


ARTES 4.0
23/05/22 20:22
@Ricicla News, 23 maggio 2022 - Rifiuti, energia e materia prima seconda: questi i temi al centro del digital talk “AIRES energia e materiali dai rifiuti, come sostenere la transizione ecologica” che il 26 maggio dalle ore 11:00, in occasione del quarto Bioeconomy Day – la Giornata Nazionale sulla Bioeconomia organizzata dal Cluster Spring e Assobiotec – traccerà gli ultimi e più recenti sviluppi dei progetti in essere in materia di rifiuti e recupero energetico, frutto della collaborazione fra aziende e centri di ricerca italiani.
Con Leonello Trivelli, responsabile del Settore Innovazione di Scapigliato – La Fabbrica del Futuro, si approfondiranno i sistemi robotici ad assistenza ottica di ARTES 4.0. Seguirà un’intervista al Direttore Scientifico Paolo Dario. per leggere tutto l'articolo

Provare un robot prima di integrarlo in azienda. Misurarne prestazioni, sicurezza, usabilità e impatto operativo. Capire in anticipo se una tecnologia robotica e di intelligenza artificiale possa migliorare un processo, automatizzare un’attività ripetitiva, supportare un servizio ed essere introdotta in modo responsabile nel contesto umano e organizzativo. Valutare inoltre come un robot vada progettato nella forma, nell’interazione e nell’esperienza d’uso attraverso un’attività specifica di design che porta nella robotica companion il valore della cultura progettuale italiana: aspetto, funzionalità, qualità formale, attenzione all’utente e coerenza con il contesto d’impiego.
Nasce con questi obiettivi ARTES 4.0 Center on Robot Companions, la nuova infrastruttura del Centro di Competenza ARTES 4.0 progettata per la sperimentazione di robot umanoidi, animaloidi, droni, interfacce robotiche, sistemi immersivi, già fisicamente presenti e disponibili per attività di test, sviluppo e design applicativo. Il Center on Robot Companions, che è già operativo, ha sede in Viale Piaggio a Pontedera, all’interno della struttura che ospita la sede centrale di ARTES 4.0 e sarà ufficialmente inaugurato in autunno.
Con un’area di circa 520 metri quadrati, 26 attrezzature fisicamente disponibili e un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro, il Center on Robot Companions si presenta come il primo centro in Italia di questo tipo e tra i pochi in Europa interamente orientati alla sperimentazione applicativa di robot companion e soluzioni di intelligenza artificiale integrate nei processi di percezione, controllo, interazione, analisi dei dati e supporto alle decisioni.
Il Centro nasce per aiutare imprese, enti pubblici e organizzazioni a passare dalla curiosità verso la robotica a una valutazione concreta, fondata su misure, dati e scenari applicativi. Lo scopo è consentire alle imprese di sperimentare i robot prima di adottarli e di misurarne l’impatto prima di investire. In questo modo, le organizzazioni possono ridurre il rischio tecnologico, economico e operativo legato all’introduzione di nuove soluzioni robotiche. Le attività del Center on Robot Companions sono orientate per l’accompagnamento di tecnologie già sufficientemente mature e l’integrazione nei processi aziendali (in termini tecnici si tratta di servizi ad alto TRL, Technology Readiness Level, la scala di misura del livello di maturità di una tecnologia).
Oltre alla sperimentazione tecnica, il Center on Robot Companions assicura una garanzia ulteriore sulla qualità, sull’affidabilità e sull’impiego responsabile delle soluzioni robotiche, verificando l’origine della tecnologia, le modalità di gestione e le condizioni del suo utilizzo. Ogni soluzione robotica viene infatti valutata non solo in base alle prestazioni che può offrire, ma anche alla possibilità di conoscerne pienamente origine, funzionamento, tracciabilità e modalità con cui può essere gestita nel suo impiego.
L’obiettivo è garantire che robot, piattaforme e attrezzature possano essere introdotti nei contesti reali in modo sicuro, trasparente e comprensibile, nel rispetto dei principi etici, deontologici e regolatori che devono orientare l’uso dei sistemi intelligenti nei luoghi di lavoro, nei servizi e nella vita quotidiana. È questa funzione di garanzia a rendere il Center on Robot Companions un’infrastruttura distintiva e avanzata nel trasferimento tecnologico applicato alla robotica companion e all’intelligenza artificiale.
Il Center on Robot Companions viene costituito nell’ambito di ARTES 4.0, Centro di Competenza nazionale selezionato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e specializzato in robotica e intelligenza artificiale. Le imprese possono perciò accedere alle competenze specialistiche e alla capacità di ricerca dell’ecosistema nazionale di eccellenza di ARTES 4.0, a partire da quelle della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Socio fondatore del Competence Center e riferimento scientifico nei campi della robotica, della biorobotica e dell’intelligenza artificiale e dello studio interdisciplinare del rapporto tra persone e sistemi intelligenti. Nella più recente edizione dello ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, la Scuola Superiore Sant’Anna si è collocata al settimo posto a livello mondiale e al secondo in Europa nella Robotics Science & Engineering.
Il Center on Robot Companions di Pontedera mette a disposizione un’infrastruttura tecnologica pensata per simulare scenari di sperimentazione molto diversi tra loro, come robot umanoidi per attività di servizio e assistenza; robot quadrupedi per prove di monitoraggio e ispezione; busti bionici per studiare nuove forme di comunicazione uomo-macchina; droni e sistemi di acquisizione 3D per ricostruire ambienti reali; tecnologie indossabili, visori e piattaforme immersive per teleoperazioni; strumenti di stampa 3D e infrastrutture di calcolo avanzato e ambienti di test per applicazioni di intelligenza artificiale.
La neutralità tecnologica è una delle caratteristiche distintive del Center on Robot Companions. L’infrastruttura non è vincolata a un singolo produttore o a una specifica piattaforma, ma consente di lavorare su soluzioni diverse e di realizzare valutazioni comparative tra tecnologie, configurazioni e casi d’uso. In questo modo le imprese possono valutare con dati comparabili quale sia la soluzione più coerente con le proprie esigenze applicative e le condizioni di integrazione.
Accanto alla sperimentazione e alla valutazione comparativa delle tecnologie, il Centro sviluppa attività sul design dei companions. Forma, comportamento, movimento, interfacce, grado di autonomia, percezione di sicurezza e coerenza con il contesto d’uso sono elementi considerati per capire se un robot possa essere davvero adottato. Il Centro consente di valutare anche la capacità della soluzione di inserirsi negli spazi fisici, dialogare con le persone, generare fiducia e integrarsi nei processi senza creare complessità inutile.
Il Centro si distingue inoltre per un approccio interdisciplinare. La robotica companion e l’intelligenza artificiale coinvolgono anche questioni etiche, filosofiche, sociali e organizzative: il rapporto tra uomo e macchina, la fiducia, la responsabilità, l’accettabilità sociale, la qualità dell’interazione e l’impatto sul lavoro. Per questo ogni possibile applicazione può essere valutata con il supporto di competenze accademiche specialistiche anche rispetto alla sua coerenza con il contesto umano e sociale in cui il robot dovrebbe essere introdotto. Questo approccio è rafforzato dal collegamento con The EURA Centre of Excellence, finanziato dalla Commissione europea attraverso la Jean Monnet Action e dedicato allo studio delle implicazioni etiche, legali, sociali ed economiche delle tecnologie avanzate.
Questa impostazione trova un ulteriore elemento di arricchimento nel collegamento con il gruppo di Robo-Philosophy della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha appena promosso la Seasonal School Robo-Philosophy: Dimensions of Co-Agency, dedicata alle dimensioni filosofiche, sociali, politiche ed etiche della co-azione tra persone e sistemi robotici.
ARTES 4.0 interpreta l’innovazione in modo responsabile attraverso l’integrazione di conoscenza scientifica, capacità tecnologica, attenzione agli aspetti legali e regolatori, consapevolezza delle conseguenze sociali e rispetto dei principi che devono guidare l’introduzione dei sistemi intelligenti nella vita delle persone e delle organizzazioni. Il Center on Robot Companions nasce quindi per verificare se una tecnologia funzioni, ma anche per contribuire a capire se possa essere adottata in modo sicuro, accettabile e regolato all’interno negli ambienti in cui sarà utilizzata.
Il Centro di Pontedera si inserisce in una rete di sedi e infrastrutture che rafforza la capacità di ARTES 4.0 di accompagnare le imprese su scala nazionale. Accanto alla sede centrale di Viale Piaggio sono collegate al Center on Robot Companions le sedi di Palermo, Olbia e Jesi. Il nuovo Centro contribuisce inoltre al rafforzamento del Joint Lab attivato con CIM a Torino dedicato alla robotica a supporto delle imprese manifatturiere, ampliando le possibilità di sperimentazione e trasferimento tecnologico verso il sistema industriale, nonché di altre iniziative internazionali che ARTES 4.0 sta intraprendendo per offrire prodotti su scala globale.
«Con il Center on Robot Companions - sottolinea il prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 - si apre una fase nuova per il trasferimento tecnologico nel nostro territorio. Pontedera è da sempre un luogo in cui si incontrano industria, ricerca e visione del futuro: dalla grande tradizione manifatturiera alla nascita di competenze scientifiche di livello internazionale nella robotica. Questo Centro raccoglie tale eredità e la proietta verso la frontiera dei robot che entrano nei luoghi di lavoro, nei servizi e nella vita quotidiana. E ha deciso di farlo attraverso un’infrastruttura aperta che consente alle imprese di avvicinarsi alla robotica con il supporto della migliore ricerca».
«La competitività delle imprese passerà sempre di più dalla capacità di sperimentare tecnologie avanzate prima di adottarle - spiega Antonio Frisoli, presidente di ARTES 4.0 -. Una sfida ad esempio per il Centro è la verifica dell’effettiva capacità di programmare le nuove avanzate piattaforme di robotica umanoide per lo svolgimento di compiti reali nei contesti industriali, facendo uso dei più moderni Visual Action Models, che consentono di addestrare i robot sulla base della presentazione di esempi. Proprio per questo il Centro si è dotato anche di un’infrastruttura di calcolo che consente di validare diversi modelli di AI generativa per il controllo dei robot». Con il Center on Robot Companions, ARTES 4.0 offre alle aziende un luogo in cui fare queste verifiche prima dell’investimento: «La Physical AI rende questa sfida ancora più concreta perché porta l’intelligenza artificiale dentro macchine capaci di percepire, muoversi e agire nel mondo reale».






STEM Racing è molto più di una competizione scolastica. Che cosa rappresenta oggi per ITS Prime Tech Academy Toscana?
«STEM Racing è un’esperienza formativa estremamente pratica che porta all’interno delle scuole superiori un modello di apprendimento vicino a ciò che accade realmente nei contesti industriali. Non si tratta soltanto di costruire una mini-vettura o di partecipare a una gara, ma di misurarsi con un percorso completo che coinvolge progettazione, simulazione, problem solving, organizzazione del lavoro e capacità di presentare un progetto in modo credibile. Per ITS Prime significa offrire ai ragazzi un’occasione autentica di orientamento tecnologico connessa con il sistema produttivo del territorio».
Quali elementi rendono STEM Racing un’esperienza così formativa e in grado di lasciare un segno per studentesse e studenti tra i 14 e i 19 anni?
«La forza di STEM Racing sta nel fatto che mette insieme teoria e pratica senza creare una distanza tra le due dimensioni. I ragazzi non studiano concetti astratti da applicare forse un domani, ma lavorano da subito su un progetto che deve funzionare davvero, rispettando vincoli tecnici e confrontandosi con obiettivi chiari. Devono ragionare su aerodinamica, design, ingegneria, comunicazione e persino organizzazione del team. È questa visione integrata a rendere l’esperienza coinvolgente e formativa».
ITS Prime è hub di gara per il Centro Italia. Che valore ha questo ruolo nel rapporto con le scuole e con le imprese?
«Essere hub di gara per il Centro Italia significa assumere un ruolo di raccordo importante tra scuola, formazione tecnica avanzata e mondo industriale. Vuol dire creare occasioni in cui studenti, docenti e aziende possano condividere uno spazio, un linguaggio e obiettivi comuni. È un modo per avvicinare i giovani alle professioni tecnico-scientifiche e allo stesso tempo per mostrare alle imprese il potenziale delle nuove generazioni. In questo senso STEM Racing diventa anche una piattaforma di relazione con il territorio».
Dopo le qualifiche regionali ospitate a febbraio 2026 alla Cattedrale Ex Breda di Pistoia, che tipo di riscontro avete avuto?
«Il riscontro è stato molto positivo perché si è percepita l’efficacia del format. A Pistoia abbiamo visto circa venti squadre lavorare con grande serietà e partecipazione, ma soprattutto abbiamo visto studenti molto giovani affrontare il progetto con un approccio sorprendentemente maturo. Quando si crea un contesto in cui la sfida è vera, le aspettative sono alte e il confronto con altri team è reale, ragazze e ragazzi tirano fuori risorse che spesso a scuola rimangono meno visibili. Questo è uno degli aspetti più interessanti di STEM Racing».
Il 18 e 19 aprile, presso Baker Hughes Nuovo Pignone a Firenze, sono in programma le finali regionali con 16 squadre provenienti da Toscana, Liguria e Marche. Che cosa vi aspettate da questo appuntamento?
«Ci aspettiamo un momento di grande intensità sui piani competitivo e formativo. Le finali sono il punto in cui il lavoro svolto dai team trova una sintesi visibile e misurabile. È il momento in cui emergono la qualità del progetto, la capacità di gestire la pressione, l’organizzazione interna del gruppo e la consapevolezza con cui gli studenti raccontano il proprio percorso. Avere tutto questo dentro un contesto industriale importante come Baker Hughes Nuovo Pignone rafforza il valore dell’esperienza».
Gli studenti partono da un’idea e in poco tempo diventano più strutturati: che trasformazione osservate in loro?
«La trasformazione riguarda prima di tutto il modo in cui imparano a stare dentro a un progetto. All’inizio prevalgono entusiasmo e curiosità, ma con il passare delle settimane si sviluppano metodo, capacità decisionale e senso di responsabilità. I ragazzi cominciano a distribuire i compiti, a riconoscere le priorità, a gestire il tempo e a confrontarsi sui problemi. È un’evoluzione molto evidente perché li porta a passare da una partecipazione iniziale più intuitiva a un atteggiamento più consapevole e professionale».
Quanto conta in questo processo il confronto con regole e vincoli tecnici reali?
«Conta moltissimo perché è proprio il confronto a rendere il lavoro credibile e formativo. Le vetture devono rispettare parametri tecnici definiti, requisiti di sicurezza, dimensioni, peso minimo. Questo obbliga i team a ragionare come avviene in azienda, dove la creatività non è mai separata dalla fattibilità. È una palestra molto utile perché insegna ai ragazzi che innovare non significa improvvisare, ma trovare soluzioni efficaci dentro condizioni definite».
Uno degli aspetti più originali del progetto è la presenza degli studenti ITS in giuria. Perché avete scelto di coinvolgerli in questo ruolo?
«I nostri studenti ITS hanno già affrontato un percorso avanzato, conoscono il valore del metodo e sanno leggere i progetti con attenzione. Quando valutano i team offrono osservazioni puntuali e feedback utili alla crescita dei ragazzi più giovani. In questo modo si crea una filiera formativa molto interessante nella quale chi ha già maturato competenze diventa un riferimento per chi sta iniziando».
Nel progetto trova spazio anche il tema dell’inclusione, grazie al Diversity & Inclusion Award. Perché avete ritenuto importante introdurre questo riconoscimento?
«Perché oggi non basta parlare di inclusione ma serve costruire contesti in cui possa diventare visibile, valutabile e sostanziale. Il Diversity & Inclusion Award va proprio in questa direzione. Il premio guarda al loro ruolo effettivo dentro il progetto, al contributo che portano, alla loro partecipazione nelle aree tecniche, decisionali, organizzative e comunicative e non si limita a considerare la presenza numerica delle ragazze nei team. È un modo serio per affermare che la qualità dell’inclusione si misura nella pratica».
In che modo la collaborazione con ARTES4WOMEN rafforza questo lavoro?
«La collaborazione con ARTES4WOMEN porta uno sguardo competente e consapevole sul tema della parità di genere. Inserisce il principio dell’inclusione dentro i criteri di valutazione e dentro il senso stesso dell’esperienza formativa. ARTES4WOMEN contribuisce a dare profondità a questo aspetto, aiutando a leggere con maggiore attenzione la qualità della partecipazione femminile e il valore della presenza delle ragazze nei ruoli tecnici e decisionali».
Quanto è importante oggi lavorare affinché le ragazze siano sempre più presenti nei percorsi STEM, ma soprattutto nei ruoli di responsabilità?
«È fondamentale perché la vera sfida è creare le condizioni affinché questa presenza si traduca in autorevolezza, competenza riconosciuta e possibilità di leadership. La differenza si vede quando le ragazze contribuiscono in modo pieno alla progettazione, all’ingegneria, alle scelte strategiche del team e alla rappresentazione pubblica del progetto».
Anche il contributo di Hitachi, Nuova Simat e Aksilia, parte del board di ARTES4WOMEN, contribuisce al progetto con l’assegnazione di una premialità. Quanto contano queste alleanze?
«Contano molto perché danno sostanza a un percorso che vuole essere trasformativo. Quando soggetti diversi mettono a disposizione competenze, riconoscimento e strumenti, come un premio dedicato ai team, si crea un ecosistema più forte e più credibile. Le alleanze tra formazione, imprese e realtà impegnate sui temi dell’inclusione sono decisive per far sì che iniziative come questa lascino un segno».
Se dovesse riassumere in una frase il valore di STEM Racing per i giovani che partecipano, quale sceglierebbe?
«Direi che STEM Racing consente ai ragazzi di scoprire attraverso un’esperienza reale che le competenze tecnico-scientifiche non sono soltanto materie da studiare, ma strumenti con cui progettare, decidere e immaginare il proprio futuro».



Proprio per questo ARTES 4.0 ha scelto di presidiare in modo particolare alcuni comparti nei quali il tema delle competenze è oggi un fattore centrale per la competitività: il manifatturiero, l’agricolo, il mondo delle RSA, il sistema moda-tessile-arredamento, l’automotive e il turistico. In ciascuno di questi ambiti, l’intervento formativo può assumere una configurazione diversa: aggiornamento delle competenze tecniche e organizzative, introduzione di strumenti digitali, miglioramento dell’efficienza operativa, rafforzamento della sostenibilità, risposta a nuovi bisogni di mercato o di servizio.
Il supporto di ARTES 4.0 si articola in un percorso in 3 step. La prima fase è quella di ascolto e raccolta dei fabbisogni, utile a leggere il contesto aziendale, gli obiettivi di sviluppo e le competenze da rafforzare. Segue poi la progettazione, nella quale le necessità emerse vengono tradotte in un progetto formativo coerente con la misura con la definizione di struttura, contenuti, articolazione didattica, metodologie e profili dei docenti. L’ultima fase consiste nella costruzione del percorso completo, personalizzato e allineato ai requisiti previsti per mettere l’impresa nelle condizioni di sostenere una proposta realmente utile alla propria crescita organizzativa e tecnologica. T
Per approfondire tutti i dettagli e richiedere un appuntamento online con ARTES 4.0, è possibile consultare la pagina dedicata e compilare il form.

Il World Technology Congress (WTC), organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede in Svizzera, focalizzata sulla diplomazia dell’innovazione e sull’impatto globale delle tecnologie emergenti, ha annunciato la nomina del Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico del Centro di Competenza ARTES 4.0 e Professore Emerito della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, nel proprio Advisory Board con il ruolo di Scientific Advisor. Il Prof. Dario porta al WTC un’expertise riconosciuta a livello internazionale nei campi della robotica, dell’ingegneria biomedica e dell’innovazione guidata dalla scienza, a supporto della missione dell’organizzazione di promuovere un dialogo globale sulle tecnologie emergenti e sulle loro implicazioni sociali, ambientali ed economiche.
Figura pionieristica nella robotica bio-ispirata e nell’innovazione tecnologica sostenibile, il Prof. Dario ha contribuito all’evoluzione delle tecnologie di nuova generazione che integrano ingegneria, biologia e medicina. Ha diretto importanti programmi di ricerca interdisciplinari, creato laboratori di ricerca di livello mondiale e guidato team scientifici impegnati alle frontiere dell’interazione uomo-robot, dei sistemi di assistenza e delle soluzioni bio-ingegnerizzate. Il suo lavoro ha influenzato il dibattito globale sullo sviluppo tecnologico, sulla ricerca responsabile e sugli ecosistemi dell’innovazione in Europa e nel mondo.
Nel corso della sua carriera, il Prof. Dario ha promosso il ruolo della scienza nel plasmare futuri tecnologici etici e sostenibili. Le sue collaborazioni con istituzioni accademiche, partner industriali e organizzazioni internazionali hanno favorito avanzamenti in ambiti quali la micro-robotica, le tecnologie per la sanità, i sistemi ad alta efficienza energetica e l’ingegneria centrata sull’uomo. La sua leadership ha inoltre contribuito a rafforzare standard scientifici, rigore metodologico e processi decisionali basati su evidenze in contesti multidisciplinari.
Nel suo nuovo incarico di consulente scientifico per il WTC, il Prof. Dario fornirà un contributo di indirizzo scientifico alle attività di engagement globale dell’organizzazione. In linea con la lettera di nomina:
La nomina del Prof. Dario rafforza l’impegno del WTC nel riunire leader globali che incarnano eccellenza scientifica, integrità e visione orientata al futuro, in una fase in cui l’accelerazione tecnologica richiede una governance attenta, interdisciplinare e responsabile.
«Siamo onorati di dare il benvenuto al Prof. Paolo Dario nel nostro Scientific Advisory Board - ha dichiarato Dominika Haberova, Chairperson del World Technology Congress -. I suoi contributi pionieristici alla robotica, all’ingegneria biomedica e alle tecnologie bio-ispirate, uniti al suo profondo impegno per un’innovazione basata su evidenze, apportano un valore straordinario alla nostra missione. La leadership scientifica del dottor Dario contribuirà a rafforzare il ruolo del WTC come piattaforma globale di connessione tra ricerca, tecnologia e impatto sulla società».
«È per me un onore entrare a far parte dell’Advisory Board del World Technology Congress in un momento storico in cui la rapidità dell’evoluzione tecnologica impone una riflessione profonda sul rapporto tra scienza, società e responsabilità. Le tecnologie emergenti possono e devono essere strumenti di progresso umano, sostenibilità e inclusione, guidate da una visione etica, interdisciplinare e fondata su evidenze scientifiche. Il WTC è una organizzazione autorevole per promuovere questo dialogo globale e sono lieto di contribuire a rafforzarne il ruolo come ponte tra ricerca, industria e politiche pubbliche».
Il World Technology Congress (WTC) è una organizzazione svizzera focalizzata sulla diplomazia dell’innovazione, dedicata a promuovere la comprensione globale delle tecnologie emergenti e del loro impatto su imprese, innovazione e società. Il WTC riunisce leader, decisori politici, accademici e professionisti per esplorare le opportunità e le sfide che stanno plasmando il futuro della tecnologia. Attraverso conferenze, attività di ricerca, incontri e iniziative collaborative costruisce partnership e favorisce collaborazioni strategiche.



È stato pubblicato l’Avviso di manifestazione di interesse per l’accesso ai servizi tecnologici del progetto ARTOUR - Artificial Intelligence and Robotics for Tourism, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo.
ARTOUR nasce per rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese attive nella filiera del turismo e dei servizi culturali nei territori di Liguria, Sardegna, Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica e Provence-Alpes-Côte d’Azur. Le accompagna in un percorso strutturato di adozione delle tecnologie abilitanti, in particolare intelligenza artificiale e robotica.
Il progetto mette a disposizione delle imprese servizi tecnologici gratuiti, pensati per avviare o consolidare processi di innovazione in modo guidato. Le categorie di servizio sono state definite sulla base di un'analisi approfondita dei fabbisogni reali delle filiere coinvolte e progettate per rispondere a livelli differenti di maturità digitale,.
Un elemento dell’iniziativa è l’assenza di qualsiasi obbligo di rendicontazione dei costi da parte delle imprese beneficiarie. L’accesso ai servizi ARTOUR consente di entrare in contatto con competenze altamente specialistiche, infrastrutture tecnologiche avanzate e un ecosistema transfrontaliero dell’innovazione per favorire occasioni di networking, contaminazione e sviluppo di collaborazioni future. I percorsi attivati sono una base per successive progettualità, tra cui Open Call e iniziative di ricerca e innovazione a livello nazionale ed europeo.
Le imprese possono richiedere l’attivazione delle seguenti categorie di servizio, dettagliate all’interno del catalogo ufficiale del progetto: assessment e orientamento tecnologico; elaborazione di studi di fattibilità; formazione sull’utilizzo delle tecnologie; realizzazione di proof of concept; valutazione di conformità Cyber & AI per soluzioni digitali; attività di Test Before Invest basate su tecnologie di laser scanning per la digitalizzazione di ambienti.
Possono candidarsi startup e mPMI che abbiano sede legale o unità locale all’interno dell’area di cooperazione del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 - Liguria, Sardegna, le province costiere della Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica, i dipartimenti francesi delle Alpi-Marittime e del Var - e che operino prevalentemente nei settori del turismo e della cultura, secondo quanto indicato nell’Avviso.
La manifestazione di interesse può essere presentata entro il 31 gennaio 2027 tramite il typeform dedicato. Ogni impresa può presentare una sola candidatura, con la possibilità di attivare più categorie di servizio nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato.
ARTOUR è finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo ed è sviluppato da un partenariato transfrontaliero che riunisce ecosistemi dell’innovazione, centri di trasferimento tecnologico e attori istituzionali. Il progetto vede coinvolti l’ecosistema dell’innovazione RAISE, il Centro di Competenza START 4.0, il Centro di Competenza ARTES 4.0, Next Generation Sardinia, la Camera di Commercio e dell’Industria Nice-Côte d’Azur e la Cooperativa Petra Patrimonia Corsica.
La collaborazione tra questi attori consente di costruire una rete a supporto della trasformazione digitale di settori chiave come turismo e cultura, promuovendo l’innovazione dei modelli organizzativi, dei prodotti e dei servizi. Un percorso che integra intelligenza artificiale, robotica, 5G e strumenti avanzati di open innovation.





Rimani aggiornato su notizie e informazioni di possibile tuo interesse