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ARTOUR propone il laser scanner per digitalizzare gli spazi del turismo e della cultura

ARTOUR propone il laser scanner per digitalizzare gli spazi del turismo e della cultura

Il servizio Test Before Invest di START 4.0 è disponibile nell’offerta del progetto ARTOUR, al quale ARTES 4.0 partecipa come partner con servizi di fattibilità, formazione e sperimentazione.

Edifici storici, musei, strutture ricettive e spazi espositivi possono diventare modelli digitali tridimensionali da utilizzare per la gestione e la valorizzazione degli ambienti. Nel catalogo ARTOUR, START 4.0 propone un servizio Test Before Invest basato su Laser Scanning terrestre e Mobile Mapping, tecnologie che acquisiscono grandi quantità di dati con elevata precisione.

Una base digitale da riutilizzare nel tempo

Il rilievo produce nuvole di punti che rimangono nella disponibilità del beneficiario. Questa base informativa può sostenere attività di modellazione BIM e sviluppo di Digital Twin, la progettazione di allestimenti, la manutenzione, la valutazione dell’accessibilità e gli interventi di riqualificazione.

I dati acquisiti possono alimentare anche percorsi immersivi e applicazioni di realtà virtuale e aumentata. Il servizio è modulare e adattabile a strutture di dimensioni diverse, dai grandi attrattori culturali ai musei diffusi e alle strutture ricettive, per sperimentare la tecnologia e valutarne l’impiego nei propri processi.

Il ruolo dei partner nel progetto ARTOUR

L’erogazione del servizio laser scanner è affidata a START 4.0. ARTES 4.0, partner di ARTOUR, cura nel catalogo studi di fattibilità, formazione sull’uso delle tecnologie e Proof of Concept. Le rispettive competenze compongono l’offerta di accompagnamento all’innovazione per le imprese.

ARTOUR – Artificial Intelligence and Robotics for Tourism è finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 e coordinato da RAISE. Per richiedere i servizi gratuiti le imprese devono rispettare i requisiti dell’avviso e presentare la manifestazione d’interesse entro il 31 gennaio 2027.


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IL CASO ALILASER | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano
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Come si digitalizza un’impresa manifatturiera che ha già investito in macchinari e automazione, ma gestisce le informazioni attraverso strumenti separati? È la domanda da cui è partito il progetto sviluppato da Alilaser con ARTES 4.0 e AIM. Il risultato è una piattaforma gestionale costruita attorno ai processi dell’azienda: dalla formulazione dell’offerta alla pianificazione delle lavorazioni, fino alla spedizione e alla preparazione dei dati per la fatturazione.

Il problema: macchine evolute, informazioni frammentate

Alilaser è un’impresa di Pontedera specializzata nel taglio laser. Negli anni ha ampliato la propria capacità produttiva e investito in macchinari, automazione industriale e sistemi di magazzino. La crescita ha reso più evidente un limite organizzativo: le diverse fasi del lavoro erano supportate da applicativi e procedure che non componevano un quadro unitario. Un preventivo, un disegno tecnico, la disponibilità del materiale e il carico di una macchina sono informazioni strettamente collegate. Se rimangono distribuite tra strumenti distinti, ricostruire lo stato di una commessa richiede passaggi manuali e confronti tra reparti. Diventa più complesso anche misurare i tempi effettivi di lavorazione, valutare i costi e usare i dati raccolti per formulare offerte successive. A questa esigenza si è aggiunto il passaggio generazionale. Per Alilaser, trasferire l’esperienza maturata in azienda dentro procedure e strumenti condivisi significava conservare la qualità del lavoro e, allo stesso tempo, dare alla nuova gestione una base informativa più solida per decidere. IL CASO ALILASER | Storie di innovazione: le imprese che evolvono, le storie che ispirano

Dall’analisi dei processi ai requisiti della piattaforma

Il percorso avviato con ARTES 4.0 ha preso le mosse dallo studio di fattibilità della piattaforma operativa. L’analisi ha seguito il ciclo della commessa e messo a confronto le esigenze espresse dalla direzione con le attività svolte nei reparti: acquisizione della richiesta, preventivazione, definizione tecnica, programmazione, lavorazione e consegna. Questa ricognizione è un passaggio tecnico decisivo. Prima di automatizzare un’attività occorre stabilire quali informazioni la avviano, chi le modifica, quali decisioni ne dipendono e dove si interrompe il flusso dei dati. Il lavoro sui requisiti ha permesso di progettare moduli coerenti con le responsabilità degli utenti commerciali, tecnici e produttivi, anziché trasferire le procedure esistenti in un nuovo software senza rivederle. AIM, Socio di ARTES 4.0 e partner tecnologico del progetto, ha svolto l’analisi funzionale e sviluppato la soluzione per Alilaser. La progettazione ha previsto il confronto con i referenti aziendali, la definizione dell’architettura e delle interfacce e il rilascio progressivo delle funzionalità da verificare con gli utenti.

Un sistema che segue il ciclo della commessa

La piattaforma ERP personalizzata riunisce in un ambiente applicativo le informazioni che accompagnano una lavorazione. Le anagrafiche di clienti e fornitori si collegano a ordini e preventivi; i disegni e i cicli di lavorazione definiscono materiali, operazioni e tempi; le commesse alimentano la pianificazione delle attività produttive. Il sistema comprende funzioni dedicate all’organizzazione degli ordini, al nesting delle lamiere, alla schedulazione della produzione e all’assegnazione delle lavorazioni agli operatori. La gestione prosegue con i materiali in entrata e in uscita, le lavorazioni esterne, i documenti di trasporto e i dati necessari alla fatturazione. L’obiettivo dell’architettura è fare in modo che ogni fase utilizzi e aggiorni informazioni condivise, riducendo la necessità di ricostruirle a posteriori. Un aspetto del progetto riguarda il collegamento tra gestione amministrativa e attività di fabbrica. La mappatura di macchine, materiali e lavorazioni consente di leggere le commesse anche in termini di capacità disponibile e carico produttivo. Nel disegno funzionale, la rilevazione dei tempi effettivi attraverso codici associati a macchine e lavorazioni offre una base per confrontare la pianificazione con quanto avviene in produzione e affinare le stime dei costi.

L’algoritmo al servizio delle decisioni

Al centro della soluzione descritta nel video c’è un algoritmo proprietario realizzato da AIM su misura per Alilaser, destinato a organizzare i flussi produttivi interni. Il valore della piattaforma non risiede soltanto nell’esecuzione delle singole operazioni: i dati generati lungo il processo diventano consultabili in un contesto comune, utile per seguire l’avanzamento delle commesse e individuare tempestivamente le criticità. La scelta di un software personalizzato comporta un impegno di sviluppo e una manutenzione continuativa. Risponde, però, alla necessità di adattare le funzioni alle lavorazioni, ai ruoli e alle priorità dell’impresa. Nel caso di Alilaser, il progetto ha cercato di trasformare conoscenze maturate sul campo in regole operative accessibili e aggiornabili. I materiali disponibili descrivono le funzionalità e i benefici osservati dai protagonisti; non riportano indicatori quantitativi che permettano di misurare l’incremento di produttività.

Il ruolo di ARTES 4.0 nel trasferimento tecnologico

Alilaser è l’impresa beneficiaria del percorso; AIM è il socio che ha apportato le competenze di analisi e sviluppo software. ARTES 4.0 ha reso possibile l’incontro tra il fabbisogno industriale e le competenze della propria rete, accompagnando la definizione di una soluzione legata ai processi reali dell’azienda. È il ruolo di trasferimento tecnologico che il Centro di Competenza svolge a favore delle imprese: partire da una criticità concreta, esaminarla con competenze specialistiche e tradurre l’analisi in un progetto applicabile. Nel caso di Alilaser, la digitalizzazione riguarda tanto il software quanto la capacità di rendere leggibile l’intero ciclo produttivo, dall’offerta alla consegna. Il progetto rientra nei servizi agevolati erogati da ARTES 4.0 nell’ambito del PNRR, Missione 4, Componente 2, Investimento 2.3, con risorse messe a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Mostra come un’impresa manifatturiera possa costruire nuovi strumenti di governo dei processi a partire dal proprio patrimonio di competenze e dalle esigenze quotidiane della produzione.
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ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole
ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole

Un cento scritto sul diploma racconta molte ore di studio e apre a una domanda: quale strada percorrere dopo la maturità? A Villa Crastan, a Pontedera, la cerimonia dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori di Pontedera e della Valdera che hanno superato l’esame di Stato con 100 o 100 e lode, ha affiancato al riconoscimento del risultato uno sguardo sulle opportunità offerte dal territorio.

Il giardino della storica villa ha ospitato la tradizionale premiazione dei centisti, alla presenza degli studenti, delle famiglie e dei rappresentanti dei Comuni di residenza. I premiati sono stati 66, in maggioranza ragazze, provenienti da diversi centri della Valdera. La consegna delle pergamene, celebrata da oltre vent’anni, ha riunito dirigenti scolastici, docenti, amministratori e alcune delle realtà che animano il sistema locale della ricerca e della formazione, tra cui il Centro di Competenza ARTES 4.0. Accanto ai voti e ai nomi dei premiati è emersa così una domanda: che cosa può offrire il territorio a chi, conclusa la scuola, deve scegliere dove studiare, lavorare o mettere alla prova le proprie capacità?

ARTES 4.0 e il legame con Pontedera

Centisti 2026

A portare il punto di vista di ARTES 4.0 è stata Clementina Cruceli, Coordinatrice e Vicedirettrice Esecutiva del Centro di Competenza. Il suo intervento è partito da una vicenda personale legata alla storia scientifica del territorio: gli studi in Ingegneria Biomedica a Pisa, la formazione e il lavoro alla Scuola Superiore Sant’Anna, fino all’incarico assunto in ARTES 4.0. Il percorso raccontato ai neodiplomati mostra come Pontedera possa offrire le condizioni per costruire una carriera scientifica e professionale, valorizzando competenze maturate nelle scuole, nelle università, nei laboratori e nelle imprese locali.

ARTES 4.0 è uno degli otto Centri di Competenza italiani nati, nell’ambito del Piano Industria 4.0, per accompagnare le imprese nell’adozione delle tecnologie digitali avanzate. La collocazione della sede nel territorio pontederese deriva dalla concentrazione, in uno spazio ristretto ma incredibilmente prolifico, di competenze nella robotica, nell’intelligenza artificiale, nella bioingegneria, nel design e nei processi industriali. Un patrimonio che colloca l’area tra i principali poli italiani dedicati allo sviluppo e all’applicazione delle tecnologie avanzate.

Clementina Cruceli ha descritto questo sistema attraverso il concetto di Innovation Mile: un miglio dell’innovazione nel quale convivono Il Centro di Competenza ARTES 4.0, l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, l’incubatore Pont-Tech, Piaggio, imprese tecnologiche, startup fondate da giovani imprenditori e realtà formative come l’Istituto Modartech.

La forza dell’Innovation Mile supera la vicinanza geografica. Laboratori, aziende e percorsi di formazione alimentano una circolazione di persone e conoscenze che consente a un progetto di ricerca di incontrare un’applicazione industriale, a uno studente o a una studentessa di entrare in contatto con un’impresa e a una giovane iniziativa imprenditoriale di accedere a competenze specialistiche.

Studiare l’intelligenza artificiale per guidarne l’uso

Nel dialogo con i centisti ha trovato spazio anche l’intelligenza artificiale, spesso osservata attraverso due reazioni opposte: la paura e un entusiasmo privo di riserve. Entrambi gli atteggiamenti possono lasciare in secondo piano la comprensione reale della tecnologia. Studiare l’IA, ha spiegato Clementina Cruceli, significa imparare a riconoscerne capacità, limiti e conseguenze. Alla competenza tecnica devono affiancarsi consapevolezza, senso etico e capacità di valutare gli scopi per i quali viene impiegato uno strumento tanto potente. Per i ragazzi e le ragazze che si preparano a entrare nell’università o nel mondo del lavoro, questa alfabetizzazione attraverserà quasi ogni ambito professionale, dalla medicina alla manifattura, dalla comunicazione alla progettazione.

L’invito rivolto ai premiati e alla premiate è stato quindi a proseguire la propria formazione mantenendo lo sguardo su ciò che già esiste intorno a loro. Pontedera ospita laboratori, imprese e centri nei quali la conoscenza può tradursi in tecnologie, servizi e nuovi mestieri. Il miglio evocato da Clementina Cruceli misura la breve distanza che separa le scuole da alcuni dei luoghi più avanzati della ricerca italiana e indica ai neodiplomati uno spazio vero nel quale mettere a frutto competenze, curiosità e aspirazioni.

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ARTES 4.0 ottiene la certificazione ISO 9001:2015
ARTES 4.0 ottiene la certificazione ISO 9001:2015

Il Centro di Competenza ARTES 4.0 ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001:2015 con riferimento ai servizi ingegneristici in ambito IT e Robotica.

Rilasciata a seguito della valutazione di un organismo terzo, la certificazione attesta la conformità del sistema di gestione ai requisiti della norma internazionale. Le imprese possono utilizzare questa attestazione nella selezione e nella qualificazione di ARTES 4.0 come partner tecnologico.

Quando un’azienda affida un’attività ingegneristica, valuta le competenze tecniche e il modo in cui verrà organizzato il lavoro. Definire i requisiti del progetto, assegnare le responsabilità, verificare le attività e gestire eventuali problemi sono aspetti che incidono sulla collaborazione tra le parti. La ISO 9001:2015 stabilisce requisiti per la gestione di questi aspetti, attraverso un approccio basato sull’attenzione al cliente, sul controllo dei processi, sulla valutazione dei rischi e delle opportunità e sul miglioramento continuo.

Per ARTES 4.0, la qualità della gestione accompagna il trasferimento tecnologico: aiutare le imprese a individuare, sperimentare e adottare tecnologie coerenti con le proprie esigenze produttive. In questo lavoro, le scelte tecniche tengono conto degli obiettivi del progetto, dei vincoli operativi e delle condizioni di utilizzo delle soluzioni.

La certificazione offre alle aziende e ai loro uffici tecnici e acquisti un riferimento documentato sul sistema di gestione dei servizi ingegneristici, da affiancare alla valutazione delle competenze e dell’esperienza del Centro. ARTES ISO
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World Robot Conference 2026: la vera innovazione non sono solo i robot
World Robot Conference 2026: la vera innovazione non sono solo i robot
Chi sta guidando la corsa mondiale agli umanoidi? Alla World Robot Conference 2026 la risposta non era soltanto nelle macchine capaci di camminare, afferrare oggetti, mantenere l’equilibrio o interagire con le persone. Era anche nei volti dei loro fondatori: una nuova generazione di imprenditori con una solida preparazione scientifica e ingegneristica, diventati protagonisti di uno dei settori tecnologici più competitivi al mondo. La presenza di ARTES 4.0 come International Supporting Organization, rafforzata dagli interventi di due plenary speaker, ha avuto l’obiettivo di osservare da vicino questa trasformazione e tradurla in opportunità reali per le imprese italiane, collegando attraverso il Centro RoboCom e ricerca, trasferimento tecnologico e validazione.

ARTES 4.0 dentro il confronto internazionale

Frisoli WRC 2026Dario WRC 2026 ARTES 4.0 ha partecipato alla World Robot Conference tra le International Supporting Organizations e ha contribuito al programma scientifico con due plenary speaker, portando nel dibattito una presenza costruita su due piani collegati: il trasferimento tecnologico di ARTES 4.0 e del Centro RoboCom, e la ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Socio Fondatore del Centro di Competenza. Nella più recente edizione dello ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, la Scuola Sant’Anna si colloca al settimo posto a livello mondiale e al secondo in Europa nella Robotics Science & Engineering. Il Prof. Antonio Frisoli, Presidente di ARTES 4.0, è intervenuto con la plenary lecture “Embodied AI for Human Empowerment and Well-Being: From Intelligent Humanoids to Wearable Robots”. Il suo contributo ha spostato l’attenzione dalla sola autonomia delle macchine alla capacità dell’embodied AI di ampliare le possibilità delle persone, sostenere il movimento, favorire la riabilitazione e migliorare il benessere. “A Pechino - ha spiegato il Prof. Antonio Frisoli a margine del suo intervento - abbiamo visto quanto rapidamente l’intelligenza artificiale stia entrando nei corpi dei robot. La maturità di queste tecnologie si misura nella capacità di utilizzare nuovi foundational models l’acquisizione di nuove competenze da parte dei sistemi robotici sempre più avanzati, misurabile nella loro capacità di generalizzare a situazioni nuove e ad interagire con ambienti non strutturati e persone”. Il Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0, Professore Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna e Chief Scientist dei Dubai Future Laboratories, ha presentato “Application Scenarios Define the Future Form of Robot Companions”. La sua tesi indica un cambio di prospettiva: non esiste una forma robotica valida per ogni bisogno. Sono gli scenari d’uso a definire il corpo, i sensi, l’interfaccia e il grado di autonomia più adatti. “Seguendo la World Robot Conference sin dalla prima edizione - ha fatto presente il Prof. Dario - il cambiamento più evidente è il passaggio dai singoli prototipi a un ecosistema capace di sviluppare, produrre e migliorare i robot con una velocità straordinaria. Il futuro non sarà però definito da un’unica forma robotica: saranno le applicazioni, gli ambienti e i bisogni delle persone a determinare il corpo, i sensi e il livello di autonomia dei robot companion”. Il Prof. Dario partecipa infatti alla World Robot Conference sin dalla prima edizione del 2015, quando l’appuntamento non aveva ancora raggiunto l’eco industriale e mediatica di oggi. Questa continuità consente di leggere la trasformazione della WRC lungo un arco di oltre dieci anni: dai prototipi di ricerca a un ecosistema nel quale tecnologia, produzione, investimenti e applicazioni si influenzano a vicenda. Il programma ha ospitato anche gli interventi dei vertici delle principali aziende di humanoid robotics. Wang Xingxing ha discusso il passaggio dagli exhibit ai prodotti, mentre Juha Röning, Vice President Research di euRobotics, ha affrontato opportunità e criticità dell’era dell’embodied AI dal punto di vista europeo. Röning ha richiamato i principi di una robotica incentrata sulla persona, sostenibile e responsabile, capace di lavorare con l’essere umano senza ridurre l’innovazione a una semplice sostituzione del lavoro.

La Formula 1 della robotica

Dal 19 al 23 agosto, il distretto tecnologico di Yizhuang a Pechino ha ospitato 373 imprese nazionali e internazionali, 3.000 prodotti e 311 novità. La dimensione internazionale ha coinvolto organizzazioni, delegazioni e partecipanti provenienti da 26 Paesi. Numeri che descrivono la scala raggiunta dalla World Robot Conference, ma che non bastano a raccontarne il valore. Per densità di ricerca, componentistica, capitali e velocità di sviluppo, la manifestazione può essere letta come una sorta di Formula 1 della robotica. Nei padiglioni si sono incontrati umanoidi, quadrupedi, mani robotiche, sensori tattili, attuatori, sistemi di visione, piattaforme di addestramento e soluzioni già pensate per la fabbrica, la logistica, la sanità, l’assistenza e i servizi. Il paragone non significa che ogni dimostrazione sia già pronta a trasformarsi in un prodotto. Come nelle competizioni più avanzate, la WRC porta tecnologie, componenti e modelli al limite delle loro prestazioni. Il vero traguardo arriva quando quel patrimonio raggiunge un ambiente reale, lavora in sicurezza e genera valore misurabile.

Una generazione di founder tecnici

World Robot Conference Pechino World Robot Conference 2026 Pechino Tra i molti elementi emersi dal WRC 2026, forse quello più significativo non riguarda tanto la varietà sorprendente di robot umanoidi in mostra o le loro prestazioni tecniche, quanto piuttosto il modello industriale che ne sta alla base. È un aspetto che rischia di passare in secondo piano rispetto allo spettacolo delle macchine, ma che ne rivela la reale portata strategica. Il dato che colpisce è che a progettare e produrre questi robot, sia l'hardware sia il software che li governa, non sono le grandi imprese manifatturiere tradizionali, pur numerose e solidissime in Cina, ma un ecosistema fitto e dinamico di startup. Si tratta di un fenomeno che la Cina ha deliberatamente coltivato, costruendo le condizioni perché nascesse e prosperasse. Queste nuove imprese sono guidate da imprenditori giovani, spesso poco più che trentenni, con una formazione accademica di altissimo livello: la maggioranza possiede un dottorato di ricerca conseguito nelle migliori università cinesi, come Tsinghua, Peking University, Zhejiang University, solo per citarne alcune, e non di rado ha maturato esperienze di studio o ricerca anche all'estero. Sono profili tecnicamente preparati, animati da una forte motivazione imprenditoriale, capaci di muoversi con naturalezza in reti internazionali di conoscenze, collaborazioni e mercati. Un secondo elemento chiave è il grado di interconnessione di questo tessuto imprenditoriale. Non si tratta di startup isolate che competono in modo frammentato, ma di un sistema reticolare in cui le imprese dialogano tra loro, condividono fornitori e competenze, e mantengono legami stretti e continuativi con il mondo accademico. Le università non sono un semplice bacino di reclutamento, ma partner attivi nella ricerca applicata, spesso incubatori diretti da cui le startup stesse hanno origine. A completare il quadro c'è un terzo fattore, altrettanto decisivo: il sostegno pubblico. Le amministrazioni cinesi, a livello centrale e locale, seguono con grande attenzione questo settore, lo considerano strategico per la competitività industriale e tecnologica del paese, e mettono in campo strumenti concreti di supporto, dagli incentivi fiscali alle infrastrutture dedicate, fino a politiche mirate di attrazione dei talenti. A questo si affianca una disponibilità di capitali coerente con l'ambizione del progetto: fondi di venture capital, capitali statali e investitori privati alimentano un flusso di risorse che consente alle startup di scalare rapidamente, senza dover attraversare le fasi di crescita lente e incerte tipiche di altri contesti. Il risultato è un modello che combina in modo efficace quattro ingredienti raramente presenti insieme con questa intensità: capitale umano di eccellenza, integrazione stretta tra ricerca e impresa, capitali abbondanti e pazienti, e una regia pubblica che orienta e accelera senza soffocare l'iniziativa privata. È questa architettura di sistema, più della singola innovazione tecnologica, a rendere la robotica umanoide cinese un caso davvero eclatante e meritevole di grande attenzione. Tra le immagini più forti della WRC 2026 non ci sono soltanto robot che ballano, corrono o ordinano oggetti. C’è dunque una platea imprenditoriale giovane che unisce conoscenza tecnica, ambizione industriale e una comunicazione diretta con investitori, istituzioni, media e nuovi talenti. Un caso ben noto è quello di Wang Xingxing, fondatore e chairman di Unitree. A 36 anni è già uno dei volti pubblici dell’industria robotica cinese. Il debutto di Unitree alla Borsa di Shanghai ha coinciso con l’apertura della Conferenza, amplificando l’attenzione su una società passata in pochi anni dai quadrupedi ai robot umanoidi e oggi impegnata a sviluppare i modelli che ne governano il comportamento. Nel programma della conferenza, Wang è intervenuto su “From Exhibits to Products: The Next Decade of the Humanoid Robot Industry”. Accanto a lui hanno trovato spazio fondatori e amministratori delegati di aziende come Galbot, RobotEra, X Square e altre realtà nate attorno all’embodied AI. È il segnale di un sistema che propone ai giovani altamente qualificati una traiettoria visibile: dalla ricerca alla startup, dalla prototipazione alla produzione, fino all’accesso ai capitali. Questi founder assumono un ruolo simile a quello delle figure più riconoscibili nello sport o nell’economia digitale: catalizzano attenzione e rendono la robotica un campo professionale aspirazionale. Dietro la notorietà ci sono anni di lavoro su meccanica, elettronica, controllo, intelligenza artificiale e processi produttivi. È proprio questa combinazione tra cultura ingegneristica e iniziativa imprenditoriale a rendere solido il fenomeno.

Dai corpi ai “cervelli” dei robot

WRC 2026WRC 2026 dettaglio La prima fase della corsa agli umanoidi ha concentrato l’attenzione sul corpo: equilibrio, locomozione, autonomia energetica, capacità di carico, destrezza delle mani e costo dei componenti. La WRC 2026 ha mostrato anche una nuova frontiera. La nuova frontiera degli investimenti si sta spostando verso il “cervello” dei robot, cioè verso i modelli capaci di trasformare percezione e istruzioni in azioni nel mondo fisico. L’embodied AI, o intelligenza artificiale incorporata, non si limita a elaborare testo e immagini. Percepisce l’ambiente, ne comprende la struttura, prevede le conseguenze di un movimento, coordina il corpo e corregge gli errori mentre svolge un’attività. In un contesto industriale o domestico non ci sono due situazioni perfettamente identiche: cambiano gli oggetti, le distanze, le persone, la luce e gli imprevisti. Da qui nasce l’attenzione per i modelli VLA, Vision-Language-Action, che collegano ciò che il robot vede, le istruzioni linguistiche e le azioni da eseguire. Il confronto si sta già estendendo ai World Models e ai World Action Models, progettati per costruire una comprensione predittiva del mondo fisico. Tatto e forza completano il quadro: una mano robotica non deve soltanto riconoscere un bicchiere, ma capire quanta pressione applicare, percepire uno scivolamento e adattare la presa. Durante la conferenza è emerso che il capitale non si concentra più soltanto sui robot completi. Si distribuisce verso modelli fondazionali, controllo, capacità di calcolo, raccolta di dati, sensori tattili e componenti critici. Wang Xingxing ha indicato i World Models come una importante area di investimento di Unitree in termini di risorse e personale.

La vera prova comincia fuori dai padiglioni

La spettacolarità degli umanoidi non nasconde le sfide da superare. Molti robot restano più convincenti durante una dimostrazione controllata che davanti alla variabilità di una linea produttiva, di un magazzino o di una casa. Affidabilità per migliaia di ore, sicurezza accanto alle persone, manutenzione, ripetibilità e ritorno dell’investimento separano un prototipo interessante da una soluzione industriale. La stessa industria cinese appare consapevole di questo passaggio. Il tema della WRC 2026, “Human-Robot Symbiosis, Production-Demand Convergence”, ha messo in relazione convivenza tra persone e robot con incontro tra offerta tecnologica e domanda reale. Non basta chiedere che cosa sappia fare una macchina. Occorre capire per chi debba lavorare, in quale ambiente, con quali livelli di autonomia e con quale valore rispetto alle alternative disponibili. Il ritmo cinese genera un’enorme quantità di tecnologie da osservare, selezionare e valutare. Proprio per questo cresce il bisogno di prove comparative, protocolli, dati e ambienti nei quali verificare prestazioni, sicurezza, usabilità e capacità di integrazione prima dell’investimento.

Antonio Frisoli WRC 2026Paolo Dario WRC 2026

Cina ed Europa: collegare punti di forza differenti

La Cina mette in campo una scala produttiva, una velocità di iterazione e una capacità di mobilitare startup, università e capitale difficili da eguagliare. L’Europa e l’Italia possiedono competenze riconosciute nella robotica incentrata sulla persona, nella sicurezza, nella qualità industriale, nella ricerca e nella validazione di tecnologie destinate a operare accanto agli esseri umani. La possibilità più interessante consiste nel collegare questi punti di forza. Le imprese italiane possono incontrare nuove piattaforme, componenti e partner industriali; l’ecosistema cinese può trovare in Italia competenze per valutare affidabilità, usabilità, conformità, integrazione e impatto nei processi reali. Il Centro RoboCom di ARTES 4.0 nasce proprio con questa funzione: mettere imprese e organizzazioni nelle condizioni di provare robot, confrontare soluzioni e misurare i risultati prima di investire. Umanoidi, quadrupedi, cobot, robot indossabili e sistemi di teleoperazione acquistano valore quando vengono esaminati sulla base di un caso d’uso, non della sola prestazione dimostrativa.

Portare l'intelligenza nel mondo fisico

La prossima rivoluzione della robotica consisterà nel portare l’intelligenza nel mondo fisico e nel trasformarla in applicazioni capaci di generare valore per le persone, l’industria e la società. La World Robot Conference 2026 mostra che la Cina sta affrontando questa corsa con velocità, scala e una nuova generazione di imprenditori tecnici. ARTES 4.0 intende trasformare l’osservazione di questo processo in collaborazioni, prove e occasioni reali per le imprese italiane. Dal World Robotics Forum emerge un ecosistema nella quale startup, università di prestigio, istituti di ricerca, produttori di componenti, piattaforme di prova, grandi gruppi industriali e investitori operano lungo lo stesso percorso. Le idee nate nei laboratori trovano soggetti disposti a trasformarle in prototipi. I prototipi incontrano fornitori di motori, giunti, batterie, sensori, telecamere e mani. Gli integratori li portano dentro scenari produttivi, mentre il capitale si distribuisce tra hardware, dati, software, infrastrutture di calcolo e applicazioni. La disponibilità di fabbriche e catene di fornitura riduce i tempi che separano una nuova soluzione dalla sua prima prova industriale.
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ARTOUR pubblica la graduatoria provvisoria del bando voucher per l’innovazione
ARTOUR pubblica la graduatoria provvisoria del bando voucher per l’innovazione
Nove proposte risultano provvisoriamente ammesse sulla dotazione di 520.000 euro. ARTES 4.0 partecipa al progetto ARTOUR come partner per il trasferimento tecnologico alle imprese. Il 17 luglio 2026 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria del bando voucher del progetto ARTOUR – Artificial Intelligence and Robotics for Tourism, al termine dell’istruttoria di ammissibilità e della valutazione delle candidature. Il progetto è finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 e coinvolge ARTES 4.0 nel partenariato coordinato da RAISE.

Le candidature e gli esiti della valutazione

Entro la scadenza del bando sono pervenute 26 candidature, tutte ammesse alla valutazione qualitativa dopo la verifica documentale. Sulla base dei punteggi attribuiti dalla Commissione, nove proposte progettuali risultano provvisoriamente ammesse ai sostegni, fino a esaurire la dotazione di 520.000 euro.

Le condizioni per la concessione definitiva

L’inserimento in graduatoria non equivale alla concessione definitiva dell’aiuto e, in questa fase, non attribuisce un diritto all’erogazione del voucher. L’ammissione definitiva richiede il decreto di concessione dell’Autorità di Gestione, gli adempimenti per la registrazione degli aiuti nel Registro nazionale e le altre verifiche previste dal bando. La pubblicazione sul sito del progetto ARTOUR e su quello del capofila vale come notifica agli interessati, ai sensi dell’articolo 13 del bando. La graduatoria consente alle imprese candidate di consultare l’esito della valutazione e la propria posizione. ARTES 4.0 contribuisce ad ARTOUR come Centro di Competenza partner. Il suo ruolo nell’offerta dei servizi del progetto comprende studi di fattibilità, formazione sull’uso delle tecnologie e realizzazione di Proof of Concept per le imprese dei settori turistico e culturale.
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Robots to test before you invest: ARTES 4.0 launches RoboCom, Italy’s first Center on Robot Companions
Robots to test before you invest: ARTES 4.0 launches RoboCom, Italy’s first Center on Robot Companions

What if companies could test a robot before integrating it into their operations?

They could measure its performance, safety, usability and operational impact. They could determine whether a robotics or artificial intelligence solution can improve a process, automate repetitive tasks or support service delivery. They could also evaluate how a robot should be designed, in terms of form, interaction and user experience, to ensure effective integration into human and organisational environments.

These are the objectives behind the new ARTES 4.0 Center on Robot Companions (RoboCom), a facility dedicated to the experimentation, evaluation and applied design of humanoid and animaloid robots, drones, robotic interfaces and immersive systems. All technologies are physically available on-site for testing, development and validation.

Already operational and located at the ARTES 4.0 headquarters on Viale Piaggio in Pontedera, RoboCom will be officially inaugurated in autumn 2026.

With an area of approximately 520 square metres, more than 25 pieces of advanced equipment and a total investment of €1.2 million, RoboCom is the first centre of its kind in Italy and among the few in Europe entirely dedicated to the applied experimentation of companion robotics and AI-powered systems for perception, control, interaction, data analysis and decision support.

The Center is designed to help companies, public bodies and organisations move from curiosity about robotics to evidence-based decision-making. By testing robots before adoption and measuring their impact before investment, organisations can significantly reduce the technological, economic and operational risks associated with introducing new robotic solutions. RoboCom focuses on technologies that have already reached a high level of maturity and are ready to be integrated into real operational processes.

Robot con ruote Robot visori                

From performance testing to trustworthy adoption

Beyond technical validation, RoboCom addresses a broader challenge: ensuring the quality, reliability and responsible use of robotics and AI systems.

Each solution is assessed not only for the performance it can deliver, but also for its traceability, transparency, governance and operational controllability. The objective is to ensure that robots and intelligent systems can be introduced into real-world environments safely, responsibly and in compliance with ethical, professional and regulatory principles.

This assurance function represents one of RoboCom’s distinctive features and positions the Center as an advanced technology-transfer facility for companion robotics and artificial intelligence.

RoboCom is part of ARTES 4.0, the national Competence Center selected by the Italian Ministry of Enterprises and Made in Italy and specialised in robotics and AI. Companies therefore gain access to the expertise and research capabilities of ARTES 4.0’s nationwide ecosystem, including those of the Sant’Anna School of Advanced Studies, a founding member of the Competence Center and an international reference point in robotics, biorobotics, artificial intelligence and human-machine interaction.

In the latest edition of the ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, Sant’Anna ranked seventh worldwide and second in Europe in Robotics Science & Engineering.

A complete infrastructure for real-world experimentation

RoboCom provides a technological infrastructure capable of simulating a wide range of application scenarios, including:

  • Humanoid robots for service and assistance tasks;
  • Quadruped robots for monitoring and inspection activities;
  • Bionic torsos for studying advanced forms of human-machine communication;
  • Drones and 3D acquisition systems for environmental reconstruction;
  • Wearable technologies, immersive headsets and teleoperation platforms;
  • Advanced 3D printing systems and computing infrastructure;
  • Dedicated environments for testing AI applications and robot-control systems.

One of RoboCom’s defining characteristics is its technological neutrality. The infrastructure is not tied to any specific manufacturer or platform, enabling comparative evaluation across different technologies, configurations and use cases.

This allows organisations to base investment decisions on objective and comparable data, selecting the solutions that best match their operational requirements.

animaloidi robot animaloide                

Designing companions, not just machines

Alongside technology testing, RoboCom develops applied research and design activities focused on the concept of robotic companionship.

The Center evaluates aspects such as form, behaviour, movement, interfaces, autonomy levels, perceived safety and contextual fit. The goal is to understand not only whether a robot functions correctly, but whether it can be effectively accepted and integrated into the environments where it will operate.

Particular attention is devoted to user experience, trust, interaction quality and the robot’s ability to fit seamlessly into existing processes without introducing unnecessary complexity.

Clementina_e_robot androide                

An interdisciplinary approach to robotics and AI

Companion robotics raises questions that go far beyond technology, encompassing ethics, philosophy, social acceptance, responsibility and organisational impact.

For this reason, RoboCom combines technical assessment with interdisciplinary expertise capable of evaluating the broader implications of deploying intelligent systems. Every application can be analysed in relation to the human and social contexts in which it will be introduced.

It is further enriched by the connection with the Robo-Philosophy Group at the Sant’Anna School of Advanced Studies, which recently launched the Seasonal School Robo-Philosophy: Dimensions of Co-Agency, dedicated to exploring the philosophical, political, social and ethical dimensions of collaboration between humans and robotic systems.

ARTES 4.0 approaches innovation as a process that combines scientific excellence, technological capability, regulatory awareness and social responsibility. RoboCom has therefore been created not only to verify whether a technology works, but also to determine whether it can be adopted safely, responsibly and sustainably.

robotera umanoide                

A national network supporting technology transfer

RoboCom is part of a broader network of facilities that strengthens ARTES 4.0’s capacity to support companies throughout Italy.

Alongside the headquarters in Pontedera, the Center is connected to facilities in Palermo, Olbia and Jesi. It also contributes to the Joint Lab established with CIM in Turin, dedicated to robotics for manufacturing industries, while supporting additional international initiatives aimed at expanding technology-transfer services on a global scale.

Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0

«With the Center on Robot Companions - underlines Prof. Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0 - a new phase opens for technology transfer in our territory. Pontedera has always been a place where industry, research and a vision of the future meet: from its great manufacturing tradition to the birth of internationally renowned scientific expertise in robotics. This Centre gathers that legacy and projects it towards the frontier of robots entering workplaces, services and everyday life. And it has chosen to do so through an open infrastructure that allows companies to approach robotics with the support of the best research».

Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0

“«The competitiveness of companies will increasingly depend on the ability to experiment with advanced technologies before adopting them - explains Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0 -. One challenge for the Centre, for example, is verifying the actual ability to program the new advanced humanoid robotics platforms to carry out real tasks in industrial contexts, using the most modern Visual Action Models, which allow robots to be trained based on the presentation of examples. Precisely for this reason, the Centre has also equipped itself with a computing infrastructure that makes it possible to validate different generative AI models for robot control». With the Center on Robot Companions, ARTES 4.0 offers companies a place where they can carry out these checks before investing: «Physical AI makes this challenge even more concrete because it brings artificial intelligence inside machines capable of perceiving, moving and acting in the real world»

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EuAReman 2026: a Palermo il primo workshop internazionale Europa-Africa sul remanufacturing
EuAReman 2026: a Palermo il primo workshop internazionale Europa-Africa sul remanufacturing

Dal 7 al 9 ottobre 2026 Palermo ospiterà EuAReman 2026 – 1st International Europe-Africa Workshop on Remanufacturing, il primo workshop internazionale dedicato alla collaborazione tra Europa e Africa nel campo del remanufacturing, dell’economia circolare e della manifattura sostenibile.

L’iniziativa è promossa da CNR-ICAR, SIR – Società Italiana Remanufacturing e University of Strathclyde, con l’Università degli Studi di Palermo nel ruolo di organizzatore ospitante. Tra i partner figurano l’European Remanufacturing Council, WayPoint in qualità di Gold Sponsor, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo come Bronze Sponsor e una rete di organizzazioni europee e africane impegnate nello sviluppo di nuovi modelli industriali circolari.

Anche ARTES 4.0 partecipa ai lavori, riconoscendo nel remanufacturing uno degli ambiti nei quali sostenibilità ambientale, trasformazione industriale e tecnologie abilitanti possono produrre un impatto concreto sulla competitività delle imprese.

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Una piattaforma di confronto tra ricerca e industria

EuAReman 2026 nasce per mettere in relazione ricercatrici e ricercatori, imprese, startup, innovatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai due continenti.

Il workshop affronterà il remanufacturing non soltanto come processo di recupero dei prodotti giunti alla fine del primo ciclo di utilizzo, ma come un nuovo paradigma industriale. Rigenerare un bene significa riportarlo a condizioni prestazionali definite attraverso attività di ispezione, smontaggio, recupero dei componenti, sostituzione delle parti usurate, ricostruzione, verifica e certificazione.

Si tratta di un approccio capace di prolungare la vita utile dei prodotti, ridurre il consumo di materie prime, limitare rifiuti ed emissioni e creare nuove filiere produttive e professionali.

Il programma, articolato in tre giornate, comprenderà keynote internazionali, presentazioni scientifiche e tecniche, casi industriali e tavole rotonde. I lavori si svolgeranno nelle strutture del CNR di Palermo e, durante la terza giornata, a Palazzo Chiaramonte-Steri.

La Call for Contributions

La conferenza ha aperto una Call for Contributions rivolta a università, centri di ricerca, ricercatrici, ricercatori, imprese, startup e innovatori interessati a partecipare al dibattito internazionale sul futuro del remanufacturing.

Non sono richiesti esclusivamente studi accademici già conclusi. La call intende raccogliere anche casi applicativi, sperimentazioni, tecnologie emergenti, esperienze aziendali, problemi produttivi ancora irrisolti e opportunità di ricerca o collaborazione.

I contributi selezionati potranno essere presentati durante il workshop davanti a una platea internazionale composta da rappresentanti del mondo scientifico, industriale e istituzionale europeo e africano.

Sono previste due modalità di partecipazione:

Extended abstract Un contributo della lunghezza massima di due pagine, redatto utilizzando il template ufficiale di EuAReman 2026.

Poster Una modalità particolarmente adatta a imprese, startup, gruppi di ricerca e innovatori che desiderano illustrare casi applicativi, prototipi, sperimentazioni, tecnologie o soluzioni in fase di sviluppo.

La nuova scadenza per l’invio degli extended abstract e dei poster è fissata a sabato 18 luglio 2026. La comunicazione degli esiti è prevista entro il 31 luglio.

I temi della call

La Call for Contributions accoglie proposte scientifiche, tecnologiche, industriali e concettuali dedicate, tra gli altri, ai seguenti temi:

  • design for remanufacturing;
  • tecnologie per il remanufacturing;
  • robotica e automazione;
  • intelligenza artificiale e dati industriali;
  • ispezione e controllo dei componenti;
  • tecnologie digitali per l’industria circolare;
  • tracciabilità dei prodotti;
  • Digital Product Passport;
  • certificazione dei prodotti rigenerati;
  • green supply chain e reverse logistics;
  • Life Cycle Assessment e valutazione ambientale;
  • recupero di materiali e componenti;
  • modelli di business sostenibili;
  • politiche industriali e standard;
  • trasferimento tecnologico;
  • formazione e capacity building;
  • collaborazione scientifica e industriale tra Europa e Africa.

Il ruolo delle tecnologie abilitanti

Il remanufacturing continua a occupare una quota ridotta rispetto alla produzione manifatturiera convenzionale, nonostante le sue potenzialità ambientali, economiche e industriali.

Per portare questi processi su una scala più ampia servono sistemi capaci di riconoscere lo stato di usura dei prodotti, valutarne la possibilità di recupero, automatizzare le operazioni più complesse e certificare le prestazioni ottenute.

Robotica, intelligenza artificiale, computer vision, sensoristica, automazione, gemelli digitali, tracciabilità e analisi dei dati possono rendere il remanufacturing più preciso, produttivo e replicabile. Queste tecnologie consentono di decidere quali componenti recuperare, ottimizzare le lavorazioni, ridurre l’incertezza sulla qualità del risultato e costruire processi industriali economicamente sostenibili.

La capacità di applicare queste soluzioni ai prodotti già utilizzati può modificare profondamente il loro ciclo di vita, trasformandoli da beni destinati allo smaltimento in risorse da reinserire nei processi produttivi.

Un’opportunità per imprese e startup

Per imprese, startup e partner industriali, EuAReman 2026 offre la possibilità di portare nel confronto internazionale esigenze produttive, casi reali, prototipi, tecnologie e sperimentazioni.

La partecipazione permette di entrare in contatto con ricercatori, professionisti, istituzioni e operatori attivi nella trasformazione sostenibile dell’industria, individuando competenze complementari e nuove opportunità di collaborazione, ricerca e trasferimento tecnologico.

Le aziende possono anche valutare l’adesione al programma di sponsorship, contribuendo alla costruzione di una comunità internazionale dedicata al remanufacturing e associando il proprio nome a un ambito destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie industriali.

Sono previsti tre livelli di sponsorizzazione:

  • Bronze Sponsor: contributo compreso tra 500 e 1.000 euro;
  • Silver Sponsor: contributo compreso tra 1.000 e 5.000 euro;
  • Gold Sponsor: contributo superiore a 5.000 euro.

L’invito al network ARTES 4.0

ARTES 4.0 invita soci, partner, imprese, startup, università, centri di ricerca e gruppi di innovazione del proprio network a consultare la call, valutare la presentazione di un contributo e diffondere l’opportunità all’interno delle rispettive organizzazioni.

EuAReman 2026 può diventare uno spazio concreto nel quale condividere conoscenze, far emergere problemi industriali ancora aperti e costruire nuove collaborazioni tra Europa e Africa intorno a remanufacturing, economia circolare, manifattura sostenibile e tecnologie abilitanti.

Scadenza per extended abstract e poster: 18 luglio 2026

Date del workshop: 7–9 ottobre 2026

Luogo: Palermo

CONSULTA IL PROGRAMMA

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ARTOUR accompagna le imprese del turismo e della cultura nell’adozione di intelligenza artificiale e robotica
ARTOUR accompagna le imprese del turismo e della cultura nell’adozione di intelligenza artificiale e robotica
Orientamento, sviluppo delle competenze e sperimentazione compongono l’offerta del progetto ARTOUR. ARTES 4.0 contribuisce come partner ed erogatore di servizi per l’innovazione. Comprendere dove introdurre l’intelligenza artificiale, scegliere gli strumenti in base alle risorse aziendali e verificarne l’utilità nel lavoro quotidiano. Sono i passaggi del percorso di accompagnamento proposto alle imprese del turismo e della cultura da ARTOUR, che mette a disposizione servizi gratuiti per l’innovazione fino a gennaio 2027.

Un percorso costruito sulle esigenze aziendali

La Chambre de Commerce et d’Industrie de Nice Côte d’Azur, partner di ARTOUR, illustra un percorso che parte da workshop sui fondamenti dell’IA, sulle sue applicazioni e sui limiti degli strumenti. La protezione dei dati e gli aspetti etici e normativi accompagnano questa prima fase. Una diagnosi della maturità digitale permette poi di individuare gli utilizzi prioritari e definire una roadmap personalizzata, coerente con obiettivi e risorse dell’impresa. Il percorso comprende formazione per dirigenti e team su IA generativa, automazione, marketing e gestione dei dati, con workshop pratici per sviluppare autonomia nell’uso degli strumenti. Il supporto alla sperimentazione e all’implementazione aiuta a testare le soluzioni e misurarne i risultati.

La formazione e il contributo di ARTES 4.0

Nel progetto, ARTES 4.0 cura servizi di formazione sull’uso delle tecnologie, studi di fattibilità e realizzazione di Proof of Concept. La formazione del Centro punta a rendere comprensibili gli strumenti di IA e a sviluppare capacità di utilizzo applicabili alle attività aziendali. Le attività didattiche sono pratiche e interattive, con esempi reali ed esercitazioni, sia online sia in presenza. I partecipanti approfondiscono il funzionamento degli strumenti, le loro capacità e i loro limiti, dalla creazione di contenuti alla gestione dei dati e all’automazione delle attività ripetitive. L’obiettivo è sviluppare un uso responsabile della tecnologia e una maggiore autonomia nelle decisioni. ARTOUR – Artificial Intelligence and Robotics for Tourism, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, riunisce una rete di partner coordinata da RAISE. Le imprese interessate possono consultare il catalogo e presentare la manifestazione d’interesse per i servizi entro il 31 gennaio 2027, secondo i requisiti e le modalità dell’avviso.
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Robot da provare prima di investire: a Pontedera nasce il Center on Robot Companions di ARTES 4.0
Robot da provare prima di investire: a Pontedera nasce il Center on Robot Companions di ARTES 4.0

Provare un robot prima di integrarlo in azienda. Misurarne prestazioni, sicurezza, usabilità e impatto operativo. Capire in anticipo se una tecnologia robotica e di intelligenza artificiale possa migliorare un processo, automatizzare un’attività ripetitiva, supportare un servizio ed essere introdotta in modo responsabile nel contesto umano e organizzativo. Valutare inoltre come un robot vada progettato nella forma, nell’interazione e nell’esperienza d’uso attraverso un’attività specifica di design che porta nella robotica companion il valore della cultura progettuale italiana: aspetto, funzionalità, qualità formale, attenzione all’utente e coerenza con il contesto d’impiego.

Nasce con questi obiettivi ARTES 4.0 Center on Robot Companions, RoboCom, la nuova infrastruttura del Centro di Competenza ARTES 4.0 progettata per la sperimentazione di robot umanoidi, animaloidi, droni, interfacce robotiche, sistemi immersivi, già fisicamente presenti e disponibili per attività di test, sviluppo e design applicativo. Il Center on Robot Companions, che è già operativo, ha sede in Viale Piaggio a Pontedera, all’interno della struttura che ospita la sede centrale di ARTES 4.0 e sarà ufficialmente inaugurato in autunno.

Con un’area di circa 520 metri quadrati, 26 attrezzature fisicamente disponibili e un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro, il Center on Robot Companions si presenta come il primo centro in Italia di questo tipo e tra i pochi in Europa interamente orientati alla sperimentazione applicativa di robot companion e soluzioni di intelligenza artificiale integrate nei processi di percezione, controllo, interazione, analisi dei dati e supporto alle decisioni.

Il Centro RoboCom nasce per aiutare imprese, enti pubblici e organizzazioni a passare dalla curiosità verso la robotica a una valutazione concreta, fondata su misure, dati e scenari applicativi. Lo scopo è consentire alle imprese di sperimentare i robot prima di adottarli e di misurarne l’impatto prima di investire. In questo modo, le organizzazioni possono ridurre il rischio tecnologico, economico e operativo legato all’introduzione di nuove soluzioni robotiche. Le attività del Center on Robot Companions sono orientate per l’accompagnamento di tecnologie già sufficientemente mature e l’integrazione nei processi aziendali (in termini tecnici si tratta di servizi ad alto TRL, Technology Readiness Level, la scala di misura del livello di maturità di una tecnologia).

Oltre alla sperimentazione tecnica, il Center on Robot Companions assicura una garanzia ulteriore sulla qualità, sull’affidabilità e sull’impiego responsabile delle soluzioni robotiche, verificando l’origine della tecnologia, le modalità di gestione e le condizioni del suo utilizzo.  Ogni soluzione robotica viene infatti valutata non solo in base alle prestazioni che può offrire, ma anche alla possibilità di conoscerne pienamente origine, funzionamento, tracciabilità e modalità con cui può essere gestita nel suo impiego.

L’obiettivo del Centro RoboCom è garantire che robot, piattaforme e attrezzature possano essere introdotti nei contesti reali in modo sicuro, trasparente e comprensibile, nel rispetto dei principi etici, deontologici e regolatori che devono orientare l’uso dei sistemi intelligenti nei luoghi di lavoro, nei servizi e nella vita quotidiana. È questa funzione di garanzia a rendere il Center on Robot Companions un’infrastruttura distintiva e avanzata nel trasferimento tecnologico applicato alla robotica companion e all’intelligenza artificiale.

Robot con ruote Robot visori                

Il Center on Robot Companions viene costituito nell’ambito di ARTES 4.0, Centro di Competenza nazionale selezionato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e specializzato in robotica e intelligenza artificiale. Le imprese possono perciò accedere alle competenze specialistiche e alla capacità di ricerca dell’ecosistema nazionale di eccellenza di ARTES 4.0, a partire da quelle della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Socio fondatore del Competence Center e riferimento scientifico nei campi della robotica, della biorobotica e dell’intelligenza artificiale e dello studio interdisciplinare del rapporto tra persone e sistemi intelligenti. Nella più recente edizione dello ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, la Scuola Superiore Sant’Anna si è collocata al settimo posto a livello mondiale e al secondo in Europa nella Robotics Science & Engineering.

Il Centro RoboCom di Pontedera mette a disposizione un’infrastruttura tecnologica pensata per simulare scenari di sperimentazione molto diversi tra loro, come robot umanoidi per attività di servizio e assistenza; robot quadrupedi per prove di monitoraggio e ispezione; busti bionici per studiare nuove forme di comunicazione uomo-macchina; droni e sistemi di acquisizione 3D per ricostruire ambienti reali; tecnologie indossabili, visori e piattaforme immersive per teleoperazioni; strumenti di stampa 3D e infrastrutture di calcolo avanzato e ambienti di test per applicazioni di intelligenza artificiale.

La neutralità tecnologica è una delle caratteristiche distintive del Center on Robot Companions. L’infrastruttura non è vincolata a un singolo produttore o a una specifica piattaforma, ma consente di lavorare su soluzioni diverse e di realizzare valutazioni comparative tra tecnologie, configurazioni e casi d’uso. In questo modo le imprese possono valutare con dati comparabili quale sia la soluzione più coerente con le proprie esigenze applicative e le condizioni di integrazione.

Accanto alla sperimentazione e alla valutazione comparativa delle tecnologie, il Centro sviluppa attività sul design dei companions. Forma, comportamento, movimento, interfacce, grado di autonomia, percezione di sicurezza e coerenza con il contesto d’uso sono elementi considerati per capire se un robot possa essere davvero adottato. Il Centro consente di valutare anche la capacità della soluzione di inserirsi negli spazi fisici, dialogare con le persone, generare fiducia e integrarsi nei processi senza creare complessità inutile.

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Il Centro RoboCom si distingue inoltre per un approccio interdisciplinare. La robotica companion e l’intelligenza artificiale coinvolgono anche questioni etiche, filosofiche, sociali e organizzative: il rapporto tra uomo e macchina, la fiducia, la responsabilità, l’accettabilità sociale, la qualità dell’interazione e l’impatto sul lavoro. Per questo ogni possibile applicazione può essere valutata con il supporto di competenze accademiche specialistiche anche rispetto alla sua coerenza con il contesto umano e sociale in cui il robot dovrebbe essere introdotto.  Questo approccio è rafforzato dal collegamento con The EURA Centre of Excellence, finanziato dalla Commissione europea attraverso la Jean Monnet Action e dedicato allo studio delle implicazioni etiche, legali, sociali ed economiche delle tecnologie avanzate.

Questa impostazione del Centro RoboCom trova un ulteriore elemento di arricchimento nel collegamento con il gruppo di Robo-Philosophy della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha appena promosso la Seasonal School Robo-Philosophy: Dimensions of Co-Agency, dedicata alle dimensioni filosofiche, sociali, politiche ed etiche della co-azione tra persone e sistemi robotici.

ARTES 4.0 interpreta l’innovazione in modo responsabile attraverso l’integrazione di conoscenza scientifica, capacità tecnologica, attenzione agli aspetti legali e regolatori, consapevolezza delle conseguenze sociali e rispetto dei principi che devono guidare l’introduzione dei sistemi intelligenti nella vita delle persone e delle organizzazioni. Il Center on Robot Companions nasce quindi per verificare se una tecnologia funzioni, ma anche per contribuire a capire se possa essere adottata in modo sicuro, accettabile e regolato all’interno negli ambienti in cui sarà utilizzata.

Il Centro di Pontedera si inserisce in una rete di sedi e infrastrutture che rafforza la capacità di ARTES 4.0 di accompagnare le imprese su scala nazionale. Accanto alla sede centrale di Viale Piaggio sono collegate al Center on Robot Companions le sedi di Palermo, Olbia e Jesi. Il nuovo Centro contribuisce inoltre al rafforzamento del Joint Lab attivato con CIM a Torino dedicato alla robotica a supporto delle imprese manifatturiere, ampliando le possibilità di sperimentazione e trasferimento tecnologico verso il sistema industriale, nonché di altre iniziative internazionali che ARTES 4.0 sta intraprendendo per offrire prodotti su scala globale.

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«Con il Center on Robot Companions - sottolinea il prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 - si apre una fase nuova per il trasferimento tecnologico nel nostro territorio. Pontedera è da sempre un luogo in cui si incontrano industria, ricerca e visione del futuro: dalla grande tradizione manifatturiera alla nascita di competenze scientifiche di livello internazionale nella robotica. Questo Centro raccoglie tale eredità e la proietta verso la frontiera dei robot che entrano nei luoghi di lavoro, nei servizi e nella vita quotidiana. E ha deciso di farlo attraverso un’infrastruttura aperta che consente alle imprese di avvicinarsi alla robotica con il supporto della migliore ricerca».

«La competitività delle imprese passerà sempre di più dalla capacità di sperimentare tecnologie avanzate prima di adottarle - spiega Antonio Frisoli, presidente di ARTES 4.0 -. Una sfida ad esempio per il Centro è la verifica dell’effettiva capacità di programmare le nuove avanzate piattaforme di robotica umanoide per lo svolgimento di compiti reali nei contesti industriali, facendo uso dei più moderni Visual Action Models, che consentono di addestrare i robot sulla base della presentazione di esempi. Proprio per questo il Centro si è dotato anche di un’infrastruttura di calcolo che consente di validare diversi modelli di AI generativa per il controllo dei robot». Con il Center on Robot Companions, ARTES 4.0 offre alle aziende un luogo in cui fare queste verifiche prima dell’investimento: «La Physical AI rende questa sfida ancora più concreta perché porta l’intelligenza artificiale dentro macchine capaci di percepire, muoversi e agire nel mondo reale».

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ICTUS: nasce STRIKE, il dispositivo predittivo di supporto al personale medico per valutare l’entità del rischio ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale
ICTUS: nasce STRIKE, il dispositivo predittivo di supporto al personale medico per valutare l’entità del rischio ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale
Predire l’entità del rischio di trombi e la possibilità di sviluppo di ictus nei e nelle pazienti affetti da fibrillazione atriale, integrando i criteri clinici attualmente impiegati in una innovativa piattaforma sviluppata con algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning addestrati su un insieme di dati basati sulle caratteristiche anatomiche individuali e sulla simulazione del comportamento del flusso sanguigno. È l’obiettivo di STRIKE, STroke RIsK prEdiction in Atrial Fibrillation, il progetto di ricerca e sviluppo avviato dal Centro di Competenza ARTES 4.0, dalla Fondazione Ri.MED e da Xenia Progetti, finalizzato alla realizzazione di un dispositivo biomedico che supporti in modo del tutto nuovo le decisioni cliniche nella valutazione del rischio tromboembolico. La fibrillazione atriale, una patologia che colpisce oltre 50 milioni di persone nel mondo e che rappresenta l’aritmia cardiaca prolungata più comune a livello globale - 4,5 milioni in Europa e un milione in Italia, con stime destinate a crescere rapidamente a causa del progressivo invecchiamento della popolazione - è un’alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata da battiti irregolari ed è una delle condizioni associate alla formazione di trombi e al rischio di complicanze gravi, tra cui l’ictus. Uno degli elementi più critici riguarda l’auricola atriale sinistra, una piccola struttura dell’atrio che presenta una morfologia diversa da paziente a paziente. Nei soggetti con fibrillazione atriale questa regione può perdere la propria normale capacità di contrazione e contribuire alla formazione di coaguli: si stima infatti che oltre il 90% dei trombi associati a questa condizione si formi proprio in questa regione del cuore. Per rispondere a questa esigenza, STRIKE svilupperà una piattaforma digitale capace di trasformare le immagini cliniche in modelli tridimensionali e di integrarli con simulazioni numeriche e algoritmi di intelligenza artificiale per supportare la valutazione del rischio. Il sistema sarà progettato per elaborare le immagini TAC del paziente, segmentare automaticamente l’auricola atriale sinistra, generarne una ricostruzione tridimensionale e simulare la fluidodinamica del sangue all’interno della struttura anatomica analizzata. L’elaborazione consentirà di ottenere un indice di rischio tromboembolico basato su dati anatomici e fluidodinamici del singolo/a paziente a supporto della valutazione clinica, della prognosi e della pianificazione terapeutica, che saranno integrati con i parametri clinici tradizionali basati su storia del paziente, età e presenza di altre patologie. La piattaforma potrà essere utilizzata dal personale sanitario sia in modalità as-a-service sia attraverso installazione on-premise, in funzione delle esigenze organizzative e infrastrutturali delle strutture cliniche. Il progetto nasce dall’integrazione di competenze scientifiche, tecnologiche e industriali. La Fondazione Ri.MED, un’istituzione internazionale di eccellenza focalizzata sulla ricerca biomedica e biotecnologica con sede a Palermo nata da una collaborazione pubblico-privata tra il Governo Italiano, la Regione Siciliana, il CNR, l’Università di Pittsburgh e il suo centro medico,  metterà a disposizione le proprie competenze scientifiche e bioingegneristiche per la creazione del dataset sintetico di modelli dell’auricola atriale sinistra, l’applicazione dei modelli numerici e lo sviluppo delle tecniche di machine learning. ARTES 4.0, Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione sulla robotica e l’intelligenza artificiale finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, contribuirà allo sviluppo della componente tecnologica dedicata all’estrazione automatica del modello tridimensionale insieme al Socio Mediavoice, azienda deeptech specializzata nello sviluppo di software innovativi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, e si occuperà delle attività di coordinamento, comunicazione e valorizzazione dei risultati. Xenia Progetti, azienda consolidata nel settore dell’Information Technology e Socio di ARTES 4.0, guida il progetto in qualità di capofila. L’azienda svilupperà la piattaforma software per la valutazione del rischio tromboembolico e il supporto alla pianificazione terapeutica. STRIKE traduce il modello Science-driven Innovation di ARTES 4.0 applicandolo alle tecnologie per la salute: il progetto integra ricerca scientifica, intelligenza artificiale, simulazione fisica e competenze digitali in un percorso di trasferimento tecnologico orientato a una soluzione ad alto valore clinico e applicativo, destinato a contribuire all’efficienza sanitaria grazie all’ottimale gestione di diagnosi e cura dei e delle pazienti. «Le attuali diagnosi si basano principalmente su parametri clinici costruiti su popolazioni di pazienti con caratteristiche comuni. L’obiettivo di STRIKE è sviluppare un approccio più personalizzato, integrando nel percorso clinico informazioni che oggi restano difficili da utilizzare: la forma dell’auricola atriale sinistra, il comportamento del flusso sanguigno, la variabilità individuale del paziente. Trasformare questi elementi in un supporto personalizzato per il paziente significa avvicinare la ricerca bioingegneristica alla cura delle persone in modo sempre più puntuale», dichiara Danila Vella, Responsabile Scientifico, Fondazione Ri.MED. «Siamo fieri di guidare un progetto che intende superare la dimensione sperimentale per dialogare con le esigenze operative delle strutture sanitarie, semplificando l’accesso a informazioni complesse e rendendole utili nei percorsi decisionali», puntualizza Giuseppe Sorbello, Presidente di Xenia Progetti. «Il nostro contributo crea dal punto di vista innovativo le condizioni perché una tecnologia complessa possa diventare progressivamente utilizzabile e sostenibile per il sistema sanitario», prosegue Fabrizio Giacomelli, fondatore e CEO di Mediavoice. «STRIKE conferma quanto sia importante costruire connessioni strutturate tra ricerca avanzata e contesti applicativi. Abbiamo realizzato una partnership strategica e sviluppato presso la nostra sede a Palermo una linea di Bioingegneria per l’Health con l’obiettivo di fare in modo che l’innovazione che generiamo possa pienamente tradursi in strumenti capaci di supportare la salute dei cittadini e delle cittadine», conclude Enza Spadoni, Responsabile della sede di ARTES 4.0 a Palermo dove si sviluppano le attività di STRIKE. STRIKE
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Neuroscienze e robotica insieme per sviluppare nuove soluzioni per la salute umana
Neuroscienze e robotica insieme per sviluppare nuove soluzioni per la salute umana
Le neuroscienze incontrano la robotica per aprire nuove prospettive per la salute umana. È l’obiettivo dell’accordo siglato tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Biofisica (CNR-IBF) e ARTES 4.0, Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione su robotica e intelligenza artificiale, per attività di trasferimento tecnologico nell’ambito dell’Infrastruttura di Ricerca italiana per le neuroscienze, finanziata da Next GenerationEU/PNRR. L’accordo nasce con l’obiettivo di promuovere una collaborazione strutturata nel campo dell’innovazione tecnologica nel settore delle neuroscienze, valorizzando il ruolo della robotica nello studio del cervello umano e nello sviluppo di soluzioni innovative per la salute e attività di trasferimento tecnologico sui risultati dell’Infrastruttura, nonché lo sviluppo di nuovi progetti. Il rapporto tra neuroscienze e robotica risulta strategico in ambiti quali la riabilitazione, l’interazione persona-macchina e lo sviluppo di tecnologie assistive, dove la ricerca scientifica può tradursi in applicazioni a supporto della persona. Il CNR-IBF, attraverso il ruolo dell’Infrastruttura nazionale di ricerca in neuroscienze, il cui coordinamento scientifico è affidato a  Rosanna Migliore, ricercatrice dell’Istituto di Biofisica di Palermo, individua nell’accordo una possibile direttrice di sviluppo scientifico: nell’ambito della collaborazione, l’Istituto metterà a disposizione le proprie competenze scientifiche, i servizi di accesso all’Infrastruttura di Ricerca, inclusi gli strumenti di modeling e risorse di calcolo ad alte prestazioni. Nel quadro della collaborazione tra Artes 4.0 e Confindustria Sicilia, le Infrastrutture di Ricerca assumono un ruolo centrale per avvicinare le imprese dell’Isola a tecnologie avanzate, competenze specialistiche e ambienti qualificati di sperimentazione, anche nei settori dell’Health e delle Life Science. In linea con il modello Science-driven Innovation, ARTES 4.0 ne promuove la valorizzazione come strumento strategico per l’erogazione di servizi di Test Before Invest, formazione specialistica e trasferimento tecnologico. «Grazie alla robotica e all’intelligenza artificiale - commenta Michele Migliore, fondatore di EBRAINS-Italy - oggi esistono protesi controllate direttamente dall’attività cerebrale, per le quali specifiche interfacce cervello-computer (BCI) permettono, ad esempio, a persone con paralisi di muovere arti artificiali o comunicare. La robotica è utilizzata anche in ambito neurochirurgico per eseguire interventi estremamente delicati con maggiore precisione e minore invasività, ed è per questo un settore che ci interessa molto per rendere i risultati delle nostre ricerche direttamente applicabili ad esigenze concrete, soprattutto ora che l’Infrastruttura di Ricerca giunge al termine del suo finanziamento ed è il momento di renderne fruibili i risultati». ARTES 4.0 mette a disposizione il proprio ecosistema nazionale di innovazione e trasferimento tecnologico, le competenze dei Soci, le sue attrezzature e infrastrutture con l’obiettivo di favorire il collegamento tra ricerca, sistema produttivo e mondo imprenditoriale. Un ruolo particolarmente rilevante sarà svolto dalla sede di Palermo, dove il Centro di Competenza ha attivato alcune linee dimostrative, tra cui quella dedicata a BioIngegneria e Robotica Biomedica. «L’integrazione degli strumenti digitali e dell’ecosistema dell’Infrastruttura sulle neuroscienze con le tecnologie di robotica avanzata e AI industriale di ARTES 4.0 - spiega Paolo Dario, Direttore Scientifico del Centro di Competenza e Professore Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che è il Socio Fondatore di ARTES 4.0 - potrà potenziare nuove soluzioni in neurorobotica, creando ad esempio soluzioni AI avanzate applicate a robot collaborativi, sistemi di visione, manutenzione intelligente, assistenza sanitaria e diagnostica basata su dati cognitivi. I risultati dell'Infrastruttura di Ricerca hanno un altissimo potenziale di applicazione nel mondo dell’industria che intendiamo valorizzare con questo accordo». «Quello tra il Centro di Competenza Artes 4.0 e l’Infrastruttura italiana per le neuroscienze rappresenta un modello virtuoso di management orientato alla crescita e all’innovazione del sistema Paese», conclude Francesca Spataro, Research Infrastructure Manager dell’Infrastruttura. Neuroscienze e robotica insieme per sviluppare nuove soluzioni per la salute umana
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Blue Hub, aperto il bando per startup e PMI della blue economy
Blue Hub, aperto il bando per startup e PMI della blue economy
Sono aperte fino al 30 giugno 2026 le candidature al bando Blue Hub, rivolto a startup, micro, piccole e medie imprese che sviluppano tecnologie innovative per la blue economy. Le imprese delle aree di cooperazione del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo possono candidare soluzioni da sperimentare in infrastrutture operative, con l’obiettivo di validarle sul campo, aumentarne il livello di maturità tecnologica e favorirne l’avvicinamento al mercato. Blue Hub è un progetto europeo dedicato alla creazione di un hub transfrontaliero dell’innovazione per il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di una comunità di pratica a supporto della blue economy nei territori di Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Provence-Alpes-Côte d’Azur. Il progetto, attivo fino al 31 gennaio 2028, ha un budget complessivo di 1.834.648,55 euro. Le sperimentazioni riguardano ambiti strategici come energia verde, emissioni zero, biodiversità e salute del Mediterraneo, connettività e remotizzazione, monitoraggio ambientale e sicurezza, tecnologie ancillari e abilitanti. La piattaforma per la presentazione delle candidature sarà attiva dall’11 maggio 2026. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 30 giugno 2026. BANDO ITA APPEL À CANDIDATURES FR ALLEGATI ITA ANNEXES FR Aggiornamento 11.05.2026 A causa di un problema tecnico la piattaforma non è temporaneamente accessibile. Seguiranno aggiornamenti appena disponibili. Aggiornamento 13.05.2026 La piattaforma per la presentazione delle candidature risulta nuovamente funzionante ed è accessibile al seguente link: https://retecompetencecenter4-0-italia.it/artes/bando-n6-bluehub-2026/. Aggiornamento 05.06.2026 Sono stati aggiornati i link alle cartelle relative agli allegati in seguito alla revisione dell’Allegato 3 – Dichiarazione De Minimis. Aggiornamento 29.06.2026 Scadenza del bando prorogata al 15 luglio 2026.
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