In un mondo del lavoro che cambia sempre più velocemente, una cosa non può cambiare: il diritto alla sicurezza. Soprattutto quando si lavora in ambienti critici, accanto a mezzi in movimento o in spazi complessi da evacuare in caso di emergenza. È qui che nasce WISE – Workplace Innovation for Safety Environment, un progetto che ha messo la tecnologia al servizio della protezione delle persone, con soluzioni indossabili intelligenti, reattive, affidabili. Cofinanziato dal Centro di Competenza ARTES 4.0 tramite il bando BIT INAIL, WISE ha dimostrato come la sicurezza possa diventare parte integrante, invisibile e proattiva del lavoro quotidiano.
Dal laboratorio alla realtà: un ecosistema per la vita
Al centro di WISE c’è un’idea semplice ma potente: creare un ecosistema IoT indossabile, capace di rilevare situazioni di pericolo imminente e reagire in tempo reale. Una cintura di sicurezza digitale, pronta ad attivarsi prima che sia troppo tardi.
La protagonista tecnologica si chiama WeTAG: è grande quanto un pacchetto di caramelle, si aggancia alla cintura o si indossa al collo, e racchiude al suo interno un concentrato di innovazione. Comunicazione BLE, UWB, WiFi, GPS, sensori di movimento, vibrazione, pulsanti d’allarme: tutto ciò che serve per monitorare, localizzare e allertare. Il suo obiettivo? Proteggere chi lo indossa da due rischi concreti e quotidiani: la collisione con un mezzo in movimento, e il caos di un’evacuazione d’emergenza.
Rischio numero uno: la collisione
Chi lavora in ambienti logistici o industriali sa quanto possa essere pericoloso trovarsi troppo vicino a un muletto o a un mezzo in retromarcia.
Grazie a un’antenna installata sul mezzo, capace di stimare direzione e distanza del lavoratore tramite tecnologie BLE 5.1 e UWB, e a una dashboard radar visualizzabile su tablet di bordo, il sistema invia avvisi visivi, acustici e vibranti sia al conducente che all’operatore. Le fasce di allarme sono progressive, colorate, chiare. E se il pericolo è imminente, la sirena si attiva.
Durante i test effettuati nei laboratori SIIT di Genova e presso un terminal portuale, il sistema ha mostrato ottimi risultati: errori inferiori a 1 metro nella stima della distanza entro i 4 metri, e angoli rilevati con precisione di pochi gradi. Ma soprattutto, ha mostrato la sua capacità di prevenire il rischio prima ancora che si manifesti. Non una reazione all’incidente, ma una sua anticipazione.
Rischio numero due: l’evacuazione
In caso di emergenza, sapere quante persone sono ancora all’interno di un edificio o in una zona pericolosa può fare la differenza tra un intervento efficace e una tragedia. Per questo WISE ha affrontato un’altra sfida: rendere l’evacuazione intelligente, automatizzata, verificabile.
Come? Combinando la localizzazione BLE con anchor fisse posizionate in punti strategici, dispositivi WeTAG che comunicano in tempo reale la posizione del lavoratore, e telecamere 3D contapersone per monitorare anche le aree non coperte dal segnale radio.
Il tutto coordinato da un’app mobile intuitiva, che consente all’addetto all’emergenza di vedere chi ha raggiunto il punto di raccolta, chi è ancora dentro, chi è disperso. Una dashboard aggiornata al secondo, che non lascia spazio a dubbi.
Durante le simulazioni, ogni movimento è stato tracciato, ogni ingresso e uscita rilevato. La tecnologia non ha sostituito l’uomo, ma lo ha potenziato: ha dato occhi là dove non poteva vedere, e voce là dove non poteva sentire.
Un progetto, un solo obiettivo
WISE è stato progettato e realizzato da Smart Track Srl, azienda ligure specializzata in soluzioni IoT per la sicurezza. Ma il merito del suo successo è condiviso: ARTES 4.0 ha giocato un ruolo chiave, offrendo un ecosistema fertile per sperimentare, testare, integrare competenze e accelerare l’innovazione.
Senza il supporto del Competence Center, la prototipazione e la validazione non avrebbero avuto la stessa solidità. La collaborazione ha permesso di unire visione industriale, conoscenza tecnologica e accesso a laboratori e infrastrutture avanzate. Un esempio virtuoso di trasferimento tecnologico concreto.
E domani?
Il progetto ha già attirato l’interesse di grandi realtà industriali e infrastrutturali. Ma WISE non si ferma. La prossima sfida è l’integrazione con modelli predittivi basati su intelligenza artificiale, dashboard cloud evolute e – perché no – sistemi robotici o droni autonomi in grado di cooperare con i dispositivi indossabili.
L’obiettivo resta lo stesso: proteggere chi lavora, prima ancora che il pericolo si presenti. E farlo con strumenti semplici da usare, potenti da gestire, e scalabili per ogni tipo di contesto operativo.

































