle competizioni più avanzate, la WRC porta tecnologie, componenti e modelli al limite delle loro prestazioni. Il vero traguardo arriva quando quel patrimonio raggiunge un ambiente reale, lavora in sicurezza e genera valore misurabile. Una generazione di founder tecnici Tra i molti elementi emersi dal WRC 2026, forse quello più significativo non riguarda tanto la varietà sorprendente di robot umanoidi in mostra o le loro prestazioni tecniche, quanto piuttosto il modello industriale che ne sta alla base. È un aspetto che rischia di passare in secondo piano rispetto allo spettacolo delle macchine, ma che ne rivela la reale portata strategica. Il dato che colpisce è che a progettare e produrre questi robot, sia l'hardware sia il software che li governa, non sono le grandi imprese manifatturiere tradizionali, pur numerose e solidissime in Cina, ma un ecosistema fitto e dinamico di startup. Si tratta di un fenomeno che la Cina ha deliberatamente coltivato, costruendo le condizioni perché nascesse e prosperasse. Queste nuove imprese sono guidate da imprenditori giovani, spesso poco più che trentenni, con una formazione accademica di altissimo livello: la maggioranza possiede un dottorato di ricerca conseguito nelle migliori università cinesi, come Tsinghua, Peking University, Zhejiang University, solo per citarne alcune, e non di rado ha maturato esperienze di studio o ricerca anche all'estero. Sono profili tecnicamente preparati, animati da una forte motivazione imprenditoriale, capaci di muoversi con naturalezza in reti internazionali di conoscenze, collaborazioni e mercati. Un secondo elemento chiave è il grado di interconnessione di questo tessuto imprenditoriale. Non si tratta di startup isolate che competono in modo frammentato, ma di un sistema reticolare in cui le imprese dialogano tra loro, condividono fornitori e competenze, e mantengono legami stretti e continuativi con il mondo accademico. Le università non sono un semplice bacino di reclutamento, ma partner attivi nella ricerca applicata, spesso incubatori diretti da cui le startup stesse hanno origine. A completare il quadro c'è un terzo fattore, altrettanto decisivo: il sostegno pubblico. Le amministrazioni cinesi, a livello centrale e locale, seguono con grande attenzione questo settore, lo considerano strategico per la competitività industriale e tecnologica del paese, e mettono in campo strumenti concreti di supporto, dagli incentivi fiscali alle infrastrutture dedicate, fino a politiche mirate di attrazione dei talenti. A questo si affianca una disponibilità di capitali coerente con l'ambizione del progetto: fondi di venture capital, capitali statali e investitori privati alimentano un flusso di risorse che consente alle startup di scalare rapidamente, senza dover attraversare le fasi di crescita lente e incerte tipiche di altri contesti. Il risultato è un modello che combina in modo efficace quattro ingredienti raramente presenti insieme con questa intensità: capitale umano di eccellenza, integrazione stretta tra ricerca e impresa, capitali abbondanti e pazienti, e una regia pubblica che orienta e accelera senza soffocare l'iniziativa privata. È questa architettura di sistema, più della singola innovazione tecnologica, a rendere la robotica umanoide cinese un caso davvero eclatante e meritevole di grande attenzione. Tra le immagini più forti della WRC 2026 non ci sono soltanto robot che ballano, corrono o ordinano oggetti. C’è dunque una platea imprenditoriale giovane che unisce conoscenza tecnica, ambizione industriale e una comunicazione diretta con investitori, istituzioni, media e nuovi talenti. Un caso ben noto è quello di Wang Xingxing, fondatore e chairman di Unitree. A 36 anni è già uno dei volti pubblici dell’industria robotica cinese. Il debutto di Unitree alla Borsa di Shanghai ha coinciso con l’apertura della Conferenza, amplificando l’attenzione su una società passata in pochi anni dai quadrupedi ai robot umanoidi e oggi impegnata a sviluppare i modelli che ne governano il comportamento. Nel programma della conferenza, Wang è intervenuto su “From Exhibits to Products: The Next Decade of the Humanoid Robot Industry”. Accanto a lui hanno trovato spazio fondatori e amministratori delegati di aziende come Galbot, RobotEra, X Square e altre realtà nate attorno all’embodied AI. È il segnale di un sistema che propone ai giovani altamente qualificati una traiettoria visibile: dalla ricerca alla startup, dalla prototipazione alla produzione, fino all’accesso ai capitali. Questi founder assumono un ruolo simile a quello delle figure più riconoscibili nello sport o nell’economia digitale: catalizzano attenzione e rendono la robotica un campo professionale aspirazionale. Dietro la notorietà ci sono anni di lavoro su meccanica, elettronica, controllo, intelligenza artificiale e processi produttivi. È proprio questa combinazione tra cultura ingegneristica e iniziativa imprenditoriale a rendere solido il fenomeno. Dai corpi ai “cervelli” dei robot La prima fase della corsa agli umanoidi ha concentrato l’attenzione sul corpo: equilibrio, locomozione, autonomia energetica, capacità di carico, destrezza delle mani e costo dei componenti. La WRC 2026 ha mostrato anche una nuova frontiera. La nuova frontiera degli investimenti si sta spostando verso il “cervello” dei robot, cioè verso i modelli capaci di trasformare percezione e istruzioni in azioni nel mondo fisico. L’embodied AI, o intelligenza artificiale incorporata, non si limita a elaborare testo e immagini. Percepisce l’ambiente, ne comprende la struttura, prevede le conseguenze di un movimento, coordina il corpo e corregge gli errori mentre svolge un’attività. In un contesto industriale o domestico non ci sono due situazioni perfettamente identiche: cambiano gli oggetti, le distanze, le persone, la luce e gli imprevisti. Da qui nasce l’attenzione per i modelli VLA, Vision-Language-Action, che collegano ciò che il robot vede, le istruzioni linguistiche e le azioni da eseguire. Il confronto si sta già estendendo ai World Models e ai World Action Models, progettati per costruire una comprensione predittiva del mondo fisico. Tatto e forza completano il quadro: una mano robotica non deve soltanto riconoscere un bicchiere, ma capire quanta pressione applicare, percepire uno scivolamento e adattare la presa. Durante la conferenza è emerso che il capitale non si concentra più soltanto sui robot completi. Si distribuisce verso modelli fondazionali, controllo, capacità di calcolo, raccolta di dati, sensori tattili e componenti critici. Wang Xingxing ha indicato i World Models come una importante area di investimento di Unitree in termini di risorse e personale. La vera prova comincia fuori dai padiglioni La spettacolarità degli umanoidi non nasconde le sfide da superare. Molti robot restano più convincenti durante una dimostrazione controllata che davanti alla variabilità di una linea produttiva, di un magazzino o di una casa. Affidabilità per migliaia di ore, sicurezza accanto alle persone, manutenzione, ripetibilità e ritorno dell’investimento separano un prototipo interessante da una soluzione industriale. La stessa industria cinese appare consapevole di questo passaggio. Il tema della WRC 2026, “Human-Robot Symbiosis, Production-Demand Convergence”, ha messo in relazione convivenza tra persone e robot con incontro tra offerta tecnologica e domanda reale. Non basta chiedere che cosa sappia fare una macchina. Occorre capire per chi debba lavorare, in quale ambiente, con quali livelli di autonomia e con quale valore rispetto alle alternative disponibili. Il ritmo cinese genera un’enorme quantità di tecnologie da osservare, selezionare e valutare. Proprio per questo cresce il bisogno di prove comparative, protocolli, dati e ambienti nei quali verificare prestazioni, sicurezza, usabilità e capacità di integrazione prima dell’investimento. Cina ed Europa: collegare punti di forza differenti La Cina mette in campo una scala produttiva, una velocità di iterazione e una capacità di mobilitare startup, università e capitale difficili da eguagliare. L’Europa e l’Italia possiedono competenze riconosciute nella robotica incentrata sulla persona, nella sicurezza, nella qualità industriale, nella ricerca e nella validazione di tecnologie destinate a operare accanto agli esseri umani. La possibilità più interessante consiste nel collegare questi punti di forza. Le imprese italiane possono incontrare nuove piattaforme, componenti e partner industriali; l’ecosistema cinese può trovare in Italia competenze per valutare affidabilità, usabilità, conformità, integrazione e impatto nei processi reali. Il Centro RoboCom di ARTES 4.0 nasce proprio con questa funzione: mettere imprese e organizzazioni nelle condizioni di provare robot, confrontare soluzioni e misurare i risultati prima di investire. Umanoidi, quadrupedi, cobot, robot indossabili e sistemi di teleoperazione acquistano valore quando vengono esaminati sulla base di un caso d’uso, non della sola prestazione dimostrativa. Portare l'intelligenza nel mondo fisico La prossima rivoluzione della robotica consisterà nel portare l’intelligenza nel mondo fisico e nel trasformarla in applicazioni capaci di generare valore per le persone, l’industria e la società. La World Robot Conference 2026 mostra che la Cina sta affrontando questa corsa con velocità, scala e una nuova generazione di imprenditori tecnici. ARTES 4.0 intende trasformare l’osservazione di questo processo in collaborazioni, prove e occasioni reali per le imprese italiane. Dal World Robotics Forum emerge un ecosistema nella quale startup, università di prestigio, istituti di ricerca, produttori di componenti, piattaforme di prova, grandi gruppi industriali e investitori operano lungo lo stesso percorso. Le idee nate nei laboratori trovano soggetti disposti a trasformarle in prototipi. I prototipi incontrano fornitori di motori, giunti, batterie, sensori, telecamere e mani. Gli integratori li portano dentro scenari produttivi, mentre il capitale si distribuisce tra hardware, dati, software, infrastrutture di calcolo e applicazioni. La disponibilità di fabbriche e catene di fornitura riduce i tempi che separano una nuova soluzione dalla sua prima prova industriale.

Robots to test before you invest: ARTES 4.0 launches RoboCom, Italy’s first Center on Robot Companions

Luglio 3, 2026

What if companies could test a robot before integrating it into their operations? They could measure its performance, safety, usability and operational impact. They could determine whether a robotics or artificial intelligence solution can improve a process, automate repetitive tasks or support service delivery. They could also evaluate how a robot should be designed, in terms of form, interaction and user experience, to ensure effective integration into human and organisational environments. These are the objectives behind the new ARTES 4.0 Center on Robot Companions (RoboCom), a facility dedicated to the experimentation, evaluation and applied design of humanoid and animaloid robots, drones, robotic interfaces and immersive systems. All technologies are physically available on-site for testing, development and validation. Already operational and located at the ARTES 4.0 headquarters on Viale Piaggio in Pontedera, RoboCom will be officially inaugurated in autumn 2026. With an area of approximately 520 square metres, more than 25 pieces of advanced equipment and a total investment of €1.2 million, RoboCom is the first centre of its kind in Italy and among the few in Europe entirely dedicated to the applied experimentation of companion robotics and AI-powered systems for perception, control, interaction, data analysis and decision support. The Center is designed to help companies, public bodies and organisations move from curiosity about robotics to evidence-based decision-making. By testing robots before adoption and measuring their impact before investment, organisations can significantly reduce the technological, economic and operational risks associated with introducing new robotic solutions. RoboCom focuses on technologies that have already reached a high level of maturity and are ready to be integrated into real operational processes.                 From performance testing to trustworthy adoption Beyond technical validation, RoboCom addresses a broader challenge: ensuring the quality, reliability and responsible use of robotics and AI systems. Each solution is assessed not only for the performance it can deliver, but also for its traceability, transparency, governance and operational controllability. The objective is to ensure that robots and intelligent systems can be introduced into real-world environments safely, responsibly and in compliance with ethical, professional and regulatory principles. This assurance function represents one of RoboCom’s distinctive features and positions the Center as an advanced technology-transfer facility for companion robotics and artificial intelligence. RoboCom is part of ARTES 4.0, the national Competence Center selected by the Italian Ministry of Enterprises and Made in Italy and specialised in robotics and AI. Companies therefore gain access to the expertise and research capabilities of ARTES 4.0’s nationwide ecosystem, including those of the Sant’Anna School of Advanced Studies, a founding member of the Competence Center and an international reference point in robotics, biorobotics, artificial intelligence and human-machine interaction. In the latest edition of the ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, Sant’Anna ranked seventh worldwide and second in Europe in Robotics Science & Engineering. A complete infrastructure for real-world experimentation RoboCom provides a technological infrastructure capable of simulating a wide range of application scenarios, including: Humanoid robots for service and assistance tasks; Quadruped robots for monitoring and inspection activities; Bionic torsos for studying advanced forms of human-machine communication; Drones and 3D acquisition systems for environmental reconstruction; Wearable technologies, immersive headsets and teleoperation platforms; Advanced 3D printing systems and computing infrastructure; Dedicated environments for testing AI applications and robot-control systems. One of RoboCom’s defining characteristics is its technological neutrality. The infrastructure is not tied to any specific manufacturer or platform, enabling comparative evaluation across different technologies, configurations and use cases. This allows organisations to base investment decisions on objective and comparable data, selecting the solutions that best match their operational requirements.                 Designing companions, not just machines Alongside technology testing, RoboCom develops applied research and design activities focused on the concept of robotic companionship. The Center evaluates aspects such as form, behaviour, movement, interfaces, autonomy levels, perceived safety and contextual fit. The goal is to understand not only whether a robot functions correctly, but whether it can be effectively accepted and integrated into the environments where it will operate. Particular attention is devoted to user experience, trust, interaction quality and the robot’s ability to fit seamlessly into existing processes without introducing unnecessary complexity.                 An interdisciplinary approach to robotics and AI Companion robotics raises questions that go far beyond technology, encompassing ethics, philosophy, social acceptance, responsibility and organisational impact. For this reason, RoboCom combines technical assessment with interdisciplinary expertise capable of evaluating the broader implications of deploying intelligent systems. Every application can be analysed in relation to the human and social contexts in which it will be introduced. It is further enriched by the connection with the Robo-Philosophy Group at the Sant’Anna School of Advanced Studies, which recently launched the Seasonal School Robo-Philosophy: Dimensions of Co-Agency, dedicated to exploring the philosophical, political, social and ethical dimensions of collaboration between humans and robotic systems. ARTES 4.0 approaches innovation as a process that combines scientific excellence, technological capability, regulatory awareness and social responsibility. RoboCom has therefore been created not only to verify whether a technology works, but also to determine whether it can be adopted safely, responsibly and sustainably.                 A national network supporting technology transfer RoboCom is part of a broader network of facilities that strengthens ARTES 4.0’s capacity to support companies throughout Italy. Alongside the headquarters in Pontedera, the Center is connected to facilities in Palermo, Olbia and Jesi. It also contributes to the Joint Lab established with CIM in Turin, dedicated to robotics for manufacturing industries, while supporting additional international initiatives aimed at expanding technology-transfer services on a global scale. Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0 «With the Center on Robot Companions - underlines Prof. Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0 - a new phase opens for technology transfer in our territory. Pontedera has always been a place where industry, research and a vision of the future meet: from its great manufacturing tradition to the birth of internationally renowned scientific expertise in robotics. This Centre gathers that legacy and projects it towards the frontier of robots entering workplaces, services and everyday life. And it has chosen to do so through an open infrastructure that allows companies to approach robotics with the support of the best research». Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0 “«The competitiveness of companies will increasingly depend on the ability to experiment with advanced technologies before adopting them - explains Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0 -. One challenge for the Centre, for example, is verifying the actual ability to program the new advanced humanoid robotics platforms to carry out real tasks in industrial contexts, using the most modern Visual Action Models, which allow robots to be trained based on the presentation of examples. Precisely for this reason, the Centre has also equipped itself with a computing infrastructure that makes it possible to validate different generative AI models for robot control». With the Center on Robot Companions, ARTES 4.0 offers companies a place where they can carry out these checks before investing: «Physical AI makes this challenge even more concrete because it brings artificial intelligence inside machines capable of perceiving, moving and acting in the real world»

EuAReman 2026: a Palermo il primo workshop internazionale Europa-Africa sul remanufacturing

euareman

Giugno 20, 2026

Dal 7 al 9 ottobre 2026 Palermo ospiterà EuAReman 2026 – 1st International Europe-Africa Workshop on Remanufacturing, il primo workshop internazionale dedicato alla collaborazione tra Europa e Africa nel campo del remanufacturing, dell’economia circolare e della manifattura sostenibile. L’iniziativa è promossa da CNR-ICAR, SIR – Società Italiana Remanufacturing e University of Strathclyde, con l’Università degli Studi di Palermo nel ruolo di organizzatore ospitante. Tra i partner figurano l’European Remanufacturing Council, WayPoint in qualità di Gold Sponsor, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo come Bronze Sponsor e una rete di organizzazioni europee e africane impegnate nello sviluppo di nuovi modelli industriali circolari. Anche ARTES 4.0 partecipa ai lavori, riconoscendo nel remanufacturing uno degli ambiti nei quali sostenibilità ambientale, trasformazione industriale e tecnologie abilitanti possono produrre un impatto concreto sulla competitività delle imprese. Una piattaforma di confronto tra ricerca e industria EuAReman 2026 nasce per mettere in relazione ricercatrici e ricercatori, imprese, startup, innovatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai due continenti. Il workshop affronterà il remanufacturing non soltanto come processo di recupero dei prodotti giunti alla fine del primo ciclo di utilizzo, ma come un nuovo paradigma industriale. Rigenerare un bene significa riportarlo a condizioni prestazionali definite attraverso attività di ispezione, smontaggio, recupero dei componenti, sostituzione delle parti usurate, ricostruzione, verifica e certificazione. Si tratta di un approccio capace di prolungare la vita utile dei prodotti, ridurre il consumo di materie prime, limitare rifiuti ed emissioni e creare nuove filiere produttive e professionali. Il programma, articolato in tre giornate, comprenderà keynote internazionali, presentazioni scientifiche e tecniche, casi industriali e tavole rotonde. I lavori si svolgeranno nelle strutture del CNR di Palermo e, durante la terza giornata, a Palazzo Chiaramonte-Steri. La Call for Contributions La conferenza ha aperto una Call for Contributions rivolta a università, centri di ricerca, ricercatrici, ricercatori, imprese, startup e innovatori interessati a partecipare al dibattito internazionale sul futuro del remanufacturing. Non sono richiesti esclusivamente studi accademici già conclusi. La call intende raccogliere anche casi applicativi, sperimentazioni, tecnologie emergenti, esperienze aziendali, problemi produttivi ancora irrisolti e opportunità di ricerca o collaborazione. I contributi selezionati potranno essere presentati durante il workshop davanti a una platea internazionale composta da rappresentanti del mondo scientifico, industriale e istituzionale europeo e africano. Sono previste due modalità di partecipazione: Extended abstract Un contributo della lunghezza massima di due pagine, redatto utilizzando il template ufficiale di EuAReman 2026. Poster Una modalità particolarmente adatta a imprese, startup, gruppi di ricerca e innovatori che desiderano illustrare casi applicativi, prototipi, sperimentazioni, tecnologie o soluzioni in fase di sviluppo. La nuova scadenza per l’invio degli extended abstract e dei poster è fissata a sabato 18 luglio 2026. La comunicazione degli esiti è prevista entro il 31 luglio. I temi della call La Call for Contributions accoglie proposte scientifiche, tecnologiche, industriali e concettuali dedicate, tra gli altri, ai seguenti temi: design for remanufacturing; tecnologie per il remanufacturing; robotica e automazione; intelligenza artificiale e dati industriali; ispezione e controllo dei componenti; tecnologie digitali per l’industria circolare; tracciabilità dei prodotti; Digital Product Passport; certificazione dei prodotti rigenerati; green supply chain e reverse logistics; Life Cycle Assessment e valutazione ambientale; recupero di materiali e componenti; modelli di business sostenibili; politiche industriali e standard; trasferimento tecnologico; formazione e capacity building; collaborazione scientifica e industriale tra Europa e Africa. Il ruolo delle tecnologie abilitanti Il remanufacturing continua a occupare una quota ridotta rispetto alla produzione manifatturiera convenzionale, nonostante le sue potenzialità ambientali, economiche e industriali. Per portare questi processi su una scala più ampia servono sistemi capaci di riconoscere lo stato di usura dei prodotti, valutarne la possibilità di recupero, automatizzare le operazioni più complesse e certificare le prestazioni ottenute. Robotica, intelligenza artificiale, computer vision, sensoristica, automazione, gemelli digitali, tracciabilità e analisi dei dati possono rendere il remanufacturing più preciso, produttivo e replicabile. Queste tecnologie consentono di decidere quali componenti recuperare, ottimizzare le lavorazioni, ridurre l’incertezza sulla qualità del risultato e costruire processi industriali economicamente sostenibili. La capacità di applicare queste soluzioni ai prodotti già utilizzati può modificare profondamente il loro ciclo di vita, trasformandoli da beni destinati allo smaltimento in risorse da reinserire nei processi produttivi. Un’opportunità per imprese e startup Per imprese, startup e partner industriali, EuAReman 2026 offre la possibilità di portare nel confronto internazionale esigenze produttive, casi reali, prototipi, tecnologie e sperimentazioni. La partecipazione permette di entrare in contatto con ricercatori, professionisti, istituzioni e operatori attivi nella trasformazione sostenibile dell’industria, individuando competenze complementari e nuove opportunità di collaborazione, ricerca e trasferimento tecnologico. Le aziende possono anche valutare l’adesione al programma di sponsorship, contribuendo alla costruzione di una comunità internazionale dedicata al remanufacturing e associando il proprio nome a un ambito destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie industriali. Sono previsti tre livelli di sponsorizzazione: Bronze Sponsor: contributo compreso tra 500 e 1.000 euro; Silver Sponsor: contributo compreso tra 1.000 e 5.000 euro; Gold Sponsor: contributo superiore a 5.000 euro. L’invito al network ARTES 4.0 ARTES 4.0 invita soci, partner, imprese, startup, università, centri di ricerca e gruppi di innovazione del proprio network a consultare la call, valutare la presentazione di un contributo e diffondere l’opportunità all’interno delle rispettive organizzazioni. EuAReman 2026 può diventare uno spazio concreto nel quale condividere conoscenze, far emergere problemi industriali ancora aperti e costruire nuove collaborazioni tra Europa e Africa intorno a remanufacturing, economia circolare, manifattura sostenibile e tecnologie abilitanti. Scadenza per extended abstract e poster: 18 luglio 2026 Date del workshop: 7–9 ottobre 2026 Luogo: Palermo CONSULTA IL PROGRAMMA

La Nautica Toscana: innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione | Viareggio (LU), 23 giugno

std nautica toscana

Maggio 28, 2026

La nautica toscana è la filiera dei grandi cantieri, delle PMI altamente specializzate, delle competenze artigiane, dei porti, della ricerca, del turismo, delle tecnologie e dei mercati internazionali. L’evento “La Nautica Toscana: innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione”, in programma il 23 giugno 2026 a Viareggio, nasce per riunire attorno allo stesso tavolo i protagonisti di questo ecosistema e rispondere a una domanda: come sostenere la crescita della nautica toscana e renderla più competitiva nel mondo? Il programma guarda alla nautica da più angolazioni: le politiche industriali, il ruolo delle istituzioni, la forza dei cantieri, la portualità turistica, il contributo delle piccole imprese, la formazione delle nuove professionalità. La dimensione tecnologica dell’iniziativa è al centro di uno dei momenti più qualificanti quando si parlerà di materiali innovativi e riciclabili, nautica a zero emissioni, motori ibridi, elettrici e a idrogeno, intelligenza artificiale, digitalizzazione della progettazione e nuovi modelli di manutenzione. In questo scenario ARTES 4.0 mette a disposizione della filiera nautica un presidio tecnologico che affianca le imprese nella trasformazione di un bisogno industriale in un percorso di innovazione tecnologica fondato su competenze specialistiche, ricerca applicata e sperimentazione. LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO E PRENOTA IL TUO POSTO IN SALA

Reliable Autonomous Systems: From Research Lab to Real-World Deployment | Zagabria, 28 maggio

Realiable Autonomous Systems

Maggio 26, 2026

Workshop internazionale “Reliable Autonomous Systems: From Research Lab to Real-World Deployment”, in programma giovedì 28 maggio 2026, dalle 9:00 alle 14:00, presso il FER – Faculty of Electrical Engineering and Computing dell’Università di Zagabria, con possibilità di partecipazione anche online. Il  workshop è organizzato nell’ambito di ERAS 2026 – IEEE RAS International Conference on Engineering Reliable Autonomous Systems ed è promosso dagli EDIH CROBOHUB++ e ARTES 5.0, con il supporto del progetto AIFORS, del FER – University of Zagreb e del Centro di Competenza nazionale ARTES 4.0. Obiettivo dell’iniziativa, alla quale parteciperanno anche Soci di ARTES 4.0 e aziende beneficiarie di bandi e finanziamenti, è presentare casi di successo legati a sistemi autonomi e reliable, valorizzando il trasferimento tecnologico dal laboratorio al real-world deployment attraverso applicazioni concrete sviluppate nell’ambito delle attività di ARTES 4.0 e ARTES 5.0, favorendo lo scambio di buone pratiche, esperienze e competenze tra tutti gli attori coinvolti. Il programma Sono previste sette sessioni dedicate a altrettanti ambiti applicativi: soluzioni di mobilità autonoma robotica marittima robotica per la logistica sistemi affidabili in ambito sanitario sicurezza dei sistemi autonomi droni autonomi modelli di trasferimento tecnologico attraverso l’ecosistema EDIH È prevista una tavola rotonda finale sul tema “What do SMEs really need to deploy reliable autonomy?”, seguita da un momento di networking per i partecipanti in presenza. LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO La partecipazione al workshop è gratuita, previa registrazione. Per chi non è già iscritto alla conferenza ERAS 2026 è necessario registrarsi tramite questo form.

ICTUS: nasce STRIKE, il dispositivo predittivo di supporto al personale medico per valutare l’entità del rischio ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale

STRIKE

Maggio 25, 2026

Predire l’entità del rischio di trombi e la possibilità di sviluppo di ictus nei e nelle pazienti affetti da fibrillazione atriale, integrando i criteri clinici attualmente impiegati in una innovativa piattaforma sviluppata con algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning addestrati su un insieme di dati basati sulle caratteristiche anatomiche individuali e sulla simulazione del comportamento del flusso sanguigno. È l’obiettivo di STRIKE, STroke RIsK prEdiction in Atrial Fibrillation, il progetto di ricerca e sviluppo avviato dal Centro di Competenza ARTES 4.0, dalla Fondazione Ri.MED e da Xenia Progetti, finalizzato alla realizzazione di un dispositivo biomedico che supporti in modo del tutto nuovo le decisioni cliniche nella valutazione del rischio tromboembolico. La fibrillazione atriale, una patologia che colpisce oltre 50 milioni di persone nel mondo e che rappresenta l’aritmia cardiaca prolungata più comune a livello globale - 4,5 milioni in Europa e un milione in Italia, con stime destinate a crescere rapidamente a causa del progressivo invecchiamento della popolazione - è un’alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata da battiti irregolari ed è una delle condizioni associate alla formazione di trombi e al rischio di complicanze gravi, tra cui l’ictus. Uno degli elementi più critici riguarda l’auricola atriale sinistra, una piccola struttura dell’atrio che presenta una morfologia diversa da paziente a paziente. Nei soggetti con fibrillazione atriale questa regione può perdere la propria normale capacità di contrazione e contribuire alla formazione di coaguli: si stima infatti che oltre il 90% dei trombi associati a questa condizione si formi proprio in questa regione del cuore. Per rispondere a questa esigenza, STRIKE svilupperà una piattaforma digitale capace di trasformare le immagini cliniche in modelli tridimensionali e di integrarli con simulazioni numeriche e algoritmi di intelligenza artificiale per supportare la valutazione del rischio. Il sistema sarà progettato per elaborare le immagini TAC del paziente, segmentare automaticamente l’auricola atriale sinistra, generarne una ricostruzione tridimensionale e simulare la fluidodinamica del sangue all’interno della struttura anatomica analizzata. L’elaborazione consentirà di ottenere un indice di rischio tromboembolico basato su dati anatomici e fluidodinamici del singolo/a paziente a supporto della valutazione clinica, della prognosi e della pianificazione terapeutica, che saranno integrati con i parametri clinici tradizionali basati su storia del paziente, età e presenza di altre patologie. La piattaforma potrà essere utilizzata dal personale sanitario sia in modalità as-a-service sia attraverso installazione on-premise, in funzione delle esigenze organizzative e infrastrutturali delle strutture cliniche. Il progetto nasce dall’integrazione di competenze scientifiche, tecnologiche e industriali. La Fondazione Ri.MED, un’istituzione internazionale di eccellenza focalizzata sulla ricerca biomedica e biotecnologica con sede a Palermo nata da una collaborazione pubblico-privata tra il Governo Italiano, la Regione Siciliana, il CNR, l’Università di Pittsburgh e il suo centro medico,  metterà a disposizione le proprie competenze scientifiche e bioingegneristiche per la creazione del dataset sintetico di modelli dell’auricola atriale sinistra, l’applicazione dei modelli numerici e lo sviluppo delle tecniche di machine learning. ARTES 4.0, Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione sulla robotica e l’intelligenza artificiale finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, contribuirà allo sviluppo della componente tecnologica dedicata all’estrazione automatica del modello tridimensionale insieme al Socio Mediavoice, azienda deeptech specializzata nello sviluppo di software innovativi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, e si occuperà delle attività di coordinamento, comunicazione e valorizzazione dei risultati. Xenia Progetti, azienda consolidata nel settore dell’Information Technology e Socio di ARTES 4.0, guida il progetto in qualità di capofila. L’azienda svilupperà la piattaforma software per la valutazione del rischio tromboembolico e il supporto alla pianificazione terapeutica. STRIKE traduce il modello Science-driven Innovation di ARTES 4.0 applicandolo alle tecnologie per la salute: il progetto integra ricerca scientifica, intelligenza artificiale, simulazione fisica e competenze digitali in un percorso di trasferimento tecnologico orientato a una soluzione ad alto valore clinico e applicativo, destinato a contribuire all’efficienza sanitaria grazie all’ottimale gestione di diagnosi e cura dei e delle pazienti. «Le attuali diagnosi si basano principalmente su parametri clinici costruiti su popolazioni di pazienti con caratteristiche comuni. L’obiettivo di STRIKE è sviluppare un approccio più personalizzato, integrando nel percorso clinico informazioni che oggi restano difficili da utilizzare: la forma dell’auricola atriale sinistra, il comportamento del flusso sanguigno, la variabilità individuale del paziente. Trasformare questi elementi in un supporto personalizzato per il paziente significa avvicinare la ricerca bioingegneristica alla cura delle persone in modo sempre più puntuale», dichiara Danila Vella, Responsabile Scientifico, Fondazione Ri.MED. «Siamo fieri di guidare un progetto che intende superare la dimensione sperimentale per dialogare con le esigenze operative delle strutture sanitarie, semplificando l’accesso a informazioni complesse e rendendole utili nei percorsi decisionali», puntualizza Giuseppe Sorbello, Presidente di Xenia Progetti. «Il nostro contributo crea dal punto di vista innovativo le condizioni perché una tecnologia complessa possa diventare progressivamente utilizzabile e sostenibile per il sistema sanitario», prosegue Fabrizio Giacomelli, fondatore e CEO di Mediavoice. «STRIKE conferma quanto sia importante costruire connessioni strutturate tra ricerca avanzata e contesti applicativi. Abbiamo realizzato una partnership strategica e sviluppato presso la nostra sede a Palermo una linea di Bioingegneria per l’Health con l’obiettivo di fare in modo che l’innovazione che generiamo possa pienamente tradursi in strumenti capaci di supportare la salute dei cittadini e delle cittadine», conclude Enza Spadoni, Responsabile della sede di ARTES 4.0 a Palermo dove si sviluppano le attività di STRIKE.

CIRCULAR POSIDONIA: dalla risorsa marina alla bioeconomia circolare | Punta Ala (GR), 28 maggio

progetto circular posidonia

Maggio 22, 2026

Circular Posidonia nasce per affrontare una sfida ambientale, scientifica e industriale: trasformare i residui spiaggiati di Posidonia oceanica da problema di gestione costiera a materia prima per una nuova filiera di bioeconomia circolare. DATA: giovedì 28 maggio 2026 ORARIO: 12-16.30 DOVE: Yacht Club Punta Ala - Castiglione della Pescaia (GR) MODALITÀ: in presenza e online PARTECIPAZIONE: gratuita con registrazione obbligatoria Il kickoff sarà il primo momento pubblico di confronto tra ricerca, territorio, istituzioni e sistema produttivo attorno a un modello replicabile di innovazione sostenibile per le aree costiere. Il progetto CIRCULAR POSIDONIA L’obiettivo del progetto è la creazione di una piattaforma prototipo di bioeconomia circolare, basata sulla valorizzazione dei residui spiaggiati di Posidonia oceanica L. (Magnoliophyta) attraverso la loro trasformazione in prodotti innovativi ed ecosostenibili di origine biologica. Questo approccio è orientato alla realizzazione di una filiera produttiva scalabile dal punto di vista industriale. Il progetto si fonda sul concetto di bio-raffineria territoriale su piccola scala. Questo modello è applicabile a qualsiasi tipologia di bio-rifiuto; il focus su Posidonia oceanica deriva dalle grandi quantità di residui generati al termine del ciclo vitale che garantisce la disponibilità di volumi sufficienti di materia prima per una prospettiva industriale. Nome del progetto: Eco-design of a Circular (Bio)Economy ONE-HEALTH Laboratory 5.0 for beached Posidonia Periodo: 2026-2031 Principal Investigator: Prof.ssa Annalisa Santucci Host Institution: ARTES 4.0 Affiliation Institution: Università di Siena Research Organization: Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Ente finanziatore: Ministero dell'Università e della Ricerca (FISA - Fondo Italiano per le Scienze Applicate) Area progettuale: Advanced Materials Il Bioeconomy Day Giovedì 28 maggio 2026 si celebra l’ottava Giornata Nazionale della Bioeconomia, promossa e coordinata dal Cluster SPRING con Assobiotec-Federchimica. L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare cittadini, imprese e istituzioni sul valore strategico di un’economia fondata sull’utilizzo sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili con la promozione di comportamenti e modelli produttivi orientati alla sostenibilità. Il Bioeconomy Day si rivolge a un pubblico ampio e diversificato: scuole, università, istituzioni, operatori del settore, giornalisti, famiglie e cittadini saranno coinvolti in attività di divulgazione e confronto, con l’obiettivo comune di costruire una cultura della bioeconomia come leva per lo sviluppo sostenibile. LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO E PRENOTA IL TUO POSTO IN SALA

Geotermia Toscana: tradizione, innovazione e comunità locali | Firenze, 13 maggio

geotermia toscana

Maggio 8, 2026

La geotermia toscana è un tema che riguarda sì l'energia, ma anche la capacità di trasformare una risorsa storica della Toscana in una infrastruttura tecnologica per la transizione energetica e la competitività industriale. Mercoledì 13 maggio 2026, dalle ore 9, nell’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze, la Casa del Made in Italy di Firenze, insieme alla Camera di Commercio di Firenze e con il supporto di ARTES 4.0 ed Energia Media, promuove una giornata di confronto dedicata alla geotermia toscana e al suo ruolo strategico per il territorio, il sistema produttivo e le filiere dell’innovazione. Il tema riguarda l’energia, ma non si esaurisce nell’energia. La sfida oggi è comprendere come una risorsa storica della Toscana possa evolvere in una vera infrastruttura tecnologica territoriale, capace di integrare ricerca applicata, monitoraggi digitali, sensoristica avanzata, automazione, analisi dei dati, recupero del calore, efficientamento degli impianti e nuove applicazioni energetiche sostenibili. Per ARTES 4.0, il valore dell’iniziativa risiede proprio in questa prospettiva: guardare alla geotermia come campo di applicazione concreto delle tecnologie digitali abilitanti, in coerenza con la missione del Centro di Competenza nazionale riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e specializzato in Robotica, Intelligenza Artificiale e tecnologie per l’innovazione industriale. La giornata metterà in dialogo istituzioni, università, imprese, ricerca e comunità locali, affrontando la geotermia da più angolazioni: governance e tutela del territorio, innovazione tecnologica, sostenibilità, comunità energetiche, filiere locali, formazione e nuove competenze green. Particolare rilievo sarà dato al panel dedicato a innovazione e sostenibilità tecnologica, con un focus su efficienza degli impianti, riduzione degli impatti ambientali, recupero del calore, monitoraggi digitali e progetti pilota. Sono questi gli ambiti in cui la geotermia può incontrare in modo più diretto le traiettorie tecnologiche oggi decisive per l’industria: misurare meglio, automatizzare i processi, interpretare i dati, ottimizzare le performance, ridurre gli sprechi e validare nuove soluzioni in contesti reali. IL PROGRAMMA COMPLETO DELL'EVENTO

ARTES4WOMEN per STEM Racing, talento e competenze tecnico-scientifiche in gara | L’intervista a Erminia Pesce

STEM Racing

Aprile 13, 2026

Avvicinare le giovani generazioni alle competenze tecnico-scientifiche significa creare un collegamento tra formazione, territori e imprese. È proprio in questo snodo che si colloca il lavoro di Erminia Pesce, referente Comunicazione e Orientamento dell’ITS Prime Tech Academy Toscana: un ruolo che mette in relazione orientamento, realtà industriali e opportunità di crescita di studentesse e studenti. Del resto ITS Prime, Socio del Centro di Competenza ARTES 4.0, si presenta come una Tech Academy connessa alle imprese e orientata a una formazione altamente specializzata e modellata sui bisogni dell’innovazione. All’interno di questa cornice si inserisce STEM Racing, iniziativa internazionale che coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni in una sfida multidisciplinare che unisce progettazione, ingegneria, aerodinamica, design, comunicazione e organizzazione del team. Le squadre sono chiamate a ideare e realizzare in stampa 3D una mini-vettura ispirata alla Formula 1, confrontandosi con parametri tecnici, vincoli progettuali e criteri di valutazione che riproducono in scala educativa le logiche dei contesti produttivi reali. In vista delle finali regionali in programma il 18 e 19 aprile 2026 presso Baker Hughes Nuovo Pignone a Firenze, Erminia Pesce ci permette di entrare nel cuore di un’esperienza che mette davvero “in pista” il talento dei più giovani. Ed è proprio qui che il coinvolgimento di ARTES 4.0 assume un significato pieno. Attraverso il gruppo di lavoro trasversale ARTES4WOMEN sull’equità di genere, il Centro di Competenza contribuisce a rafforzare la dimensione culturale e valoriale del progetto, portando dentro STEM Racing i temi della parità di genere, dell’accesso ai percorsi STEM e della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. ARTES4WOMEN, nato per promuovere la parità di genere nei contesti della ricerca applicata, dell’impresa e dell’innovazione tecnologica, trova così in questo contesto un terreno coerente con il proprio impegno.   STEM Racing è molto più di una competizione scolastica. Che cosa rappresenta oggi per ITS Prime Tech Academy Toscana? «STEM Racing è un’esperienza formativa estremamente pratica che porta all’interno delle scuole superiori un modello di apprendimento vicino a ciò che accade realmente nei contesti industriali. Non si tratta soltanto di costruire una mini-vettura o di partecipare a una gara, ma di misurarsi con un percorso completo che coinvolge progettazione, simulazione, problem solving, organizzazione del lavoro e capacità di presentare un progetto in modo credibile. Per ITS Prime significa offrire ai ragazzi un’occasione autentica di orientamento tecnologico connessa con il sistema produttivo del territorio». Quali elementi rendono STEM Racing un’esperienza così formativa e in grado di lasciare un segno per studentesse e studenti tra i 14 e i 19 anni? «La forza di STEM Racing sta nel fatto che mette insieme teoria e pratica senza creare una distanza tra le due dimensioni. I ragazzi non studiano concetti astratti da applicare forse un domani, ma lavorano da subito su un progetto che deve funzionare davvero, rispettando vincoli tecnici e confrontandosi con obiettivi chiari. Devono ragionare su aerodinamica, design, ingegneria, comunicazione e persino organizzazione del team. È questa visione integrata a rendere l’esperienza coinvolgente e formativa». ITS Prime è hub di gara per il Centro Italia. Che valore ha questo ruolo nel rapporto con le scuole e con le imprese? «Essere hub di gara per il Centro Italia significa assumere un ruolo di raccordo importante tra scuola, formazione tecnica avanzata e mondo industriale. Vuol dire creare occasioni in cui studenti, docenti e aziende possano condividere uno spazio, un linguaggio e obiettivi comuni. È un modo per avvicinare i giovani alle professioni tecnico-scientifiche e allo stesso tempo per mostrare alle imprese il potenziale delle nuove generazioni. In questo senso STEM Racing diventa anche una piattaforma di relazione con il territorio». Dopo le qualifiche regionali ospitate a febbraio 2026 alla Cattedrale Ex Breda di Pistoia, che tipo di riscontro avete avuto? «Il riscontro è stato molto positivo perché si è percepita l’efficacia del format. A Pistoia abbiamo visto circa venti squadre lavorare con grande serietà e partecipazione, ma soprattutto abbiamo visto studenti molto giovani affrontare il progetto con un approccio sorprendentemente maturo. Quando si crea un contesto in cui la sfida è vera, le aspettative sono alte e il confronto con altri team è reale, ragazze e ragazzi tirano fuori risorse che spesso a scuola rimangono meno visibili. Questo è uno degli aspetti più interessanti di STEM Racing». Il 18 e 19 aprile, presso Baker Hughes Nuovo Pignone a Firenze, sono in programma le finali regionali con 16 squadre provenienti da Toscana, Liguria e Marche. Che cosa vi aspettate da questo appuntamento? «Ci aspettiamo un momento di grande intensità sui piani competitivo e formativo. Le finali sono il punto in cui il lavoro svolto dai team trova una sintesi visibile e misurabile. È il momento in cui emergono la qualità del progetto, la capacità di gestire la pressione, l’organizzazione interna del gruppo e la consapevolezza con cui gli studenti raccontano il proprio percorso. Avere tutto questo dentro un contesto industriale importante come Baker Hughes Nuovo Pignone rafforza il valore dell’esperienza». Gli studenti partono da un’idea e in poco tempo diventano più strutturati: che trasformazione osservate in loro? «La trasformazione riguarda prima di tutto il modo in cui imparano a stare dentro a un progetto. All’inizio prevalgono entusiasmo e curiosità, ma con il passare delle settimane si sviluppano metodo, capacità decisionale e senso di responsabilità. I ragazzi cominciano a distribuire i compiti, a riconoscere le priorità, a gestire il tempo e a confrontarsi sui problemi. È un’evoluzione molto evidente perché li porta a passare da una partecipazione iniziale più intuitiva a un atteggiamento più consapevole e professionale». Quanto conta in questo processo il confronto con regole e vincoli tecnici reali? «Conta moltissimo perché è proprio il confronto a rendere il lavoro credibile e formativo. Le vetture devono rispettare parametri tecnici definiti, requisiti di sicurezza, dimensioni, peso minimo. Questo obbliga i team a ragionare come avviene in azienda, dove la creatività non è mai separata dalla fattibilità. È una palestra molto utile perché insegna ai ragazzi che innovare non significa improvvisare, ma trovare soluzioni efficaci dentro condizioni definite». Uno degli aspetti più originali del progetto è la presenza degli studenti ITS in giuria. Perché avete scelto di coinvolgerli in questo ruolo? «I nostri studenti ITS hanno già affrontato un percorso avanzato, conoscono il valore del metodo e sanno leggere i progetti con attenzione. Quando valutano i team offrono osservazioni puntuali e feedback utili alla crescita dei ragazzi più giovani. In questo modo si crea una filiera formativa molto interessante nella quale chi ha già maturato competenze diventa un riferimento per chi sta iniziando». Nel progetto trova spazio anche il tema dell’inclusione, grazie al Diversity & Inclusion Award. Perché avete ritenuto importante introdurre questo riconoscimento? «Perché oggi non basta parlare di inclusione ma serve costruire contesti in cui possa diventare visibile, valutabile e sostanziale. Il Diversity & Inclusion Award va proprio in questa direzione. Il premio guarda al loro ruolo effettivo dentro il progetto, al contributo che portano, alla loro partecipazione nelle aree tecniche, decisionali, organizzative e comunicative e non si limita a considerare la presenza numerica delle ragazze nei team. È un modo serio per affermare che la qualità dell’inclusione si misura nella pratica». In che modo la collaborazione con ARTES4WOMEN rafforza questo lavoro? «La collaborazione con ARTES4WOMEN porta uno sguardo competente e consapevole sul tema della parità di genere. Inserisce il principio dell’inclusione dentro i criteri di valutazione e dentro il senso stesso dell’esperienza formativa. ARTES4WOMEN contribuisce a dare profondità a questo aspetto, aiutando a leggere con maggiore attenzione la qualità della partecipazione femminile e il valore della presenza delle ragazze nei ruoli tecnici e decisionali». Quanto è importante oggi lavorare affinché le ragazze siano sempre più presenti nei percorsi STEM, ma soprattutto nei ruoli di responsabilità? «È fondamentale perché la vera sfida è creare le condizioni affinché questa presenza si traduca in autorevolezza, competenza riconosciuta e possibilità di leadership. La differenza si vede quando le ragazze contribuiscono in modo pieno alla progettazione, all’ingegneria, alle scelte strategiche del team e alla rappresentazione pubblica del progetto». Anche il contributo di Hitachi, Nuova Simat e Aksilia, parte del board di ARTES4WOMEN, contribuisce al progetto con l’assegnazione di una premialità. Quanto contano queste alleanze? «Contano molto perché danno sostanza a un percorso che vuole essere trasformativo. Quando soggetti diversi mettono a disposizione competenze, riconoscimento e strumenti, come un premio dedicato ai team, si crea un ecosistema più forte e più credibile. Le alleanze tra formazione, imprese e realtà impegnate sui temi dell’inclusione sono decisive per far sì che iniziative come questa lascino un segno». Se dovesse riassumere in una frase il valore di STEM Racing per i giovani che partecipano, quale sceglierebbe? «Direi che STEM Racing consente ai ragazzi di scoprire attraverso un’esperienza reale che le competenze tecnico-scientifiche non sono soltanto materie da studiare, ma strumenti con cui progettare, decidere e immaginare il proprio futuro».

Il Gioiello Fiorentino: stile, tutela e innovazione | Firenze, 24 marzo

Gioiello_Fiorentino

Marzo 20, 2026

“Il Gioiello Fiorentino: stile, tutela ed innovazione. Un modello di eccellenza per il Made in Italy” è un evento di confronto alto e qualificato con istituzioni, imprese, scuole, esperti, artigiani e attori della filiera sul presente e sul futuro dell’Arte Orafa Fiorentina. Sei panel tematici accompagneranno il pubblico in un percorso che comincia dall’identità culturale e produttiva del gioiello fiorentino, approfondisce i temi della tutela, dell’autenticità e della valorizzazione del Made in Italy e si apre poi al rapporto tra manifattura orafa e patrimonio culturale, alle sfide dei mercati globali, alla centralità della formazione e al ruolo sempre più decisivo di innovazione tecnologica e sostenibilità. A completare il programma, organizzato dalla Casa del Made in Italy di Firenze, dal Consorzio Orafo Fiorentino e dal Centro di Competenza ARTES 4.0, la sessione espositiva e dimostrativa del pomeriggio offrirà un’esperienza diretta e immersiva attraverso visite guidate alle teche, dimostrazioni tecniche dal vivo in formula bottega viva e occasioni di networking tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Il panel "Innovazione e sostenibilità nella gioielleria" è organizzato dal Centro di Competenza ARTES 4.0 e ruoterà attorno al tema dell'integrazione di tecnologie 4.0 e materiali sostenibili per un futuro competitivo e green. Interverranno: Piero Gatta per ARTES 4.0, con un intervento dedicato al Centro di Competenza, ai servizi attivabili e alle opportunità messe a disposizione per le imprese; Sergio Piane di Alkedo, nostro Socio, che porterà una testimonianza legata a esperienze progettuali già sviluppate anche con un fornitore di Bulgari; Prof. Massimo Innocenti del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze, che approfondirà il tema della sostenibilità e delle prospettive offerte dall’elettrodeposizione dei metalli preziosi nel comparto orafo; Lorenzo Cantini, CEO di Kenstrapper, fornitore di ARTES 4.0 e produttore di stampanti 3D, che illustrerà applicazioni già sviluppate per il mondo dei gioiellieri e degli orafi, in particolare nella produzione di prototipi; Ester Falletta, Direttrice Tecnica del Consorzio Physis, con un contributo dedicato ai temi della sostenibilità e dell’innovazione nel settore del gioiello; Federico D’Annunzio, CEO di Traent, che interverrà sul tema della blockchain e della tracciabilità dei processi produttivi. Il panel sarà coordinato dallo stesso Piero Gatta che accompagnerà e raccorderà i diversi contributi per favorire una lettura unitaria dei temi affrontati con riferimenti ad ARTES.

EDIH4Marche – Percorsi di Innovazione e Valore per le Imprese | Ancona, 26 marzo 2026

edih4marche

Marzo 17, 2026

EDIH4Marche, European Digital Innovation Hub della Regione Marche di cui il Centro di Competenza ARTES 4.0 è partner che ha erogato corsi di formazione e Test Before Invest, invita imprese, istituzioni, università e attori dell’innovazione a partecipare all’evento “Percorsi di Innovazione e Valore per le Imprese”, in programma giovedì 26 marzo 2026 alle ore 15.30 ad Ancona, presso UNIVPM – Aula Azzurra, Edificio 3 di Scienze, Polo di Monte Dago. L’iniziativa si pone come un momento di confronto qualificato dedicato al tessuto imprenditoriale marchigiano per la condivisione di esperienze, risultati e prospettive maturate nell’ambito del progetto EDIH4Marche, che si concluderà il 30 aprile 2026. Al centro dell’incontro ci saranno i temi della trasformazione digitale, della robotica, dell’intelligenza artificiale e della cybersecurity, leve ormai decisive per rafforzare la competitività delle imprese e accompagnarne i percorsi di innovazione. Nel corso dell’evento saranno presentati i principali risultati raggiunti dal progetto e il suo impatto sul territorio, anche attraverso il racconto di esperienze concrete sviluppate grazie al programma Test Before Invest, uno degli strumenti più rilevanti per accompagnare le aziende nella sperimentazione e nell’adozione di tecnologie avanzate. In questo contesto, ARTES 4.0 ha contribuito all’iniziativa come partner, erogando servizi di formazione e Test Before Invest a supporto delle imprese coinvolte. La giornata proseguirà con una tavola rotonda dedicata ai risultati, all’impatto e alle prospettive future del progetto, con la partecipazione dei partner di EDIH4Marche, e con un approfondimento sui prossimi sviluppi dell’ecosistema regionale dell’innovazione. In chiusura, è previsto un momento di networking tra imprese, fornitori di tecnologia, università e Digital Innovation Hub, pensato per favorire nuove connessioni e opportunità di collaborazione. Il programma prevede: • 15.30 - Saluti istituzionali • 16.00 - Apertura dei lavori e presentazione dei risultati del progetto EDIH4Marche • 16.30 - Tavola rotonda: risultati, impatto e prospettive del progetto • 17.30 - Next Step: Digital Innovation Tribe & MAIX – EDIH2.0 • 18.00 - Aperitivo di networking Per partecipare è possibile registrarsi al seguente link

ARTES 4.0 al Salone MECSPE 2026 | Bologna, 4 marzo

MECSPE_2026

Febbraio 25, 2026

Il Centro di Competenza ARTES 4.0 sarà presente mercoledì 4 marzo al Salone MECSPE 2026 a Bologna, la più importante fiera internazionale dedicata all’innovazione e alle tecnologie per l’industria manifatturiera. Siamo disponibili per incontri individuali di approfondimento sulle opportunità disponibili per: l'accesso ai servizi e alle infrastrutture del Centro di Competenza percorsi di innovazione finanziabili e strumenti di supporto alle imprese collaborazioni di ricerca e co-sviluppo tecnologico Opportunità di Business e Innovazione MECSPE è il salone riunisce le eccellenze del settore con una grande esposizione di soluzioni innovative, macchinari, automazione e digitalizzazione dei processi produttivi. MECSPE è il punto d’incontro per aziende, professionisti e decision maker che vogliono rimanere competitivi nell’era dell’Industria 5.0. Perché incontrare ARTES 4.0 ARTES 4.0 è un Centro di Competenza ad Alta Specializzazione con focus tecnologico nelle aree della Robotica Avanzata, dell'Intelligenza Artificiale e delle tecnologie digitali abilitanti l’Industria 4.0 e l’Industria 5.0. Il Centro di Competenza opera a supporto dell'innovazione guidata dalla scienza, avendo per Soci Fondatori 13 tra Università ad alta intensità di afferenza a Dipartimenti di Eccellenza e Centri di Ricerca di rilievo internazionale, altrettanti sedi su tutto il territorio nazionale, con i quali crea un ponte tra ricerca e impresa grazie alla collaborazione di un partenariato di 170 Soci altamente qualificati. ARTES 4.0 supporta, attraverso l'erogazione di servizi innovativi, il processo di accelerazione di startup e aziende verso il mercato. Il Centro di Competenza è una rete altamente specializzata che si estende capillarmente su tutto il territorio nazionale con 14 unità operative dislocate in 7 Regioni, 86 laboratori di ricerca e oltre 130 casi d'uso di applicazione di tecnologie emergenti. SCRIVI A INFO@ARTES4.IT PER PRENOTARE UN INCONTRO

Robotica e innovazione guidata dalla scienza: il Prof. Paolo Dario nominato Scientific Advisor del WTO

Paolo Dario WTC

Febbraio 23, 2026

Il World Technology Congress (WTC), organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede in Svizzera, focalizzata sulla diplomazia dell’innovazione e sull’impatto globale delle tecnologie emergenti, ha annunciato la nomina del Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico del Centro di Competenza ARTES 4.0 e Professore Emerito della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, nel proprio Advisory Board con il ruolo di Scientific Advisor. Il Prof. Dario porta al WTC un’expertise riconosciuta a livello internazionale nei campi della robotica, dell’ingegneria biomedica e dell’innovazione guidata dalla scienza, a supporto della missione dell’organizzazione di promuovere un dialogo globale sulle tecnologie emergenti e sulle loro implicazioni sociali, ambientali ed economiche. Figura pionieristica nella robotica bio-ispirata e nell’innovazione tecnologica sostenibile, il Prof. Dario ha contribuito all’evoluzione delle tecnologie di nuova generazione che integrano ingegneria, biologia e medicina. Ha diretto importanti programmi di ricerca interdisciplinari, creato laboratori di ricerca di livello mondiale e guidato team scientifici impegnati alle frontiere dell’interazione uomo-robot, dei sistemi di assistenza e delle soluzioni bio-ingegnerizzate. Il suo lavoro ha influenzato il dibattito globale sullo sviluppo tecnologico, sulla ricerca responsabile e sugli ecosistemi dell’innovazione in Europa e nel mondo. Nel corso della sua carriera, il Prof. Dario ha promosso il ruolo della scienza nel plasmare futuri tecnologici etici e sostenibili. Le sue collaborazioni con istituzioni accademiche, partner industriali e organizzazioni internazionali hanno favorito avanzamenti in ambiti quali la micro-robotica, le tecnologie per la sanità, i sistemi ad alta efficienza energetica e l’ingegneria centrata sull’uomo. La sua leadership ha inoltre contribuito a rafforzare standard scientifici, rigore metodologico e processi decisionali basati su evidenze in contesti multidisciplinari. Nel suo nuovo incarico di consulente scientifico per il WTC, il Prof. Dario fornirà un contributo di indirizzo scientifico alle attività di engagement globale dell’organizzazione. In linea con la lettera di nomina: fornirà consulenza scientifica esperta su tecnologie emergenti, priorità di ricerca e politiche basate su evidenze pertinenti alla missione del WTC, parteciperà alle riunioni dell’Advisory Board contribuendo alla pianificazione dei programmi e all’orientamento scientifico, guiderà l’integrità scientifica, la metodologia e i quadri strategici di ricerca nelle iniziative e nelle sessioni annuali del WTC, agirà come ambasciatore scientifico del WTC, valorizzando le proprie ampie reti accademiche e professionali internazionali nel rispetto di tutti gli standard etici e istituzionali applicabili, esaminerà materiali e analisi scientifiche a supporto di un dialogo rigoroso e fondato sulla scienza all’interno dell’organizzazione. La nomina del Prof. Dario rafforza l’impegno del WTC nel riunire leader globali che incarnano eccellenza scientifica, integrità e visione orientata al futuro, in una fase in cui l’accelerazione tecnologica richiede una governance attenta, interdisciplinare e responsabile. Le dichiarazioni «Siamo onorati di dare il benvenuto al Prof. Paolo Dario nel nostro Scientific Advisory Board - ha dichiarato Dominika Haberova, Chairperson del World Technology Congress -. I suoi contributi pionieristici alla robotica, all’ingegneria biomedica e alle tecnologie bio-ispirate, uniti al suo profondo impegno per un’innovazione basata su evidenze, apportano un valore straordinario alla nostra missione. La leadership scientifica del dottor Dario contribuirà a rafforzare il ruolo del WTC come piattaforma globale di connessione tra ricerca, tecnologia e impatto sulla società». «È per me un onore entrare a far parte dell’Advisory Board del World Technology Congress in un momento storico in cui la rapidità dell’evoluzione tecnologica impone una riflessione profonda sul rapporto tra scienza, società e responsabilità. Le tecnologie emergenti possono e devono essere strumenti di progresso umano, sostenibilità e inclusione, guidate da una visione etica, interdisciplinare e fondata su evidenze scientifiche. Il WTC è una organizzazione autorevole per promuovere questo dialogo globale e sono lieto di contribuire a rafforzarne il ruolo come ponte tra ricerca, industria e politiche pubbliche». Cos'è il World Technology Congress (WTC) Il World Technology Congress (WTC) è una organizzazione svizzera focalizzata sulla diplomazia dell’innovazione, dedicata a promuovere la comprensione globale delle tecnologie emergenti e del loro impatto su imprese, innovazione e società. Il WTC riunisce leader, decisori politici, accademici e professionisti per esplorare le opportunità e le sfide che stanno plasmando il futuro della tecnologia. Attraverso conferenze, attività di ricerca, incontri e iniziative collaborative costruisce partnership e favorisce collaborazioni strategiche.

Donne, lavoro, nuove tecnologie | Convegno Pisa

Donne, lavoro, nuove tecnologie

Febbraio 23, 2026

Il 6 marzo, a Pisa, nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna, si terrà il convegno “Donne, lavoro, nuove tecnologie”, promosso in occasione della Giornata Internazionale della Donna a cui parteciperà anche ARTES4WOMEN, il gruppo di lavoro trasversale sull'equità di genere di ARTES 4.0, con la co-fondatrice Enza Spadoni, responsabile Trasferimento Tecnologico dello stesso Centro di Competenza. La collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna, la centralità del tema affrontato, la qualità delle relazioni e delle testimonianze previste, insieme alla presenza di socie di altissimo profilo e all’apertura verso esperienze esterne di particolare valore, restituiscono l'identità dell’iniziativa e la visione che la anima: mettere competenza e consapevolezza al servizio delle donne, per costruire il futuro.

Identità, sostenibilità e competitività delle imprese Quality Made | Evento finale del progetto QM EXPORT

EVENTO FINALE del progetto QM EXPORT

Febbraio 13, 2026

È andato in scena il 12 febbraio 2026 a Palazzo Pancaldi l’evento finale del progetto QM EXPORT “L’identità delle imprese Quality Made come valore sui mercati europei e internazionali”, iniziativa dedicata al rafforzamento della competitività delle micro, piccole e medie imprese della Blue e Green Economy attraverso la valorizzazione del marchio Quality Made e il posizionamento su scenari transfrontalieri. L’incontro ha registrato la partecipazione di circa settanta persone, tra imprese beneficiarie, partner di progetto, rappresentanti istituzionali, stakeholder e una delegazione della 3ª classe dell’indirizzo tecnico-turistico dell’ISIS Marco Polo di Cecina. Nel corso della mattinata sono stati presentati obiettivi, azioni e risultati del progetto, ed è stato evidenziato il ruolo di QM EXPORT nel supportare le imprese locali lungo un percorso di crescita fondato su identità, innovazione, sostenibilità e apertura ai mercati internazionali. Un confronto tra imprese, partner e istituzioni Gli interventi dei partner e delle imprese aderenti all'evento finale hanno messo in luce come il progetto QM Export, finanziato dal Programma IT-FR Marittimo 2021 – 2027, azione 1, ha permesso di: rafforzare la riconoscibilità del marchio Quality Made; migliorare il posizionamento delle aziende su mercati esteri; sviluppare nuove relazioni commerciali e partnership; accrescere la consapevolezza del valore strategico della sostenibilità come leva competitiva. Le testimonianze hanno restituito un quadro degli impatti generati, mostrando come QM EXPORT abbia agito sui piani organizzativo, strategico e culturale per accompagnare le imprese verso un approccio più strutturato alla commercializzazione internazionale. Il progetto QM EXPORT: obiettivi, destinatari e struttura QM EXPORT è un progetto coordinato da Coop Itinera che iha lo scopo di favorire la crescita sostenibile e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) operanti nell’ambito dell’Economia del Benessere e nelle filiere green e blu. Di 35 imprese selezionate tramite bando: 15 risultano già certificate con il marchio Quality Made, in larga parte micro-imprese; 20 sono nuove realtà che verranno accompagnate nel percorso di certificazione nel corso del progetto. Il progetto promuove una collaborazione strutturata tra imprese appartenenti a tre ambiti: aziende agricole con attività di agriturismo e ristorazione; aziende agroalimentari legate alle produzioni tipiche del turismo costiero; aziende di produzione di beni artigianali e artistici. A queste si affianca il coinvolgimento di imprese di grandi dimensioni che non usufruiscono direttamente dei servizi di progetto ma possono attivare collaborazioni industriali e commerciali con le imprese beneficiarie, contribuendo alla creazione di filiere più solide e competitive. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di dieci stakeholder, con funzioni sia istituzionali sia commerciali, interessati al marchio Quality Made, alle imprese aderenti e ai loro prodotti. In parallelo QM EXPORT intercetta e coinvolge consumatori responsabili, sensibili ai temi della sostenibilità e dell’identità territoriale, interessati all’acquisto di servizi e prodotti che incorporano valori ambientali, sociali e culturali. Il contributo di ARTES 4.0 In qualità di partner, ARTES 4.0 contribuisce al progetto mettendo a disposizione competenze, strumenti e visione strategica maturate nel supporto all’innovazione delle imprese. Il Centro di Competenza opera per favorire l’integrazione tra sostenibilità, digitalizzazione e modelli di business evoluti, elementi sempre più centrali anche nei percorsi di internazionalizzazione delle MPMI. La partecipazione a QM EXPORT si inserisce pienamente nella missione di ARTES 4.0 di accompagnare le imprese nei processi di trasformazione tecnologica e organizzativa, rafforzando al tempo stesso la competitività dei territori.

A&T 2026 – Casa dell’Intelligenza Artificiale | Torino 11-13 febbraio

Casa dell'Intelligenza Artificiale

Febbraio 10, 2026

Ci saremo anche noi alla Casa dell'Intelligenza Artificiale, il progetto di A&T - Automation & Testing 2026 dedicato all'AI applicata all’industria manifatturiera e alle supply chain. Saremo presenti per mostrare a visitatori, imprese e stakeholder come la robotica umanoide sia diventata una tecnologia concreta per l'industria e i servizi. Operativo su tutto il territorio nazionale, ARTES 4.0 Competence Center abilita lo sviluppo e l'adozione della robotica umanoide grazie a infrastrutture di Test Before Invest che permettono alle imprese di progettare, testare e validare soluzioni in ambienti reali: fabbriche intelligenti, logistica, sanità, servizi avanzati. La Casa dell'Intelligenza Artificiale è il progetto di A&T Torino 2026 dedicato all’Intelligenza Artificiale applicata all’industria manifatturiera e alle supply chain. L’approccio è orientato alla concretezza, per presentare soluzioni scalabili e replicabili in contesti produttivi reali. Uno spazio tematico in cui produttori di tecnologie, system integrator, startup e centri di ricerca potranno presentare soluzioni, collaborazioni e progetti in fase di sviluppo. Sarà un punto di incontro tra innovazione e applicazione, con l’obiettivo di promuovere la concretezza e la replicabilità dei progetti.  

ARTOUR: servizi tecnologici per l’innovazione delle imprese del turismo e della cultura

ARTOUR - Manifestazione Interesse 2026

Febbraio 3, 2026

È stato pubblicato l’Avviso di manifestazione di interesse per l’accesso ai servizi tecnologici del progetto ARTOUR - Artificial Intelligence and Robotics for Tourism, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo. ARTOUR nasce per rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese attive nella filiera del turismo e dei servizi culturali nei territori di Liguria, Sardegna, Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica e Provence-Alpes-Côte d’Azur. Le accompagna in un percorso strutturato di adozione delle tecnologie abilitanti, in particolare intelligenza artificiale e robotica. Il progetto mette a disposizione delle imprese servizi tecnologici gratuiti, pensati per avviare o consolidare processi di innovazione in modo guidato. Le categorie di servizio sono state definite sulla base di un'analisi approfondita dei fabbisogni reali delle filiere coinvolte e progettate per rispondere a livelli differenti di maturità digitale,. Un elemento dell’iniziativa è l’assenza di qualsiasi obbligo di rendicontazione dei costi da parte delle imprese beneficiarie. L’accesso ai servizi ARTOUR consente di entrare in contatto con competenze altamente specialistiche, infrastrutture tecnologiche avanzate e un ecosistema transfrontaliero dell’innovazione per favorire occasioni di networking, contaminazione e sviluppo di collaborazioni future. I percorsi attivati sono una base per successive progettualità, tra cui Open Call e iniziative di ricerca e innovazione a livello nazionale ed europeo. I servizi disponibili con il progetto ARTOUR Le imprese possono richiedere l’attivazione delle seguenti categorie di servizio, dettagliate all’interno del catalogo ufficiale del progetto: assessment e orientamento tecnologico; elaborazione di studi di fattibilità; formazione sull’utilizzo delle tecnologie; realizzazione di proof of concept; valutazione di conformità Cyber & AI per soluzioni digitali; attività di Test Before Invest basate su tecnologie di laser scanning per la digitalizzazione di ambienti. Possono candidarsi startup e mPMI che abbiano sede legale o unità locale all’interno dell’area di cooperazione del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 - Liguria, Sardegna, le province costiere della Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica, i dipartimenti francesi delle Alpi-Marittime e del Var - e che operino prevalentemente nei settori del turismo e della cultura, secondo quanto indicato nell’Avviso. La manifestazione di interesse può essere presentata entro il 31 gennaio 2027 tramite il typeform dedicato. Ogni impresa può presentare una sola candidatura, con la possibilità di attivare più categorie di servizio nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato. Il progetto ARTOUR ARTOUR è finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo ed è sviluppato da un partenariato transfrontaliero che riunisce ecosistemi dell’innovazione, centri di trasferimento tecnologico e attori istituzionali. Il progetto vede coinvolti l’ecosistema dell’innovazione RAISE, il Centro di Competenza START 4.0, il Centro di Competenza ARTES 4.0, Next Generation Sardinia, la Camera di Commercio e dell’Industria Nice-Côte d’Azur e la Cooperativa Petra Patrimonia Corsica. La collaborazione tra questi attori consente di costruire una rete a supporto della trasformazione digitale di settori chiave come turismo e cultura, promuovendo l’innovazione dei modelli organizzativi, dei prodotti e dei servizi. Un percorso che integra intelligenza artificiale, robotica, 5G e strumenti avanzati di open innovation. SCARICA E CONSULTA TUTTI I DOCUMENTI

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